Vecchio vezzo dei comunisti, esultano ala vittoria anche quando perdono
Dall’analisi del voto in Umbria, e’ emerso che i cambiamenti piu’ rilevanti, ci sono stati dal confronti tra le Provinciali; dal 2004 al 2009, l’astensionismo ha raggiunto le 233 mila unita’ (circa 20 mila in piu’ rispetto alle Provinciali del 2004) penalizzando ”chiaramente” il centrosinistra; ”dalle liste di centrosinistra a quelle di centrodestra sarebbero passati ben 50mila voti (5mila all’Udc), di cui 20mila direttamente da Ds e Margherita al Pdl; nella direzione opposta, le liste di centrosinistra avrebbero complessivamente acquisito circa 16mila voti provenienti dalle liste di centrodestra (e 6mila dall’Udc”). In particolare, per le Provinciali di Perugia, i tassi di fedelta’ delle diverse liste ”infatti non raggiungono mai il 70%. Il Pd si ferma al 64%, il Pdl arriva al 68, Prc e PdCi superano appena il 40% di fedelta’, l’Udc mantiene il 36% del proprio elettorato di cinque anni prima, perdendo voti in tutte le direzioni, verso il Pdl e l’astensione, ma in misura consistente anche verso il Pd e Sinistra e Liberta’. Le perdite di voti sono compensate da nuovi consensi che hanno diversa provenienza a seconda delle liste: il Pd prevalentemente dalla sinistra radicale; quest’ultima da Ds e Margherita e in parte dal non voto; l’Italia dei Valori da un po’ tutte le direzioni, ad esclusione dell’Udc; Sinistra e Liberta’ dal resto del centrosinistra e dall’Udc; l’Udc da Ds e Margherita e da Fi e An; il Pdl prevalentemente da Ds e Margherita e dagli altri di centrosinistra; gli altri di centrodestra (che comprendono la Lega Nord) da Ds e Margherita, Sinistra radicale e Fi e An. Per la Provincia di Terni – ha detto Bracalente nella illustrazione dei dati – i tassi di fedelta’ sono un po’ maggiori rispetto a quella di Perugia. Il Pd raggiunge il 72%, perdendo consensi in direzione della sinistra radicale, il Pdl e, in misura minore, l’Italia dei Valori. Il Pdl – e’ detto in una nota – arriva al 75%, perdendo voti verso gli altri di centrodestra, l’UDC, l’Italia dei Valori e l’astensione. Rifondazione e Comunisti Italiani, si fermano al 35% di fedelta’, perdendo voti, oltre che verso il Pd (e il Pdl), anche verso la lista Terni Oltre. L’Udc mantiene meno del 20% dei propri consensi di cinque anni prima, cedendo voti in tutte le direzioni ma non al Pd, ne’ alle altre liste di sinistra. Tra i voti in ingresso vi sono flussi in entrata nel Pd, e nei due raggruppamenti della sinistra radicale, che provengono quasi esclusivamente dalle altre liste del proprio schieramento, mentre quelli in ingresso nel Pdl e nelle altre di centrodestra sembrano provenire in larga prevalenza dallo schieramento opposto; l’attrazione di voti dell’UDC dal Pdl; quella dell’Italia dei Valori da diverse direzioni; l’attrazione di voti della lista civica Terni Oltre dalla Sinistra radicale e dall’Udc, ma non dal Pd. A Terni tre cittadini su dieci hanno votato Di Girolamo che rappresenta nemmeno la metà dei cittadini. (Agenzia Asca)

