Dall’Italia/ RISOLTO IL CAOS LISTE, VIA AL DECRETO, OK DI NAPOLITANO, LA LEGGE NON CAMBIA

6 marzo 2010
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NAPOLITANO DallItalia/ RISOLTO IL CAOS LISTE, VIA AL DECRETO, OK DI NAPOLITANO, LA LEGGE NON CAMBIAMARONI: LA LEGGE NON CAMBIA “Le norme vigenti non sono modificate, ma si è data una interpretazione autentica – Ha detto il ministro Maroni - affinchè il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l’interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. È lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no”. “Sarà comunque il Tar – spiega Maroni – a decidere sull’ammissione delle liste. Il decreto legge serve a dare un’interpretazione corretta delle norme. A nostro giudizio l’interpretazione data a Roma è non corretta perchè i cancellieri dovevano accogliere le liste anche se presentate tardivamente”. “Abbiamo naturalmente sentito la Presidenza della Repubblica – continua il ministro dell’Interno - che si è riservata di valutare il contenuto del decreto legge. Lo farà questa sera stessa. Penso che domani, se non ci saranno obiezioni particolari, il decreto legge sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Dopo di che i Tar della Lombardia e del Lazio potranno decidere sulla base delle interpretazioni autentiche che abbiamo fatto”. 
 ”.IL DECRETO  Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto ‘salva pasticcio’ per rimettere in corsa il listino di Roberto Formigoni in Lombardia e la lista provinciale del Pdl di Roma a sostegno di Renata Polverini. La decisione al termine di una giornata convulsa che ha visto l’ultimo atto nella sala dei ministri di Palazzo Chigi. Fino all’ultimo, il testo è stato limato e rivisto, tenendo conto delle indicazioni del Quirinale che aveva messo in chiaro la sua disponibilità a valutare esclusivamente un provvedimento interpretativo e non innovativo delle norme che regolano le procedure per la presentazione delle liste elettorali. Ecco il comunicato di Palazzo Chigi: il Consiglio dei Ministri, appositamente riunito in via d`urgenza, ha approvato un decreto-legge che mira a consentire lo svolgimento regolare delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a statuto ordinario, fissate per il 28 e 29 marzo prossimi. Ribadita e sottolineata la necessità di assicurare il pieno esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo, il Consiglio ha condiviso l`esigenza di garantire i valori fondamentali della coesione sociale, presupposto di un ordinato svolgimento delle competizioni elettorali. A questo fine, pertanto, il decreto-legge detta alcuni criteri interpretativi di norme in materia di rispetto dei termini per la presentazione delle liste, di autenticazione delle firme e di ricorsi contro le decisioni dell`Ufficio centrale regionale. LO STOP DEL COLLE, L’ATTACCO DI BERSANI  Il governo ha convocato il Consiglio dei ministri che interverrà sul nodo delle liste regionali. La decisione è stata al vertice che si è tenuto a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e diversi ministri. Con loro anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che stamane è salito al Quirinale per partecipare con il Capo dello Stato a una cerimonia pubblica. Oggi l’idea che si era fatta strada era quella di un decreto interpretativo sulle modalità di consegna e acquisizione delle liste. Ora si stanno valutando diverse ipotesi, ma la linea iniziale potrebbe essere confermata. Spiega il coordinatore Pdl Sandro Bondi: “Il Governo sta cercando una soluzione che probabilmente verrà presa nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio tenendo conto dei rilievi del Presidente della Repubblica, perché è evidente a tutti, che se viene a mancare la competizione tra le maggiori forze politiche, il risultato elettorale sarebbe falsato e noi diremmo le stesse cose se ad essere escluso fosse stato il Partito Democratico”. Il ministro Ignazio La Russa ha riferito che ci sono diversi contatti con il Quirinale, contatti confermati di fatto dalla presidenza della Repubblica, che attende di vedere il testo del provvedimento per esprimere una sua valutazione. Dal Pd viene una chiusura netta alle ipotesi di provvedimenti di sanatoria. Pierluigi Bersani ha bocciato l’ipotesi di un rinvio o di “strane scorciatoie”, e ha invitato invece ad attendere “le decisioni degli organi competenti”. La linea, insomma, è quella di attendere il pronunciamento del Tar che, si fa notare al Nazareno, già ieri ha dato ragione alla Polverini. “Nessun provvedimento legislativo ci vede favorevoli – spiegano al Pd – se ci sono ricorsi in corso, basta avere pazienza e dove il problema è ovviabile si può ovviare. Aspettiamo i ricorsi e poi vediamo”. Ovviamente, il Pd valuterà le mosse del governo, leggerà il testo varato e valuterà. Ma la linea stamane è ‘non cambiare le regole in corsa, attendere il Tar’. Chiusura anche da Idv, e il capogruppo alla Camera Massimo Donadi afferma: “L’ipotesi del decreto interpretativo di cui parla La Russa è pura fantasia”. (Fonte: La Nazione)

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