Dall’Italia, caos liste/ SPUNTA LEGGINA PER LA RIAMMISSIONE DI TUTTI GLI ESCLUSI, ELEZIONI RINVIATE DOPO PASQUA?

4 marzo 2010
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silvio berlusconi mentre vota 183x250 DallItalia, caos liste/ SPUNTA LEGGINA PER LA RIAMMISSIONE DI TUTTI GLI ESCLUSI, ELEZIONI RINVIATE DOPO PASQUA?

Spunta l’ipotesi di un disegno di legge per uscire dal vicolo cieco in cui sono finite le liste del PdL nel Lazio e in Lombardia: un provvedimento che dovrebbe portare alla riammissione di tutte le liste escluse nelle diverse Regioni. E’ questa – secondo quanto si è appreso in ambienti della maggioranza – una delle strade che il governo starebbe valutando in queste ore, insieme ad altre soluzioni, anche attraverso contatti con le forze di opposizione che dovrebbero dare il loro consenso. Il provvedimento – secondo le stesse fonti – non dovrebbe comportare nessun rinvio delle elezioni perché verrebbero riaperti i termini per la presentazione delle liste. Di conseguenza si avrebbe una campagna elettorale di durata ridotta. Tutte le liste, non presentate in tempo o incappate in irregolarità formali, potrebbero essere quindi riammesse dopo aver superato nuovi controlli di legalità. Il Pdl ha riunito l’ufficio di presidenza a Roma proprio per  esaminare le possibili soluzioni al caos delle liste per le regionali in Lombardia e Lazio. Sempre nel pomeriggio manifestazione promossa dalla candidata del centrodestra alla guida della Regione Lazio Renata Polverini. Intanto è atteso per oggi il ricorso ai Tar di Lombardia e Lazio delle liste di Roberto Formigoni e del Pdl dopo le sentenze delle Corti d’appello che hanno confermato l’esclusione delle liste.”Speriamo di avere entro oggi una sospensiva dal Tar”: così ha detto il vice coordinatore lombardo del Pdl Massimo Corsaro confermando che entro oggi il centrodestra presenterà un ricorso al Tribunale amministrativo contro la decisione della Corte d’Appello di Milano di escludere Roberto Formigoni e le liste a lui collegate dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. CDM STRAORDINARIO FRA QUESTA SERA E DOMANI MATTINA – Un consiglio dei ministri straordinario tra questa sera e domani mattina. E’ quanto si apprende da fonti di governo. La convocazione ufficiale non e’ ancora stata trasmessa ne’ e’ stato trasmesso un ordine del giorno (anche se il tema della soluzione per il voto alle regionali appare scontato), ma in queste ore sarebbe partita la richiesta di disponibilita’ ai ministri per convocare una riunione alle 22 di questa sera o domattina. E sul tavolo del Cdm ci sarà anche l’ipotesi del decreto legge, secondo quanto si apprende da fonti di governo.  

