Bufera a San Siro/ MOURINHO VUOL FARE ARRESTARE L’ARBITRO TERNANO PAOLO TAGLIAVENTO

21 febbraio 2010
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Finter samp01g 250x191 Bufera a San Siro/ MOURINHO VUOL FARE ARRESTARE LARBITRO TERNANO PAOLO TAGLIAVENTOinita in nove interisti contro dieci sampdoriani. Sotto la firma di Paolo Tagliavento, arbitro ternano nei confronti del quale l’allenatore dell’Inter ha fatto il gesto delle manette,  che non teme nessuno e non si spaventa se Mourinho fa la faccia cattiva. Un rosso diretto, due per doppio giallo: tutto ineccepibile alla resa dei conti. Anche lo 0-0 che mette in castigo la Samp, che con due uomini in più dal 38’ pt e fino al 29’ st, non è riuscita a tirare una volta in porta. Atteggiamento incomprensibile, difficoltà enormi a bucare un’Inter che ottiene il terzo pareggio consecutivo e adesso aspetta il Chelsea senza aver fatto una vera prova generale con qualche giusta preoccupazione. Che non sarebbe stata una passeggiata era già chiaro in partenza, ma alla fine del primo tempo la partita era diventata per l’Inter un groviglio inestricabile. Nessun merito specifico della Samp che pure aveva giocato al meglio le proprie carte offensive mettendo in difficoltà l’Inter con Pazzini e l’imprevedibilità di Pozzi. È stata l’Inter a mettersi nei pasticci da sola, costringendo l’arbitro Tagliavento a una doppia espulsione che ha dimezzato la difesa nerazzurra. Non era una partita nervosa, ma da subito Samuel e Cordoba sono apparsi in difficoltà contro le due rapide punte di Del Neri. E’ stato soprattutto Pozzi a far andare in tilt i due pretoriani di Mourinho in palese affanno ogni volta che la Samp ribaltava l’azione. Così Tagliavento diventata protagonista senza colpe, anche se il secondo giallo a Cordoba era piuttosto fiscale. Nulla da dire invece sul rosso diretto a Samuel che al 30’ cercava di contenere Pozzi lanciato a rete aiutandosi con il gomito largo e annullando una chiara occasione da gol. L’arbitro umbro non aveva dubbi sulla decisione da prendere. Mourinho, impassibile in panchina, rimediava con Lucio che poco dopo prendeva un calcio da Pazzini ignorato da Tagliavento. Nella circostanza Cordoba applaudiva come fece Sneijder nel derby, ma a differenza di Rocchi l’arbitro o non vedeva o sorvolava. Tagliavento non era per nulla distratto, invece, quando puniva un intervento scoordinato di Cordoba sul solito Pozzi. Un’entrata stupida, ma non pericolosa. Tuttavia il colombiano rimediava il secondo giallo e rientrava negli spogliatoi. In nove l’Inter poteva ancora farcela. Era o non era stato proprio Mourinhno alla fine del derby a dire che l’Inter è talmente forte che anche in sette avrebbe vinto? Al di là delle battute, anche perché le parole del portoghese vanno sempre maneggiate con cautela, le difficoltà erano evidenti. Tuttavia, non così come potevano apparire. Con Cambiasso retrocesso in difesa, il centrocampo affidato a Stankovic e Sneijder si arrangiava comunque. Mourinho non rinunciava alle due punte (fuori Milito dentro Pandev candidato ad affrontare il Chelsea), un atteggiamento di sfida che teneva in allarme la Samp, incapace di approfittare del vantaggio numerico, stranamente svogliata. Si andava avanti fra i lazzi del pubblico e le testate date alla panchina da Mou in un clima surreale. Tagliavento non sembrava per nulla condizionato, neppure l’Inter che faceva il possibile per non firmare la resa. L’arbitro ternano infiocchettava la sua serata con un secondo, ineccepibile giallo a Pazzini, che finiva lì la sua partita. L’Inter reggeva bene e sfiorava perfino la vittoria al 33’ con una botta di Eto’o che Storari deviava alla grande. Fra quattro giorni c’è lo scontro cruciale con il Chelsea che ieri ha vinto con una doppietta di Drogba. Il test di ieri per l’Inter diventa attendibile soltanto sul piano del carattere. Eppure Mou aveva precettato i suoi campioni per battere la quadra che, con la Juve, finora è stata l’unica a mettere ko l’Inter. Dentro Eto’o, dopo la panchina di Napoli, Stankovic di nuovo arruolabile dopo 40 giorni di infortunio. Ancora fuori, invece, Santon e Balotelli, che continuano a non star bene. Ha dimostrato una strana mollezza, invece, la Samp che aveva superato alla grande la crisi e si era presentata al Meazza con quattro vittorie consecutive e sempre senza Cassano, televisto l’ultima volta martedì sera sul palco dell’Ariston a Sanremo. Un Principe, comunque, l’ha incontrato. (Fonte: La Stampa)

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