E’ della provincia di Terni, precisamente di Castel Viscardo, la presunta mente del gruppo di accusati sull’ipotesi imbastita dai magistrati inquirenti di un riciclaggio di fondi neri che vede coinvolti i vertici di Fastweb e Telecom Sparale. Si tratta di Carlo Focarelli. Intanto l’ex ad di Fastweb, Silvio Scaglia, è stato ascoltato per due ore dal gip durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere romano di Regina Coeli. “Ha escluso di avere responsabilità, e ha ribadito che la società in questa vicenda è vittima”, ha spiegato al termine il suo legale, Piermaria Corso. “L’ingegnere – ha sottolineato – ha anche dichiarato di non aver mai visto né conosciuto Gennaro Mokbel“. “Tutti i soggetti – ha affermato l’avvocato Corso – venuti fuori a vario titolo in questa vicenda, non sono mai stati visti né conosciuti da Scaglia, a partire dal senatore Di Girolamo”. Il legale ha spiegato, inoltre, che per quanto riguardo Carlo Focarelli, altro indagato dell’inchiesta, l’ex ad ha affermato “che era un consulente esterno, che ha avuto rapporti con qualche dirigente di Fastweb ma non con gli alti livelli della società, né in particolare con lui”.
“Il comportamento di Fastweb è stato assolutamente corretto, escludo qualsiasi evasione fiscale”, ha detto al gip Silvio Scaglia. L’ex ad della società telefonica ha affermato “che leggendo gli atti dell’inchiesta si è reso conto che qualcuno avrebbe commesso degli illeciti e di questo ne prende atto: ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.
Scaglia ha aggiunto che “la struttura di Fastweb comprende decine di persone ognuno delle quali ha svolto il proprio ruolo nelle proprie competenze”. “Potrebbe darsi – ha proseguito Scaglia al gip – che qualcuno non si sia comportato correttamente, ma non è mio compito di affermarlo o di escluderlo ma per quanto riguarda me e quelli che conoscono escludo la commissione di reati”.
Il gip deciderà entro giovedì per il commissariamento
La richiesta di commissariamento riguarda sia Fastweb che Telecom Italia Sparkle. Il gip di Roma dovrà decidere se commissariare le due società, come richiesto dalla Procura, o se concedere un rinvio, come proposto dalle parti che hanno presentato in udienza possibili correttivi da adottare per dare maggiori garanzie di vigilanza interna.