BERLUSCONI, TROPPA FISCALITA’ SU LISTE PDL – C’é stata un’interpretazione eccessivamente fiscale nei confronti delle nostre liste. I nostri non sono incapaci. Lo avrebbe detto il premier Silvio Berlusconi, intervenendo alla riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl. Berlusconi, a quanto si apprende, si appresta a salire questa sera al Quirinale per incontrare il capo dello Stato Giorgio Napolitano di ritorno da Bruxelles e con lui affrontare il tema delle liste del Pdl cancellate per le regionali in Lazio e in Lombardia. A seguire, sempre a quanto si apprende, il premier potrebbe presiedere il Consiglio dei Ministri. BERLUSCONI E FINI ANNULLANO APPUNTAMENTO EXCELSIOR – Abbassare i toni e cercare una soluzione istituzionale. Sono queste le ragioni, a quanto si apprende, che hanno portato ad annullare l’incontro di questa sera del premier Silvio Berlusconi e del presidente della Camera, Gianfranco Fini, con gli eletti nel Lazio in vista delle regionali. NAPOLITANO PREOCCUPATO, SEGUO SVILUPPI – ”Sono preoccupato. La preoccupazione e’ una parola pesante e importante pero’ rimane. Seguo gli sviluppi della situazione e mi pongo i problemi che potranno sorgere”, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lasciando il Parlamento europeo. Napolitano ha aggiunto che attende le decisioni della magistratura sulle liste del Lazio per esaminare la situazione. CALDEROLI, ADESSO PARLARE CON NAPOLITANO  - “Adesso l’importante, come ha sottolineato anche Bossi, è parlare con il presidente Napolitano”: così, interpellato dall’ANSA, il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, spiega cosa accadrà dopo il vertice Lega-Pdl a Palazzo Grazioli. “Nell’incontro a Palazzo Grazioli – ha spiegato Calderoli – abbiamo vagliato tutte le possibilità in maniera preliminare. Ma a questo punto ci deve essere un incontro con il Presidente della Repubblica, per parlare sia del merito della vicenda sia degli strumenti, alla luce della straordinarietà di quel che è accaduto”.BERSANI, DDL? ELUCUBRAZIONI SENZA FONDAMENTO - “Mi pare che tutte queste elucubrazioni abbiano poco fondamento. Stiamo parlando di cose che non stanno in piedi”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a margine di una manifestazione del Pd sul Mezzogiorno, ha commentato l’ipotesi di un ddl che sani la situazione creatasi dopo l’esclusione delle liste del Pdl dalle elezioni regionali. Bersani ha poi commentato laa manifestazione di piazza del Pdl in programma nel pomeriggio a Roma.  “Se il Pdl organizza una manifestazione di piazza – ha detto – abbiamo il singolare caso inedito per cui uno fa le manifestazioni contro se stesso. Non vedo contro chi altro…. Possiamo assistere anche a questo in Italia, ne abbiamo viste tante”. RADICALI, UNICA VIA DEMOCRATICA ANNULLARE ELEZIONIL’unica soluzione democratica e costituzionale al “pasticcio” delle liste è annullare le elezioni in tutta Italia e convocarle di nuovo successivamente ripristinando condizioni di legalità: a sostenerlo sono i Radicali italiani, protagonisti della battaglia per il rispetto delle regole, attraverso una dichiarazione congiunta del segretario nazionale Mario Staderini e del candidato presidente della Lista Bonino-Pannella in Lombardia, Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni. “Di fronte a chi oggi vuole sanare i propri errori attraverso provvedimenti anticostituzionali o attraverso fantomatiche ‘soluzioni politiche’ – sostengono – noi Radicali continuiamo a lottare per il rientro nella legalità dello Stato italiano e la restituzione a tutti i cittadini dei diritti civili e politici che gli sono stati sinora negati. La serie senza precedenti di omissioni e di violazioni di legge verificatesi infine negli ultimi sette mesi ed in particolare nella fase di presentazione delle liste, documentate da tempo e disponibili sui nostri siti, rendono strutturalmente illegali le prossime elezioni regionali, considerate nel loro complesso. L’annullamento delle elezioni in tutta Italia è l’unica soluzione di decoroso rispetto della legalità e dello Stato di diritto per quello che il Presidente Napolitano (ora e soltanto ora) riconosce come ‘un pasticcio’” .OGGI MANIFESTAZIONE A PIAZZA FARNESE MA SENZA BERLUSCONI E FINI – Nel pomeriggio, a Piazza Farnese a Roma, è in programma una manifestazione del Pdl con Renata Polverini per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle liste del centrodestra nel Lazio. Alla manifestazione però, non partecipano nè il presidente del Consiglio Berlusconi nè il presidente della Camera Fini.LOMBARDIA: PRESENTATI RICORSI AL TAR - Sono usciti poco dopo le 14 dalla sede del tribunale amministrativo della Lombardia gli avvocati di Roberto Formigoni e della lista per la Lombardia che hanno presentato ricorso contro l’esclusione dalle prossime elezioni regionali. Beniamino Caravita di Torritto, l’avvocato del presidente Formigoni, che ha deciso di presentare un ricorso a titolo personale e’ arrivato poco prima dell’una. L’avvocato della lista, Luca Giuliante, e’ invece arrivato quando ormai il portone del Tar era chiuso. All’interno, da circa mezz’ora, erano pero’ presenti due avvocati che lavorano con lui, Santamaria e Staiano, come ha sottolineato lui stesso all’uscita. Gli avvocati hanno parlato con il presidente della quarta sezione del Tar che si occupa della vicenda. Giuliante ha spiegato che al presidente e’ stato esposto il caso con le varie richieste e ”ci faranno – ha spiegato – sapere”. Il Tar ha comunque gia’ dato l’autorizzazione ”alla notifica – ha concluso il legale – a mezzo fax ai controinteressati” cioe’ alle liste candidate alle prossime regionali. BOSSI, DECRETO? CI SARA’ SOLUZIONE POLITICA - ”E’ una cosa urgente ma lasciamo stare il decreto. Si trovera’ una soluzione politica”. Cosi’ il leader della lega nord Umberto Bossi risponde in Transatlantico a chi gli chiede se ci sara’ un decreto per risolvere il nodo delle regionali. Gli fa eco il ministro Calderoli: ”Si trovera’ un soluzione politica. Punto. Il decreto lo dite voi”. Il leader della Lega e’ tornato successivamente sulle proprie dichiarazioni spiegando ai giornalisti che prima di qualsiasi decisione ”bisogna che io parli con i miei e poi veda Berlusconi”.

SCAJOLA: SI DEVE TROVARE SOLUZIONE, INTERESSA TUTTI – ”La soluzione si deve trovare. Non conviene a nessuno che il partito piu’ grande sia escluso dalla competizione nelle due tra le regioni piu’ grandi. Ci vuole il buonsenso”: lo afferma il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola a proposito delle liste Pdl nel Lazio e in Lombardia. Il ministro evita di replicare in modo secco a chi gli chiede se sia sul tavolo e se condivida l’ipotesi di un decreto legge ad hoc limitandosi a dire: ”Occorre trovare una soluzione. E’ una questione anche di rispetto tra le forze politiche. Ci sono stati errori e mancanze – riconosce – ma va evidenziata la sostanza ed e’ nell’interesse di tutti, della maggioranza sicuramente ma anche dell’opposizione, trovare una soluzione”. Si tratta di salvaguardare ”concetti fondamentali che sono alla base del confronto”, conclude il ministro.  

