Sotto torchio nella caserma dei carabinieri di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, Francesco Vincenzi, 36 anni, compagno della donna uccisa ieri intorno alle 13,30 nella propria abitazione con due colpi di arma da taglio all’addome. L’uomo, figlio di un ex carabiniere deceduto alcuni anni fa, è stato interrogato per diverse ore e, probabilmente, sarà di nuovo interrogato in mattinata dal pm Renzo Petroselli, titolare dell’inchiesta. È stato lui, al ritorno dal lavoro per la pausa pranzo, a trovare il corpo della compagna, Marcella Rizzello, 30 anni, (nella foto Tuscia Web), immerso in un lago di sangue, con accanto la figlia di pochi mesi che piangeva disperatamente. Ma nel suo racconto sarebbero emerse delle incongruenze sulle quali gli investigatori stanno tentando di fare luce.
Oggi l’autopsia. L’autopsia sul corpo della donna sarà eseguita oggi. L’esame autoptico sarà svolto nell’obitorio dell’ospedale cittadino dai periti della cattedra di medicina legale dell’Università di Siena, su incarico dalla procura della Repubblica di Viterbo. Secondo il medico legale che ha ispezionato il cadavere nell’imminenza del delitto, la morte della donna risalirebbe tra le 13 e le 13,30 di ieri, cioè pochi minuti prima dell’orario in cui il compagno asserisce di essere rientrato in casa e di aver scoperto l’omicidio. Lo stesso medico ha ipotizzato che il decesso potrebbe essere avvenuto per dissanguamento, in quanto i colpi inferti all’addome della donna potrebbero non aver lesionato alcun organo vitale.
Non sarebbe stata ancora trovata l’arma da taglio utilizzata per uccidere Marcella Rizzello. I carabinieri hanno ispezionato a lungo l’aria esterna alla villetta per individuare quello che il pm Renzo Petroselli, all’uscita dal sopralluogo nell’abitazione, ha definito «un oggetto metallico tagliente, probabilmente non un coltello». Ferita all’addome con un arnese tagliente. Immersa in un lago di sangue. Non c’è stata nessuna pietà per Marcella Rizzello che è morta per dissanguamento in casa sua. Ma non basta. La giovane donna, di appena 30 anni barista, è stata uccisa davanti alla figlia di soli 14 mesi, piangente.
Gli investigatori, che nel primo pomeriggio sono entrati nella villetta di via dei Latini a Civita Castellana, sono rimasti turbati dal terribile spettacolo davanti a cui si sono trovati. E dallo scempio fatto del corpo della giovane. La tragedia è iniziata nel primo pomeriggio di ieri quando è arrivata al 118 una richiesta di soccorso. La donna è stata trovata in una pozza di sangue in camera da letto, dal suo convivente un barista di Civita Castellana, Francesco Vincenzi di 39 anni, che era tornato a casa per pranzo. Immediato l’intervento dei carabinieri della compagnia di Civita e del comando provinciale. Sul posto anche il comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Dino Guida. I carabinieri, però, non hanno potuto che constatare la morte della giovane donna. A nulla è valso l’intervento degli uomini del 118, che pure si sono recati sul posto. In via dei Latini a coordinare le indagini il pm Renzo Petroselli che ha posto sotto sequestro la casa della coppia e l’auto. Sul corpo della donna, portato all’ospedale di Viterbo, è stato disposto l’esame autoptico per stabilire con precisione le cause della morte. La piccola bimba della coppia è rimasta illesa ed è stata affidata ai nonni materni. Il padre e la madre della vittima, disperati, per ore sono rimasti davanti alla casa della figlia, assistiti dai parenti ed amici. Per tutto il pomeriggio si sono susseguiti gli interrogatori nella sede della compagnia di Civita. Tra gli interrogati, come persona informata dei fatti, il convivente della donna Vincenzi, persona di ottima famiglia, come spiegano i compaesani. L’uomo gestisce il bar Dell’angolo in via Ferretti. Ascoltati poi molti altri parenti. Gli interrogatori sono andati avanti per buona parte della notte. Fino a mezzanotte non era stato disposto alcun fermo o arresto. Nella villetta di Marcella Rizzello, per ore, hanno operato gli uomini del Ris che hanno provveduto a tutti i rilevamenti del caso. Dalle prime indagini sono emerse alcune certezze. “Si tratta di un omicidio”, come ha spiegato all’uscita dalla villa il Pm Petroselli. Che ha anche escluso che la donna sia stata uccisa con un coltello. Per infierire sulla giovane sarebbe stato usato un oggetto tagliente. Un arnese con una lama. Questo sarebbe stato dedotto dal tipo di tagli rilavati sulla vittima dal medico legale. Questo ultimo avrebbe stabilito che la donna è morta dopo le 13, poco prima che il convivente desse l’allarme intorno alle 14. Gli investigatori escludono che si possa essere trattato di un delitto avvenuto durante un furto o una rapina. Nella casa non sono stati trovati segni di effrazione. Il cane lupo di famiglia non ha dato segni di allarme. Fino a ieri sera non era stata trovata l’arma del delitto. Una sorta di lama, uno strumento da taglio o un oggetto affilato.
(Fonti: Il Messaggero.it; Tuscia Web; foto per gentile concessione di Tuscia Web)

