ELEZIONI REGIONALI: CONTINUA LA RISSA NEL PD. FIAMMETTA MODENA CANDIDATA DEL PDL, MAURIZIO RONCONI PER L’UDC

29 gennaio 2010
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modena 9 ELEZIONI REGIONALI: CONTINUA LA RISSA NEL PD. FIAMMETTA MODENA CANDIDATA DEL PDL, MAURIZIO RONCONI PER LUDCL’Assemblea regionale del Partito Democratico ha infine gettato la spugna, rinunciando alla candidatura condivisa che ha bloccato la discussione per diverse settimane, con un voto quasi unanime, che tuttavia ha lasciato nel partito acque agitatissime.
Gli esponenti delle mozioni congressuali continuano a parlare linguaggi radicalmente diversi: i veltroniani sono ovviamente contenti della soluzione primarie, considerandole elemento costituente del parito, cosa negata con estrema aggressività dai bersaniani, in particolare per voce di Catiuscia Marini, fortemente voluta dalla Lorenzetti come contendente di Maro Agostini alle primarie. 
Il segretario provinciale Alberto Stramaccioni ha invece sbattuto la porta, rimettendo il suo mandato alla Presidente dell’Assemblea Provinciale del Pd Margherita Lezi, con una lettera piena di parole di fuoco (desideri di rivincita, trasformismi, logiche di gruppo) per un partito che, a suo avviso, ha rinunciato troppo presto (alla faccia!) alla famosa e santissima soluzione condivisa. Non attacca esplicitamente lo strumento delle primarie, ma ribadisce la convinzione che il gruppo dirigente abbia dato così una dimostrazione di impotenza.
La tragicommedia recitata tanto a lungo dal Pd ha esasperato comprensibilmente gli alleati, in particolare Rifondazine Comunista, che pretende, insieme ai socialisti, primarie di coalizione e, maramaldeggiando, ricorda alla forza maggiore del centrosinistra che «dopo mesi di tormenti, di discussioni, di interventi di penalisti, civilisti, costituzionalisti, e Corti di Cassazione, il Pd ha perso il diritto ad esprimere la candidatura per l’intera coalizione, che gli abbiamo sempre riconosciuto – annunciando che a questo punto – tutte le forze hanno lo stesso identico diritto ad avanzare la candidatura. E la nostra avrà la stessa dignità di quella del Pd».
La zarina detronizzata Lorenzetti resta a ruminare le sue recriminazioni, affermando «Io per un mese e mezzo non sono stato un intralcio. Lo statuto si è rispettato solo contro di me. Io ancora non ho ricevuto né letto né ascoltato una motivazione contro di me. Noi abbiamo bisogno di ossigeno, di discutere e di capire e far capire di cosa stiamo parlando. La mia preoccupazione è questa: da tre passaggi elettorali a questa parte questo gruppo fatica ad avere un confronto vero, nel merito, il rischio è che si ossifichi il gruppo dirigente».
La candidatura di Agostini alle primarie dovrà tuttavia essere vagliata alla riunione di oggi pomeriggio dei non bersaniani, che sono tutt’altro che uniti, dividendosi in tre gruppi, che fanno riferimento a Veltroni, Fioroni e Fassino. Questi ultimi cominciano a far circolare i nomi di Giampiero Bocci e Marina Sereni. Altre risse dietro l’angolo, dunque.
Dopo qualche giorno di maretta, si è invece stabilizzata la situazione nel centrodestra. La candidatura di Fiammetta Modena, che appariva insidiata dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, ha ricevuto l’imprimatur di Berlusconi e dei coordinatori nazionali, e si prepara alle elezioni consapevole del vuoto politico del centrosinistra, ma sembra troppo ottimista. Infatti il suo stesso nome ha raccolto sì il quasi unanime consenso del Pdl, risulta troppo legato al cliché della vecchia destra conservatrice, essendo figlia dello scomparso avvocato Marzio Modena, che fu a lungo esponente di primo piano del Msi. Il CDU corre da solo con il candidato Maurizio Ronconi.
 
Enrico Cardinali
 
 
 
 

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3 Responses to ELEZIONI REGIONALI: CONTINUA LA RISSA NEL PD. FIAMMETTA MODENA CANDIDATA DEL PDL, MAURIZIO RONCONI PER L’UDC

  1. ROBERTO BORDONI on 30 gennaio 2010 at 09:38

    Il centro sinistra non candida nessuno…la destra una delle figlie prediletta dell’acropoli perugina nota (anche) per le dichiarate e viscerali antipatie per Terni ed i ternani. Il peggior candidato (a prescindere dall’appartenenza) per questa città. Spero che qualcuno dei suoi potenziali elettori le ricordi le vecchie sparate sulla superiorità di Perugia nei confronti di Terni.

    • Giancarlo Padula on 30 gennaio 2010 at 12:47

      L’Umbria ha bisogno di cambiare. Ma davvero. Il “peruginismo” è il vero “virus”, altro che “Influenza A”. Il vaccino? Gli elettori ternani dovrebbero uscire dalle logiche di sudditanza alle lobby dei partiti. Drei poteri. Degli interessi d bottega. Terni e il suo territorio non possono piu’ pagare le scelte sbagliate fatte a Perugia, citta’ che, storicamente, non avrebbe nemmeno dovuto appartenere all’Umbria, ma i Toscani a suo tempo non l’hanno voluta. Il Pd è lacerato da risse alla “cappa e spada”. Per uscire dal feudo delle coop e dai “peruginismi” di sinistra (patetica, se non tragicomica la faccenda delle primarie), e di destra, l’ideale sarebbe quello di creare un movimento come è accaduto nel Montefeltro, (entrato a suo tempo in Emilia e Romagna), per chiedere l’annessione al Lazio. Ma finchè saremo pecore dietro a falsi “pastori” e “profeti” temo che non si andrà tanto lontano. La nostra regione ideale è quella che disegnamo nella pagina della gerenza.
      Grazie per il tuo contributo
      Grazie per il tuo contributo.

  2. Andrea on 1 febbraio 2010 at 22:58

    Davvero assurdo come questa regione soffra di “peruginismo” e davvero trovo assurdo che si candidi per il centro destra una che ha espresso dei giudizi davvero infantili e da rissa stra-paesana contro Terni..giudicando in maniera veramente puerile una città solo dai monumenti e dai fasti del passato..del passato appunto..di una regione che ancora non si è accorta che il medioevo è finito da un pezzo..ma giusto meglio mantenere il potere così come sta senza scomodare nessuno..davvero spero proprio che in una prossima riforma si profili una soppressione dell’Umbria come regione autonoma..

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