
La Uil Federazione Poteri Locali segnala un’altra inadempienza del Comune di Terni. «Nel contratto – argomenta il segretario Gino Venturi – è scritto con grande chiarezza: spetta al lavoratore un buono pasto che copra I 2/3 del costo del pasto».«Abbiamo fatto un’indagine – riferisce Venturi – non tra I ristoranti di lusso ma in trattorie e tavole calde del centro cittadino: un pasto frugale ma decente (primo, secondo, contorno, acqua, pane) costa intorno ai 12 Euro. Chiedere anche ai Comuni di Terni, Amelia, Narni e alla Provincia un buono pasto di almeno 8 Euro (I 2/3 del costo) è chiedere dunque IL contrattualmente dovuto. Attualmente invece IL suo valore è di 4,65 % al Comune di Amelia, 5,16 a quello di Narni, 5,16 a quello di Orvieto, 5,16 all’ASL4 e all’ARPA e 6.50 al Comune di Terni e alla Provincia. Una bella differenza con IL buono pasto Della Camera di Commercio (10,50), l’INPS (10), l’INAIL (10,79). Non adeguate, ma meno distanti, invece la Regione (7), IL Comune di Perugia (7,50) e la Provincia di Perugia (7,50)».
«E’ assurdo – prosegue il sindacalista – arrivare a un conflitto per una situazione che richiederebbe soltanto buon senso. I Comuni di Terni, Orvieto, Narni Ed Amelia, la Provincia, l’ASL4 dovrebbero accogliere la richiesta della UIL (chissà perché gli altri sindacati dormano) di adeguare immediatamente l’importo del buono pasto, adempiendo ad un preciso obbligo contrattuale. Lo ha fatto nei giorni scorsi IL Comune di Lugnano dove abbiamo firmato un accordo che porta IL buono pasto proprio a 8 Euro. Ci è invece arrivata la risposta negativa del Comune di Terni».
«Insomma, tra sprechi ed inefficienze, duplicazione di uffici, “rottamazione” di dirigenti e creazione di altri, e in generale promozioni a go go del personale – conclude Venturi – il Comune di Terni ritiene di operare tagli su questa voce! A questo punto dobbiamo rispondere immediatamente con la lotta. Abbiamo così programmato per IL 3 febbraio presso la sede Uil in via Pacinotti l’Assemblea dei lavoratori di Provincia, Comune, Asl, Arpa, Regione».
E’ davvero inspiegabile questo atteggiamento dell’amministrazione. Riaffiora probabilmente quella vena autolesionista che sta producendo tanti danni nel contenzioso per la scelta del candidato del Pd alla presidenza della regione. Ma questo è solo un esempio, si potrebbe parlare per ore dei pasticci combinati nei vari settori del Comune e nelle Aziende partecipate.
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