Clamoroso/ STUDIO CHOC SU BANCHE CELLULE STAMINALI: “FRODE, LA DONAZIONE DEL CORDONE OMBELICALE E’ INUTILE”. E LA BANCA DI TERNI?

22 febbraio 2010
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medici 250x250 Clamoroso/ STUDIO CHOC SU BANCHE CELLULE STAMINALI: FRODE, LA DONAZIONE DEL CORDONE OMBELICALE E INUTILE. E LA BANCA DI TERNI?

     -SERVIZIO A CURA DI GIANCARLO PADULA -

E’ nata a Terni la banca per le cellule staminali che dovrebbe diventare operativa per la sperimentazione entro il 2010. Mesi fa  in occasione della conferenza stampa sulla donazione di 50.000 euro alla Fondazione delle cellule staminali da parte della cooperativa Cosp Tecno Service, è stato fatto il punto. Vi hanno partecipato il prof. Angelo Vescovi, direttore scientifico del Centro di ricerca della Fondazione cellule staminali, e direttore scientifico dell’I.R.C.C.S. “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, il Prof. Angelo Luigi VESCOVI, l’allora sindaco di Terni, mons. Piergiorgio Brodoloni, in rappresentanza del vescovo Vincenzo Paglia, e Danilo Valenti, presidente della Cosp Tecno Service. Quest’ ultimo annunciò che dal primo gennaio 2009 le due grandi cooperative umbre, la Cosp Tecno Service e la Ducops Service, si sarebbero aggregate con l’obiettivo di costituire una grande impresa cooperativa nazionale. Vescovi ha detto che sarebbe stato di lì a poco l’avvio della produzione vera e propria delle cellule staminali, mentre tra aprile e maggio dell’anno in corso, 2010, dovrebbero essere pronte le prime cellule per trapianti, per i quali entro giugno dovrebbe giungere la certificazione di sperimentazione. Vescovi ha anche confermato che nell’ azienda ospedaliera di Terni si e’ gia’ costituito il primo nucleo della banca delle cellule staminali. I soci fondatori della Fondazione – l’Istituto superiore di sanita’, il Vescovado di Terni, la Fondazione Carit e il Comune – hanno investito circa un milione e mezzo di euro in gran parte raccolti da fuori regione. In particolare di recente il Monte dei Paschi di Siena ha concesso un contributo di 100.000 euro mentre ne ha promesso un altro di eguale entita’. Intanto Irving Weissman, direttore dell’Istituto di biologia delle cellule staminali e di medicina rigenerativa all’Università di Stanford, California, accusa le banche di frodare genitori disperati, con l’illusione di terapie non dimostrate e facendosi pagare dai 50 ai 150 mila dollari Un’autentica frode con medici che si fanno pagare a peso d’oro, mentre genitori disperati cercano miracolose terapie per salvare i propri figli. Questo il business che gira intorno alle banche che conservano le cellule staminali, uno scandalo denunciato da Irving Weissman, un’autorità nella medicina rigenerativa in America. La ricerca rischia di innescare un terremoto nella comunità scientifica. Weissman, direttore dell’Istituto di biologia delle cellule staminali e di medicina rigenerativa all’Università di Stanford, California,  ha pronunciato il suo atto d’accusa  in occasione dello svolgimento dell’incontro annuale dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza (Aaas) in corso a San Diego. La scelta di tempo non appare casuale, in quanto in aprile la Società internazionale per lo studio delle cellule staminali pubblicherà un rapporto sulle «terapie non dimostrate», chiamando in causa – secondo alcune anticipazioni – proprio le modalità con cui operano spesso le banche del cordone ombelicale. «I cordoni ombelicali contengono cellule staminali in grado di formare il sangue come avviene in un bambino molto piccolo» e dunque hanno solo «una limitata capacità di creare ossa e grasso», che non include la possibilità di creare «cervello, sangue, cuore e muscoli dello scheletro». Questa la tesi del direttore dell’Università di Stanford, tesi che lascia intendere l’avvio di un’aspra battaglia scientifica e legale. «C’è chi afferma che le cellule staminali contenute nei cordoni abbiano anche tali capacità, ma ciò non corrisponde al vero», aggiunge Weissman, riferendosi a costoro come a «terapisti clinici privi di basi» che «si installano in nazioni con regolamenti medici assai deboli» al fine di promuovere «terapie che non hanno alcuna possibilità di successo», presentandole invece come efficaci e risolutorie a «famiglie bisognose alle prese con malattie incurabili». L’efficacia delle «banche dei cordini ombelicali» sarebbe dunque assai minore rispetto a quanto viene in genere affermato, garantendo la possibilità di cure future solo nei confronti di un ristretto gruppo di malattie. (Fonte: Blitzquotidiano)

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