Musica/ DALLA-DE GREGORI DI NUOVO INSIEME: TOUR E CD COME “BANANA REPUBLIC” (Guarda il video)

23 gennaio 2010
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inc22yrgX 201001221 Musica/ DALLA DE GREGORI DI NUOVO INSIEME: TOUR E CD COME BANANA REPUBLIC (Guarda il video) LAGGIÙ nel paese dei tropici “dove il sole è più sole che qua” c’è ancora posto per Lucio Dalla e Francesco De Gregori, nuovamente faccia a faccia ieri sera al Vox di Nonantola trent’anni dopo Banana Republic. Anche se la ritrovata voglia di attraversare la notte a piedi per fregare la malinconia porta oggi la coppia su strade diverse rispetto a quella vecchia gemma del repertorio di Jimmy Buffett trasformata da De Gregori nel marchio di fabbrica del padre di tutti i kolossal italiani da stadio. MEGLIO OGGI le suggestioni holliwoodiane della Over the Rainbow carezzata in apertura di serata, mettendo di fronte il clarino dell’omino piccolo così e l’armonica dylaniana del Principe. Meglio brani come Tutta la vita, L’agnello di Dio, Canzone, I muscoli del capitano, Viva l’Italia, anche se adagiati tra i ricordi di un’intera generazione solo successivamente a quell’esperienza arrivata a lenire anni malati d’inquietudine, di rabbia, di militanza e, a volte, di pallottole. Se per Dalla il tour di Banana Republic rappresentò l’ingresso nel salotto buono della canzone d’autore dopo Com’è profondo il mare e soprattutto dopo i trionfi in hit-parade de L’anno che verrà, a De Gregori offrì l’occasione per sfuggire ai fantasmi del Palalido di Milano dove mesi prima alcuni membri dei collettivi l’avevano fatto oggetto di un grottesco “processo” pubblico. SUL PALCOSCENICO del Vox, fra i due il più indulgente col passato è sembrato Dalla, che recupera cose tipo Anna e Marco, L’anno che verrà, Com’è profondo il mare, Piazza Grande, riuscendo ad estorcere a De Gregori solo il minimo sindacale quanto a nostalgia: Ma come fanno i marinai. Tutto affrontato con spirito antico ma impaginazione nuova, senza quel senso di reducismo che incombe spesso su operazioni di questo tipo, come sottolineato da una Buonanotte fiorellino reinventata da tempo di valzer a quello di shuffle. Trent’anni fa con Dalla suonavano gli Stadio e nella prima Banana Republic c’era anche Ron. Cosa si è perso rispetto ad allora? Risponde Dalla: «Nella musica non si conquista e non si perde mai nessuno. Siamo sempre vicini. A Capodanno io ho suonato con gli Stadio» L’INTERO repertorio, una quindicina di brani tra cui la dolente scheggia dell’album Terra di nessuno che è I matti, è interamente condiviso in scena dai due protagonisti; una novità rispetto ai concerti di trent’anni fa, in cui i duetti occupavano solo parte dello show. Ma la vera sorpresa spunta nel bis grazie all’inedito Non basta saper cantare, scritto a quattro mani proprio negli ultimi giorni. «Su questo pezzo di strada dove la notte è padrona, dove c’è un orso che balla, e una scimmia che suona, e ci sta sempre uno stupido che si ferma ad ascoltare, ma una canzone non basta, e non basta saper cantare» dice il testo, stringendo tra i destini il senso di una vita. Anzi due. «Non basta fare l’artista — spiegherà De Gregori a fine concerto —. La vita ti mette davanti a cose per le quali l’arte non basta a consolarti. Sensazioni che forse noj avrei potuto cantare da ragazzo». A SUONARE assieme i due sembrano averci (ri)preso gusto ed è già deciso che da questa esperienza emiliana ne spunteranno altre in maggio; dal 5 al 9 la strana coppia sarà agli Arcimboldi di Milano e dal 19 al 23 al Gran Teatro di Roma. «Questa sera — ha continuato De Gregori — il pubblico ha sbirciato delle prove di show. Abbiamo in animo di preparare 30-35 pezzi da cui scegliere quelli dello spettacolo. Un disco? Sicuramente lo incideremo, ma le canzoni vanno oltre»

                                                                  (Fonte: Andrea Spinelli – Il Quotidiano.net)

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