Dall’Italia/ DEFINITIVI I 16 ERGASTOLI AI PROTAGONISTI DI “GOMORRA”

16 gennaio 2010
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Sono definitivi i 16 ergastoli inflitti ad altrettanti esponenti del clan dei Casalesi. Lo ha deciso ieri la prima Sezione penale della Cassazione, presieduta da Edoardo Fazzioli, che ha bocciato i ricorsi (in totale erano 24) presentati a piazza Cavour. In questo modo la Suprema Corte ha confermato la decisione del secondo grado del processo ‘Spartacus’ che si concluse con la condanna all’ergastolo per i boss del clan camorrista di Casal di Principe. In quel contesto furono confermati tutti i 16 ergastoli inflitti in primo grado ai boss del clan dei Casalesi, il cui controllo economico e criminale del territorio era stato descritto nel best seller di Roberto Saviano (nella foto), Gomorra, con questaroberto saviano 180x250 DallItalia/ DEFINITIVI I 16 ERGASTOLI AI PROTAGONISTI DI GOMORRA decisione la Cassazione si è allineata alle richieste avanzate dal sostituto procuratore generale Mario Fraticelli che, lo scorso 15 dicembre, nella sua requisitoria aveva sottolineato che i vari omicidi compiuti dai boss del clan dei Casalesi dimostravano la sussistenza dei reati e sono stati la dimostrazione di come il clan agiva “per il controllo del territorio”. Tra le condanne confermate spicca quella per Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’, di Francesco Bidognetti e dei latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine. Il massimo della pena è stato inflitto anche a Giuseppe Caterino, Mario Caterino (latitante), Cipriano D’Alessandro, Raffaele Diana (latitante), Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Diana, Francesco Schiavone ‘Cicciariello’, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara. Il primo grado del processo chiamato ‘Spartacus’ dal nome dello schiavo che si ribellò ai romani durò sette anni con 21 ergastoli e 95 persone condannate complessivamente. “Questo è l’inizio, non dobbiamo percepire questo successo del diritto e della giustizia come la vittoria finale”, commenta lo scrittore Roberto Saviano, autore di ‘Gomorra’, ai microfoni di Sky Tg24. “Il processo Spartacus – ha detto Saviano – dopo 11 anni è arrivato a chiudersi tra grandi difficoltà, battaglie politiche e tentativi di delegittimare i magistrati e pentiti ma sono reati, quelli condannati, risalenti al 1996, quindi stiamo parlando di un processo su criminalità passata, questo è il paradosso. Oggi è sicuramente una vittoria ma più storica che reale”. “E’ la dimostrazione – ha concluso Saviano – che il clan esiste. Il collegio difensivo, per ben tre gradi di processo, sosteneva che la camorra in provincia di Caserta non esisteva, che erano soltanto bande criminali, che erano solo faide tra famiglie e che non esisteva imprenditoria criminale”.

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