Un mistero terribile sembra celarsi tra le mura di Monteleone. Isolato tra le brulle montagne dell’Appennino, questo paese è ricco di suggestioni esoteriche, non solo per la palpabile esistenza degli spiriti delle montagne, ma anche per le arcane presenze che alitano tra le pareti secolari del suo abitato. Testimone di antiche vestigia, Monteleone ostenta al viandante inconsapevole, tutta la fierezza della sua storia. Solide mura racchiudono l ‘antico splendore di questo borgo medioevale, ricco di monasteri, chiese e palazzi rinascimentali che lasciano al visitatore una sensazione di arcano mistero. La pietra, elemento dominante di questa natura selvaggia, costituisce il patrimonio culturale del borgo. Una pietra bianca e rossa che richiama la magica bicromia di antichi ordini cavallereschi e che, unita al metallo rappresenta una testimonianza delle vicende del paese. Ed è proprio grazie a questa pietra che Monteleone ci racconta dell’antico Palazzo Congiunti. In questo luogo, durante la seconda guerra mondiale, vennero trucidati bambini e donne ebrei. Si narra che i parenti delle vittime, accecati dal dolore e dalla rabbia per queste dolorose perdite, cercarono di vendicarsi ed alla prima occasione uccisero una povera ed innocente bambina. Questo fatto accadde una notte del 23 luglio di molti anni fa. La spettrale leggenda racconta di come l’anima inquieta della giovane uccisa, si aggiri ancora oggi per le stanze non visitabili del palazzo in cerca di aiuto. Proprio il 23 di luglio, ricorrenza dunque della sua violenta morte, nella mezzanotte, nei pressi di Palazzo Congiunti si sentono le urla ed i pianti di terrore della vittima. Alcune testimonianze affermano con certezza di aver visto un carro fantasma pieno di figure incappucciate; queste persone dichiarano anche con fermezza, di essere stati addirittura minacciati ed inseguiti da queste misteriose presenze.
(A cura di Alessandra Ventimiglia, fonte: www.daltramontoallalba.it)


Gli anziani del paese ricordano bene questa storia, e raccontano di fantasmi che abitano il Palazzo.
è un’emerita stupidaggine. di quello che successe a Monteleone durante la guerra si hanno notizie certe.
Dei misfatti dei tedeschi dei fascisti e delle spie monteleonesi si hanno racconti e scritti, precisi e documentati.
Anche se il palazzo denominato “Congiunti” fu luogo di potere da dopo l’unità d’Italia, si presume che la famiglia Congiunti lo comprò dopo il 1960.
Nel 1818 esso apparteneva ad altra famiglia. Gli stemmi che sono sulle sue cornici sono quelli di Clemente XI il che fa supporre che il palazzo sia appartenuto allo stato della chiesa.
Mi sembra veramente tragico che chi non ha voglia di documentarsi o studiare la storia, nella migliore delle iptesi, si inventi storie oppure lo fa per secondi fini che ancora non riusciamo a comprendere.