A Santa Maria della Scala, a Siena, il 27 febbraio si inaugura la mostra dell’artista ternano Adalberto Mecarelli, (Una sua performance nella foto), Lux umbrae si compone di una serie nutrita di opere di luce, tutte quante concepite e realizzate per gli spazi del Museo archeologico del Santa Maria della Scala. Fasci luminosi proiettati a disegnare forme scultoree sulle pareti e sulle volte, oppure indirizzati a rimarcare o trasfigurare elementi architettonici. L’opera di Mecarelli scaturisce dalla contrapposizione tra presenza e assenza, visibile e invisibile, luce e ombra e si rivela – come racconta l’artista – grazie “all’incrociarsi di una doppia luce, una diretta verso i nostri occhi, l’altra proiettante il nostro sguardo. Ciò che noi chiamiamo forma nasce da questo incontro”. Il percorso della mostra si snoda attraverso le sale del museo, dove le opere sono andate formandosi via via traendo ispirazione dalla forte caratterizzazione degli spazi – sotterranei voltati con pareti tufacee o in mattoni, frutto di una stratificazione di secoli – e, talvolta, dagli stessi oggetti esposti. L’interazione delle sculture di luce di Mecarelli con alcuni oggetti delle collezioni archeologiche ne ha in certi casi aiutato la comprensione, in altri suggerito una lettura insolita. A un anno esatto di distanza dalla spettacolare installazione di Jenny Holzer realizzata per SMS Contemporanea, infine, Adalberto Mecarelli torna a utilizzare la facciata dell’antico spedale come superficie per un’opera di luce che ridisegnerà virtualmente il prospetto del Santa Maria della Scala che si affaccia su piazza Duomo.Il catalogo bilingue (italiano e francese), edito da Silvana editoriale, conterrà testi di Jean Lauxerois, Alberto Olivetti, Marco Pierini e Romano Romani.
Marco Pierini


