Esorcismi e presunte apparizioni della Madonna. Accade al Cairo, in due dei quartieri più poveri della città, ed i due fenomeni stanno richiamando folle di fedeli, cristiani copti soprattutto ma anche musulmani. Il fatto più recente è quello avvenuto venerdì scorso nel quartiere di El Waaraq, nella zona di Giza. In molti – scrive l’Egyptian Gazette – affermano di aver visto di persona la Vergine sul tetto della chiesa di San Michele, con le braccia aperte verso di loro, mentre intorno si spandeva odore di incenso e volava uno stormo di colombe. Un fatto che si sarebbe ripetuto almeno due volte, ma che un incaricato dalla chiesa non è riuscito ancora a filmare. Ora si attende che il papa copto Shenouda III faccia ritorno dagli Usa al Cairo, dopodomani, e istituisca un comitato che si occupi di investigare sulle presunte apparizioni, ma anche di decidere sull’ormai ragguardevole somma raggiunta dalle offerte dei fedeli. Ma tra le centinaia di persone che ogni notte si radunano di fronte alla chiesa sono già arrivati i venditori ambulanti – scrive il giornale indipendente Al Masri El Yom – che offrono cibo, bevande e sigarette, mentre un bar vicino ha approfittato per offrire l’uso delle sedia a cinque lire (poco più di 50 centesimi). E qualcuno accende anche un fuoco per riscaldarsi, visto che le temperature notturne scendono fino a 9 gradi. Un altro quotidiano indipendente, Al Dostour – che parla di «migliaia» di copti richiamati dalle voci sulle apparizioni – ricorda che anche i musulmani venerano Maria in quanto madre del profeta Gesù. E rileva che lo stesso presidente Nasser, appena uscito dalla bruciante sconfitta della Guerra dei Sei giorni del 1967, si era recato di persona per assistere ad un’altra apparizione della Madonna che sarebbe avvenuta nel quartiere di Heliopolis l’anno succcesivo. Gli esorcismi si ripetono invece da tempo ogni giovedì, secondo il Daily News Egypt, nel monastero copto di San Simone a Moqattam Hill, tra le povere case abusive di Mansheryet Nasser. A compierli è padre Ibrahim, chiamato ‘il salvatorè, che richiama numerosi cristiani e musulmani desiderosi di ricevere il suo aiuto. Il rituale sarebbe analogo a quello classico previsto anche dalla Chiesa cattolica in questi casi, e gli ‘indemoniatì e le ‘possedutè si comporterebbero proprio come la tradizione richiede: energici tentativi di sottrarsi all’esorcismo, urla e suoni disumani, avversione al sacro, parole pronunciate in altre lingue. Insomma, il repertorio che si è ripetuto nei secoli in Occidente fino alla comparsa della psichiatria positivista, e continua a manifestarsi tuttora, e che non è certo estraneo anche alla cultura islamica.

