Perugia ha registrato 63 sforamenti, contro i 35 ammessi, per i valori di ‘Pm10′ (limite medio giornaliero di 50 5g/m3), mentre a Terni gli sforamenti sono 57. A Perugia non va meglio l’ozono con 59 superamenti di limite (120 5g/m3) registrati dalla centralina di Parco Cortonese. Fuori limite nel capoluogo umbro anche il Biossido di Azoto (NO2), con una media dei valori medi annuali registrati da tutte le centraline (limite 40 mg/mc) che ha dato 49. Terni invece rispetta i limiti, rimanendo con un dato medio di 29,2 in linea con l’obiettivo di qualita’ di 40 mg/mc.
Questi in sintesi i dati di ‘Mal’Aria’, il dossier di Legambiente realizzato in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, che raccoglie ed elabora i dati disponibili tramite i siti delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente regionali. ”Il traguardo di un livello accettabile della qualita’ dell’aria per la citta’ di Perugia e’ purtroppo ancora lontano – e’ il commento di Annarita Guarducci, Presidente del circolo Legambiente di Perugia – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte dell’amministrazione locale e dalla Regione per migliorare la qualita’ dell’aria che respiriamo.
Non dobbiamo dimenticare che il non rispetto delle norme sui livelli di inquinamento entro il 2011 esporra’ il nostro Paese all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea”. ”E’ noto a tutti che le cause di dati cosi’ poco soddisfacenti su Perugia – continua la Guarducci – sono il riscaldamento domestico e il traffico automobilistico. Visto che Perugia ‘vanta’ 70 auto ogni 100 abitanti risulta chiaro che con ogni probabilita’ la causa principale della scarsa qualita’ dell’aria sia questa a cui si associano la scarsa fruizione dei mezzi pubblici, la mancanza di razionalizzazione del servizio e di offerte alternative capaci di intercettare anche piccole quote della domanda di mobilita’ e la mancanza di soluzioni flessibili”. Secondo l’associazione la cosa che colpisce maggiormente leggendo i dati resi disponibili dall’Arpa e’ la migliore qualita’ dell’aria di Terni rispetto a quella di Perugia ”un dato sorprendete – afferma Legambiente – se si considera che Terni e’ la citta’ con maggiore concentrazione di industrie dell’Umbria, con diversi poli siderurgici e chimici”. ”Sappiamo che le azioni messe in atto in questi ultimi anni hanno migliorato la qualita’ dell’aria di Terni – commenta Andrea Liberati, presidente del circolo Legambiente di Terni – la stessa TSK ha fatto sostanziali investimenti per ridurre le emissioni dell’azienda. Sicuramente ci attiveremo immediatamente per verificare quella che a noi appare una incomprensibile situazione, chiamando ad un confronto pubblico i responsabili della qualita’ dell’aria delle due citta”’.(AGI) -


