“NARNIA”: UN’OCCASIONE PER LO SVILUPPO DELLA CITTA’

3 luglio 2009
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Un futuro assicurato  per i  giovani grazie all’opera di Giuseppe Fortunati.

 n1047679165 72321 NARNIA: UNOCCASIONE PER LO SVILUPPO DELLA CITTAGiuseppe Fortunati, classe 1950, ingegnere informatico, esperto di network marketing, ricercatore presso il Laboratorio Educativo dell’Università di Firenze, da sempre impegnato in progetti educativi internazionali, nel 2000 si reca a New York in occasione delle Olimpiadi di Internet per il concorso “Think Quest” e da quel momento comincia la sua avventura in merito a Narnia e Narni. A questo proposito lo studioso ha raccontato che, facendo parte di una giuria, aveva un cartellino con scritto nome, cognome, nazione e città, appunto Narni; questo fatto è stato notato da un’orientale come errore in quanto il vero nome della suddetta comunità è Narnia e da lì il tipo ha incominciato a raccontargli di streghe e maghi suoi abitanti… Inizialmente Fortunati è scettico, ma si ricrede perché tutti là conoscono tale favola e una volta tornato in Italia si appassiona e comincia un particolare cammino. Legge i sette libri di Clives Staples Lewis,  “Chronicles of Narnia”, capisce immediatamente la possibilità mediatica dell’operazione “Narnia e Narni”, così tramite supporto istituzionale, conoscenze internet e conoscenze internazionali realizza il sito www.narnia.it. Nel 2003 comincia a lavorare con le scuole e nasce il progetto iEARN, che vuole essere un modo per i ragazzi di avere e recuperare una coscienza e una memoria storica; un progetto tutto basato sul volontariato, cito le sue parole in merito: “siamo qui in questa fase tutti missionari di internet per l’educazione!” Nel 2005 pubblica il suo libro, “Narnia e Narni. Dalla storia al fantastico”, Heos editrice, un vero successo dato che le copie registrano il tutto esaurito.. L’intento dell’autore è spiegare quale sia stata la preparazione culturale che ha spinto C. S. Lewis a scrivere “Le Cronache di Narnia” (da cui è stato tratto il primo e secondo film della Disney,  in visione in tutto il mondo e sta per uscire il terzo) e perché abbia scelto di dare il nome “Narnia” al paese fantastico, luogo centrale della sua saga basata sull’eterna lotta del bene contro il male. Ma il più grande merito di questo libro è quello di aver fatto da spartiacque tra una Narni industriale e una Narni turistica, infatti molte iniziative, tra cui ad esempio Narni Opera o l’operazione di marketing “Vinci una settimana a Narni” in occasione della visione del film in Spagna, Olanda e Germania, sono nate in seguito a questa grande opera di diffusione fatta dall’informatico, tuttora impegnato in questo compito. Egli ha studiato  Lewis, (autore anche di fantascienza, cosa che ben pochi sanno come ci ha svelato) scrittore conosciuto in tutto il mondo, profondo conoscitore della cultura italiana, assistente universitario ad Oxford e professore a Cambridge, appassionato dei grandi classici della letteratura. Lo scrittore ha dato il nome di Narnia ai suoi libri perché sapeva che era una città italiana posta sulla via Flaminia. Walter Hooper, il massimo esperto biografo di Lewis, possiede una cartina d’Italia su cui il professore aveva sottolineato i percorsi delle strade consolari che da Roma portavano al nord,  e da tale fonte aveva tratto il nome della magica terra di Narnia. Lo scorso maggio Walter Hooper è venuto a Narni in pellegrinaggio, per prendere le reliquie della Beata Lucia, ed ha tenuto una conferenza al Museo Eroli, confermando tutte le ipotesi del nostro studioso, che vuole proporre una valorizzazione della Narni storica in veste di Presidente di Vivinarni, offrendo un regalo alla sua città ed un futuro ai giovani in un periodo di crisi; così come Lewis scrisse quelle favole perché voleva risollevare dall’atrocità della seconda guerra mondiale la speranza dei giovani inglesi.

Fortunati ha pensato a livello mondiale per agire a livello locale, regalando sicurezze per il futuro della città, ma soprattutto dei giovani. Narni può diventare una grande fonte di guadagno, qualcosa già è iniziato e qualcuno già ne ha tratto profitto, perché Narnia è storia ed è infinita in quanto tale. E questo nuovo “Robin Hood” sta lavorando per garantire occupazione e guadagno ai ragazzi di domani, oggi siamo tutti precari, tutti insoddisfatti.. Una ventata di ottimismo perchè la crisi passerà e nella vita possono esserci delle certezze che vengono proprio dai sogni, esattamente come nella favole! Peccato che per  i turisti le indicazioni su Narnia sia davvero scarse.

 

                                                                                               Ilaria Barbaccia

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