
Il “Comitato di salute pubblica di Vascigliano†(nome piuttosto infelice per un’associazione ambientalista, evocando invece sinistramente giunte golpiste e militari) ha organizzato domani mattina un presidio davanti alla prefettura di Terni, con tanto di trattori e bestiame al seguito, per bloccare viale della Stazione. Il presidente Spartaco Spezzi si fa interprete dell’esasperazione dei cittadini, degli agricoltori e degli allevatori di Vascigliano di Stroncone: «siamo stanchi della promesse e delle bugie. Fin da subito capimmo la gravità dell’incendio, sia per la salute pubblica che per quella degli animali».
E’ doveroso dare atto alle istituzioni locali di essersi comportate impeccabilmente, a cominciare dall’ottimo sindaco di Stroncone Nicola Beranzoli, appena eletto, attivandosi subito dopo l’incendio dell’Ecorecuperi del 2 luglio scorso con ripetute ordinanze a tutela dell’ambiente e della salute, e con uno scrupoloso, continuo monitoraggio della concentrazione della diossina sprigionata nell’aria, nel suolo, negli animali d’allevamento e nelle colture.
Pesanti le conseguenze sull’economia locale: 83 aziende agricole e zootecniche coinvolte, con perdite quantificabili in un milione e 150mila euro, e un danno complessivo di circa 5-6 milioni di euro, una cifra cui non possono far fronte né gli enti locali né la Regione Umbria. Ma proprio in questi casi è previsto l’intervento statale per il  “danno ambientaleâ€Â subito.Â
Ma se tutti a livello locale hanno fatto, prontamente e bene, il proprio dovere, il Ministero dell’Ambiente è latitante. L’aspetto più scandaloso è che non è stato riconosciuto formalmente appunto il “danno ambientaleâ€, e nemmeno dunque il necessario (e prescritto tassativamente dallo stesso decreto legislativo del 2006) intervento finanziario, per avviare le procedure di bonifica ambientale in tutta l’area. Per schiodare l’indifferenza del ministero, a metà gennaio quattro deputati del Pd (Carlo Trappolino, Marina Sereni, Walter Verini e Gianpiero Bocci) rivolsero una corposa interrogazione alla ministra Prestigiacomo, sulla base delle richieste formulate, a novembre, in una riunione presso la Regione Umbria, tra tutte le istituzioni locali. In quella sede si erano stabiliti quattro punti: messa in sicurezza dell’area e ripristino dello stato dei luoghi; eliminazione degli alimenti contaminati; predisposizione di una relazione dettagliata sulla situazione attuale, da trasmettere al ministero dell’Ambiente; costituzione, infine, di un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti di tutte le amministrazioni coinvolte, al fine di assicurare il coordinamento delle azioni da intraprendere.
Ma neanche l’interrogazione ha prodotto effetti. Al Ministero dell’Ambiente continuano a far finta che nulla sia accaduto.
E’ così che il comitato ha deciso di scendere in piazza, con il sostegno anche della Coldiretti, non risparmiando accuse anche nei confronti dei poteri locali, che invece hanno fatto tutto il possibile, e ovviamente al governo – e qui sì che la protesta è ben mirata. La richiesta del riconoscimento del danno ambientale si è insabbiata a Roma, non si capisce ancora se a causa di lungaggini o di diverse priorità .
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E. C.
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Tags: ambiente, protesta, salute