CONTINUA LA PRESA IN GIRO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI DI TERNI

31 dicembre 2009
By

Psichiatrizzato 171x250 CONTINUA LA PRESA IN GIRO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI DI TERNILe persone con problemi psicologici e i loro familiari aspettavano con relativa tranquillità la  realizzazione della nuova sede per il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura interno all’ospedale “Santa Maria”, destinato alle crisi acute e, in generale, alle situazioni urgenti che richiedono un ricovero, anche in caso di trattamento sanitario obbligatorio. Dopo la provocazione, a metà novembre, di Gianfranco Colasanti, attivista dell’Unmil, l’associazione dei mutilati e invalidi del lavoro, che andò ad interrompere l’inaugurazione del negozio che propone gli oggetti realizzati dai pazienti psichiatrici, questa tormentata vicenda sembrava finalmente avviata ad una soluzione, anche con tempi molto brevi. Invece è arrivata l’ennesima doccia fredda e si parla di un nuovo rinvio.
Stefano Notari, presidente dell’associazione  dei parenti dei pazienti psichiatrici Diapsigra, dichiara oggi che «non ci convince quello che ci propongono. Soprattutto dopo la conferenza stampa dell’anno scorso, era gennaio, in cui si è presentato il progetto come se stesse sul punto di essere realizzato. Abbiamo fatto un sopralluogo nei locali dell’ex oncologia e sembrava che con dei lavori, anche non troppo onerosi, il sogno che rincorriamo da decenni si realizzasse», Invece è ormai evidente che quel progetto sarà realizzato a stralci. Cosa che implicherebbe molti svantaggi, in primo luogo la mancanza di collegamento con il corpo centrale dell’ospedale e con il Pronto Soccorso. «Questo collegamento – puntualizza Notari – è ritenuto importantissimo dai medici, sia per le urgenze che per i ricoveri. I malati psichiatrici dovrebbero entrare al reparto senza passare per il Pronto Soccorso, avere un’accettazione a parte». Inoltre i degenti dovrebbero passare all’aperto per esami e terapie.
Ci eravamo occupati a metà novembre della questione “repartino per i malati psichiatrici”, quando Gianfranco Colasanti, appunto, gettò un sasso nello stagno, o meglio, nella palude della psichiatria ternana, denunciando la condizione indecorosa del “repartino”. La sua documentazione fotografica mostrava una sorta di prigione, più che un reparto ospedaliero, con tanto di porte chiuse con le catene, totale promiscuità anche per quanto riguarda l’unico bagno, e una dubbia igiene. Peraltro si è andati avanti così per ben trent’anni: la sistemazione provvisoria è diventata permanente.
Lo stesso assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi ha dichiarato recentemente che «il repartino di Terni è la più grossa vergogna dell’Umbria». Il direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl, dottor Alberto Antonini, si unì alla denuncia, ammettendo che là dentro «non ci sono i requisiti per dare una dignità alle persone che si ricoverano per problemi psichiatrici» e aveva dimostrato di essere ben consapevole che purtroppo i problemi e le patologie delle persone con disagio psicologico «vengono trattati in modo diverso rispetto a qualsiasi altra malattia».
Questa storia ha i connotati di una sfacciata presa in giro, con promesse a vanvera rinnovate a cadenza annuale. Notari ha ricordato la conferenza stampa del gennaio scorso. Ma anche l’anno precedente, a febbraio, c’era stato un solenne impegno a trasferire e rinnovare il reparto entro marzo, con tanto di dichiarazioni ufficiali e perfino di un accordo di programma, in cui l’Azienda ospedaliera ternana si impegnava ad eseguire, nelle settimane successive, gli interventi strutturali concordati con gli psichiatri e gli operatori sanitari, coordinati dal direttore del dipartimento di salute mentale dr. Alberto Antonini, mentre l’Asl 4 avrebbe provveduto ad acquisire tutti gli arredi e i letti necessari per rendere confortevole il reparto, che sarebbe stato spostato in uno spazio del piano terra della struttura ospedaliera, con ingresso indipendente per garantire una maggiore privacy ai pazienti. Si parlò pomposamente di abbattimento di barriere architettoniche e di adeguamento, o realizzazione, di nuovi servizi igienici, fruibili anche da utenti disabili.
Si comprende così la sfiducia di pazienti e familiari. Gli si chiede di aspettare. Ma che cosa? E quanto a lungo? L’Azienda ospedaliera parla di “primavera”, ma è difficile crederlo. Si tratta ormai di una sorta di gioco dell’oca, in cui anno dopo anno si riparte sempre dalla casella iniziale.
E dire che trent’anni fa Perugia e Terni erano sede delle più avanzate esperienze della nuova psichiatria italiana, successiva alla denuncia e allo svuotamento del manicomio!

Enrico Cardinali

Tags: , ,

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Cerca nel sito

Il Fatto

Dall'Italia

ANNUNCI

GIORNALI

Interviste Radiofoniche

Link turistici

Ristoranti

Romanzi

  • LA FOGLIA GRIGIA di Alessandro Cannevale – Intervista all’autore- Ed. Einaudi