Il 2009 è stato “un anno nero” per l’economia umbra. Dalle acciaierie ternane alle aziende agricole del Trasimeno, il quadro congiunturale negativo attraversa tutti i settori e i principali indicatori economici regionali. Le esportazioni nei primi sei mesi dell’anno hanno segnato una contrazione del 30 per cento. Nell’industria manifatturiera il peggioramento ha interessato soprattutto le aziende operanti nella lavorazione di minerali (destinati soprattutto all’edilizia), le cui vendite all’estero sono praticamente dimezzate. I dati sull’occupazione e quelli legati alla cassa integrazione segnalano un deterioramento delle condizioni nel mercato del lavoro. Quanto alle previsioni, secondo l’ultima indagine regionale della Banca d’Italia, un’impresa su quattro ha rivisto al ribasso i propri piani d’investimento per il 2010 e una su cinque ha chiuso in perdita il 2009. Prosegue anche il rallentamento del credito alle imprese, in particolare nei confronti del comparto manifatturiero e delle aziende di minori dimensioni. La dinamica dei prestiti alle famiglie mostra invece segni di stabilizzazione: sono lievemente riprese le erogazioni dei mutui. Se dovessimo tracciare il profilo finanziario del risparmiatore umbro, però, è sicuramente intensa la propensione verso strumenti finanziari caratterizzati da elevata liquidità e basso profilo di rischio.

