IL PANE DI TERNI VERSO IL MARCHIO DOP
C’è grande attesa per la promozione del pane di Terni nella serie di prodotti italiani custoditi dal marchio DOP(denominazione origine protetta). La nomina assicurerà la tutela del pane ternano dalle possibili falsificazioni produttive che ormai investono la maggioranza dei prodotti “made in Italy”, minacciando la qualità che è il tratto distintivo dei beni tricolore. Ad augurarsi l’ investitura, oltre il Comune e l’Assessorato al Commercio che hanno dato impulso all’iniziativa e che stanno progettando un evento legato alla promozione del pane come prodotto tipico locale, anche chi questa “chicca” ternana la produce con devozione da tanti anni.
Prima tra tutte l’Interpan, l’azienda che lavora nel settore della panificazione umbro sin dal 1900, e ha fatto del pane di Terni il suo fiore all’occhiello che lo ha reso noto ed inconfondibile in gran parte d’Italia. Il pane dell’ Interpan è preparato da esperti fornai secondo l’antica ricetta senza sale aggiunto nell’impasto e puntando sul recupero dei metodi di lavorazione più tradizionali come la lenta lievitazione naturale, un processo che necessità di tempi lunghi e continue attenzioni ma in cambio garantisce un pane con l’inconfondibile profumo e sapore di una volta.
Che sia questo il segreto per cui qui a Terni se ne spreca così poco? Tale sembra, infatti, il quintale e mezzo al giorno che finisce nei nostri cassonetti, 10 grammi a testa, se paragonato ai 180 quintali buttati ogni sera tra i rifiuti di Milano .
E se è vero che la linea produttiva dell’Interpan è da sempre tesa ad evitare gli sperperi, è altrettanto vero che la ricetta del suo prodotto è quella degli antichi fornai, nata in tempi (e parliamo del 1500 dc) in cui non si produceva il pane solo per riempire spropositatamente gli scaffali dei supermercati, ma questo doveva durare nei giorni mantenendo inalterata la sua bontà. Proprio come il locale filone senza sale.
Chiara Mansueti




















