DETENUTO SUICIDA NEL CARCERE DI SPOLETO A 29 ANNI: E’ IL SETTIMO IN ITALIA DALL’INIZIO DELL’ANNO

20 gennaio 2010
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Suicidio in carcere 250x166 DETENUTO SUICIDA NEL CARCERE DI SPOLETO A 29 ANNI: E IL SETTIMO IN ITALIA DALLINIZIO DELLANNOSettimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno: Ivano Volpi, detenuto italiano di 29 anni, si è impiccato nel reparto infermeria del carcere di Spoleto. L’uomo – secondo quanto si è appreso – sarebbe stato arrestato lo scorso 16 gennaio per reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Secondo le prime informazioni, Volpi, con precedenti penali, sarebbe stato processato per direttissima e poi trasferito nel carcere di Spoleto. Nel giro di 20 giorni, dunque, sono già sette i detenuti che hanno deciso di farla finita nelle sovraffollate carceri italiane per il quale la settimana scorsa il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza. Proprio martedì presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si è tenuta una riunione, presieduta dal capo del Dap, Franco Ionta, con all’ordine del giorno il rischio suicidi nelle carceri italiane. Nel corso della riunione – si è inoltre appreso – si è deciso di impartire a breve delle direttive affinché si possa offrire maggiore assistenza psicologica ai detenuti che ricevono in carcere notizie negative quali, ad esempio, malattie di familiari, separazioni matrimoniali, oppure condanne definitive. Il giovane si è impiccato nel supercarcere in ninfermeria. Il 29enne di Norcia, Ivano Volpi, aera stato rrestato sabato scorso per aver aggredito i propri genitori e, poco dopo, anche la pattuglia dei carabinieri che era intervenuta sul posto per cercare di riportare la calma. Il giovane, sembra soffrisse di disturbi psichici  e dipendente da alcoolismo, che lo avrebbero portato spesso a comportamenti violenti. Già a marzo dello scorso anno era stato fermato e arrestato dai carabinieri sempre per una violenta lite in famiglia. Il tribunale lo aveva condannato a 10 mesi da scontare presso una struttura sanitaria. Detenzione che era finita pochi giorni fa e che aveva visto il ragazzo fare ritorno in casa. Duro il commento del sindacato. “La situazione è drammatica” dice Fabio Donati, segretario regionale Cisl “il sovraffollamento crea tante problematiche sia alla popolazione carceraria, sia a noi operatori della Polizia Penitenziaria. Occorrono misure urgenti e il carcere di Maiano non è da meno di altre situazioni a rischio”.

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