Incendio Ecorecuperi/SI ALLARGA AD OTTO CHILOMETRI LA ZONA ROSSA A RISCHIO DIOSSINA
Otto mesi dopo l’incendio che ha distrutto l’Ecorecuperi di Stroncone, la zona a rischio diossina si allarga fino a otto chilometri dal centro del rogo. C’e’ dachidersi, nuovamente, se non sia opportuno da parte della Magistratura aprire un’inchiesta su tutta la vallata ternana, (non sappiamo chi e’ stato il primo pennivendolo che l’ha denominata conca), o perlomeno nelle zone a dirosso degli insediamenti industriali. All’interno della nuova zona rossa, rientrerebbe quindi, non solo una ampia parte delle città di Terni e Narni, ma anche uno dei tre inceneritori di Maratta e l’acciaieria. Intanto ieri è stato interrogato, per più di cinque ore, dal Magistrato Elisabetta Massina , il direttore generale dell’ASL, Vincenzo Pannella, come persona informata sui fatti. La deposizione di Pannella, potrebbe far luce sulle modalità con le quali in questi mesi, si sono effettuati i controlli relativi alla presenza di diossina a Vascigliano. L’allarme diossina sembra estendersi a macchia d’olio, andando a toccare zone molto distanti dal luogo dell’incendio. A farne le spese sono soprattutto agricoltori e allevatori, che hanno visto andare in fumo decine e decine di capi di bestiame, ma anche gente comune preoccupata per la propria salute, che teme di aver respirato e di respirare ancora oggi aria altamente inquinata. Una situazione insostenibile per gli abitanti del posto che si domandano perché si è voluto aspettare tutto questo tempo prima di ampliare i controlli. Nonostante tutta questa vicenda, a distanze di otto mesi, rimane ancora il dubbio di come un’attività come quella dell’Ecorecuperi, ad alto rischio incendio, data la presenza di materiale infiammabili, possa essere stata autorizzata in un sito al centro di enormi attività agricole e zootecniche incompatibili quindi con un’attività industriale ad alto rischio inquinamento.
F. C




















