Cataclisma ad Haiti/ CONSIGLI SU COME ADOTTARE I BAMBINI ORFANI

17 gennaio 2010
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Tutta l’Italia vuole adottare i bambini di Haiti: ecco i consigli di chi se ne intende.

Parla Maria Cristofolepa16y2cY 201001161 Cataclisma ad Haiti/ CONSIGLI SU COME ADOTTARE I BAMBINI ORFANIi di Pane Condiviso. Sono tante, tantissime, le telefonate che molti italiani stanno effettuando in questi giorni all’associazione Pane condiviso.
Sull’onda emotiva della tragedia che ha colpito Haiti ci sono moltissime famiglie che vogliono aiutare quel popolo sventurato. Magari proprio adottando uno di quei bambini pelle e ossa che hanno perso i loro familiari in quel pezzo d’Africa che “galleggia” nel Mar dei Caraibi.
 Martedì una riunione convocata dal governo. L’emozione è tanta che il governo ha convocato per martedì – come ha detto oggi da Hammamet il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – un incontro della Commissione per le adozioni internazionali, per verificare se si può fare qualcosa per velocizzarle dopo quanto è accaduto ad Haiti. Sarà anche stanziato un milione di euro. Intanto, documenti dell’anagrafe dell’isola caraibica è prevedibile che siano andati completamente distrutti. E questo è un problema non da poco.    Pane condiviso tempestata dalle richieste. Anche l’associazione Pane condiviso, che da trent’anni ormai si occupa di quel paese con dei progetti a sostegno dell’infanzia, è tempestata dalle telefonate.
“Due sono le strade che ha di fronte chi vuole adottare un bimbo”: ci spiega Maria Cristofoli, una delle tante attiviste dell’associazione. “La prima, più facile, è quella dell’adozione a distanza: è più rapida e porta immediatamente benefici ai bambini.
Poi c’è l’adozione vera e propria. Ma l’iter è lunghissimo, passano mesi e anche anni, e bisogna affrontare tantissime prove prima di riuscire ad avere il bambino in famiglia”. L’adozione a distanza è la più facile e sicura.  L’associazione Pane condiviso, però, da dieci anni a questa parte si occupa solo di adozioni a distanza. “Negli anni, infatti, sono sorte tante associazioni poco serie, che chiedono tantissimi soldi per adottare i bambini. Noi non vogliamo mischiarci con loro. Preferiamo le adozioni a distanza” spiega la Cristofoli. Per le adozioni in Italia occorre rivolgersi al Tribunale dei minori Ad ogni modo da Pane condiviso sanno bene come comportarsi per adottare un bambino haitiano: una delle responsabili dell’associazione, Ivana Agosto, ne ha adottati addirittura tre.
“La prima cosa per una coppia che vuole adottare un bambino è rivolgersi al Tribunale dei minori più vicino alla città di residenza. Ma l’iter non è per nulla facile. Innanzitutto i giudici devono verificare se si hanno i requisiti necessari all’adozione” spiega Maria Cristofali. Molto tempo per riuscire a ospitare in bambino in Italia

“Una volta dichiarati idonei dal Tribunale dei minori, e passano anche anni, serve ancora molto tempo prima di riuscire ad avere il bambino”. E i costi? “Prima bisogna andare nel paese di origine per almeno una quindicina di giorni, e quindi pagarsi il viaggio; poi bisogna mantenere il bambino in orfanotrofio dal momento dell’apertura della pratica d’adozione. E forse c’è anche da sostenere le spese per la parcelle di un avvocato” spiegano da Pane condiviso.  Prove difficili da affrontare anche ad Haiti. Ma una volta sul posto non è detto che si riesca a tornare in Italia col bambino. “Anche lì devono valutare se la famiglia è idonea all’adozione, se il bambino ha ancora qualche parente che possa occuparsi di lui, e se il minore e la ‘nuova’ famiglia siano compatibili. Le prove da affrontare sono durissime, ma d’altra parte c’è da valutare se la scelta viene compiuta sull’onda emotiva o meno” prosegue la Cristofali. I figli adottati hanno bisogno di più attenzioni
E poi una volta in Italia quali sono le difficoltà? “Beh, dipende tanto dai genitori. Quel che è sicuro è che i figli adottati hanno bisogno di più attenzioni dei figli naturali. Dal punto di vista fisico riprendono subito peso – arrivano quasi pelle e ossa -. Per quanto riguarda la lingua la imparano in poco tempo, anche in un paio di mesi” prosegue l’attivista. Le maggiori difficoltà sorgono a scuola

E allora dove sorgono le maggiori difficoltà? “A scuola di sicuro. E’ lì che si riscontrano le maggiori criticità: l’inserimento è difficile. I bambini si confrontano con altri coetanei che sono molto differenti da loro. Alcuni, però riescono bene. Tra i molti ragazzi adottati in Italia negli anni passati, adesso c’è anche qualche laureato” spiega ancora la Cristofari.
 

Si ricomincia solo quando l’isola si sarà stabilizzata. Al momento, ad ogni modo, è difficilissimo adottare i bambini haitiani. A prescindere dalle lungaggini del nostro sistema – che forse verranno rese più snelle nei prossimi giorni – in questa fase d’emergenza di adozioni non se ne fanno. “Si comincerà solo una volta che la situazione ad Haiti si stabilizzerà. Ci vorrà almeno un mese” assicurano dall’associazione Pane condiviso.

                                     Da molti anni N.P.H. Italia Fondazione Francesca Rava, è presente a Haiti con diverse attività tra cui l’ospedale pediatrico Saint Damien danneggiato dal sisma ma con il pronto soccorso ancora funzionante e l’orfanotrofio che ospita 600 bambini. Con 26 euro al mese si può adottare a distanza uno dei tanti orfani causati da questa immane tragedia: il modulo da compilare è qui e va inviato con la ricevuta della prima donazione al fax n. 0255194958 oppure all’indirizzo info@nphitalia.org; si può anche sottoscrivere un adozione on line. Aggiornamenti sulla situazione sanitaria di Haiti sul blog di N.P.H. Fondazione Francesca Rava. Per chi lo desidera si può anche fare un versamento a Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus Viale Caldara 43, 20122 Milano, Tel 0254122917, info@nphitalia.org e www.nphitalia.org c/c postale 17775230 C/C bancario 760000, Banca Mediolanum Milano 3 Basiglio IT 39 G 03062 34210 000000760000 intestato a Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus.

                                                                                                        (Fonte: Il salvagente.it)

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3 Responses to Cataclisma ad Haiti/ CONSIGLI SU COME ADOTTARE I BAMBINI ORFANI

  1. michela on 4 febbraio 2010 at 19:59

    fate arrivare questi bambini in italia la aspettiamo con tanto amore

  2. michela on 4 febbraio 2010 at 20:00

    i bambini di oggi hanno bisogno di tanto amore e felicita e specialmento l’affetto e una casa dove dormire al caldo

  3. michela on 4 febbraio 2010 at 20:02

    i bambini di haiti hanno bisogno come tutti quani noi di una casa dove ricevere in cambio tanto amore e felicita

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