DI PIETRO, CON AZIONI FORZA SI TORNA AL VENTENNIO – Rispondere con ”azioni di forza” al ‘pasticcio’ delle liste del Pdl comporta il rischio di un ”corto circuito democratico”, avverte da Napoli il leader dell’Idv, Antonio di Pietro. ”Minacciare rivolte di piazza, come ha fatto Silvio Berlusconi, o un’azione di forza, come ha detto Ignazio La Russa, implica una premessa drammatica per il nostro Paese – ha detto Di Pietro -: se il presidente del Consiglio e il ministro della Difesa, di fronte alla violazione della legge che i loro stessi partiti hanno commesso, pretendono di risolvere la situazione con un’azione di forza, a me che ci sia il rischio di un corto circuito democratico, che finirebbe per portare il nostro paese ai tempi del Ventennio”. 

FORMIGONI: GOVERNO SI MUOVE. INTERVENGA NAPOLITANO – Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni chiede l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e annuncia che ”si sta gia’ muovendo” il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. ”Chiediamo che intervenga il presidente della Repubblica che deve essere garante della liberta’ di voto dei cittadini – afferma Formigoni in un videomessaggio pubblicato su Youtube -. Si sta muovendo il presidente del Consiglio Berlusconi, con cui ho parlato piu’ volte e sta muovendo anche il Governo”. ”Tentano di buttarci fuori dalle elezioni e tentano di impedire ai 10 milioni di cittadini lombardi di trovare il candidato presidente di riferimento e le liste di partiti a cui hanno sempre dato il 60% del loro consenso: e’ un problema che attiene alla democrazia”, aggiunge il presidente uscente, che spera nel ricorso al Tar: ”Siamo ottimisti perche’ abbiamo le nostre fondatissime ragioni ma c’e’ bisogno che le nostre ragioni siano riconosciute”. BERLUSCONI, TEMO REAZIONI DI PIAZZA

  – Silvio Berlusconi è molto preoccupato per le reazioni dei cittadini di fronte al caos liste che ha coinvolto il Pdl tagliandolo fuori, al momento, dalla competizione elettorale per le regionali nel Lazio e in Lombardia. Il Premier ne ha parlato sia durante il vertice con i coordinatori del partito, sia durante la cena con i senatori del Popolo della libertà nel corso dei quali sono state studiate diverse ipotesi, compresa quella di un decreto legge nella doppia configurazione o di norma interpretativa delle attuali regole sulla messa a punto delle liste o di misura che modifica i termini della loro presentazione. Ipotesi comunque assai difficili da mettere in pratica visti e considerati alcuni dati oggettivi come la decisa contrarietà dell’opposizione e i forti dubbi del Quirinale verso tale soluzione. Dubbi che in qualche modo il Colle ha confermato ieri sera dopo che Giorgio Napolitano da Bruxelles, dove si trova in visita ufficiale, aveva parlato di un “pasticcio” liste. La linea del Quirinale su questo argomento sarebbe quella già espressa nei giorni scorsi in una nota ufficiale e cioé che l’argomento è di stretta competenza della magistratura, fermo restando il diritto a partecipare alle elezioni da garantire a tutti gli italiani, sia pure all’interno di regole il cui rispetto deve essere pieno. L’obiettivo di far votare oltre 15 milioni di elettori, che potrebbero vedersi negato questo diritto, resta primario per il presidente del Consiglio che potrebbe approfondire l’ipotesi del decreto anche nella riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl prevista per oggi. Una possibilità che si aggancerebbe al precedente del 1995 quando l’allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro firmò un decreto, si ricorda in ambienti del centrodestra, che riaprì i termini della consegna delle liste accorciando i tempi della campagna elettorale. Più percorribile sembra invece essere la strada della denuncia penale contro chi avrebbe impedito la consegna delle liste entro i termini previsti. Tanto che in alcuni settori dell’opposizione l’ipotesi dl viene più letta come una sorta di ‘moral suasion’ di Berlusconi verso chiunque intenda ostacolare una soluzione che consenta lo sblocco delle liste del Pdl. In sostanza il Cavaliere auspicherebbe il riconoscimento da parte del Tar delle istanze del Popolo della libertà. E con lui, si ragiona nel partito, anche milioni di italiani che rischiano di andare alle elezioni senza il loro partito di riferimento. Una situazione che potrebbe diventare esplosiva – si rileva ancora nel Pdl – con la ribellione dei cittadini di fronte a questa situazione, definita “indecente”. Un richiamo alla piazza che ha sempre affascinato il Cavaliere in certi momenti critici.

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