Ebraismo
La Bibbia condanna l’omicidio come peccato e quindi la morte del feto, che viene già considerato essere umano, secondo la propria crescita ed evoluzione, dopo i 40 giorni dal concepimento, e l’aborto sono ritenuti peccato. Pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all’aborto (soprattutto nel libro dell’ Esodo, capitolo 21, versetti 22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c’è una qualche apertura sull’aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Dio stabilisce che se due uomini vengono alle mani e nella lotta colpiscono una donna incinta, causandole l’aborto o la nascita prematura del bambino, essi devono essere multati secondo il danno causato al bambino. Questi passi sono in genere datati tra il 200 a.C. ed i primi secoli dell’era cristiana. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.
Cristianesimo
Chiesa ortodossa
La posizione della Chiesa Ortodossa è da sempre contraria all’aborto, tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all’aborto (Libro dell’ Esodo, capitolo 21, versetti 22-25) e confermandoli già in testi non-canonici del I secolo d.C. come la Didaché, (Il Primo Catechismo della Chiesa Cattolica, scritto direttamente dagli apostoli di Cristo), la Lettera di Barnaba e l’Apocalisse di Pietro e infine il canone 91 del Concilio in Trullo, ritenendo che “l’uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento”. Inoltre la Chiesa mantiene tre festività riguardanti il concepimento: l’annunciazione della Vergine Maria il 25 marzo, il concepimento di sant’Anna il 9 dicembre e le feste di Giovanni Battista detto il Precursore, che si festeggia il 23 settembre. Tuttavia, seguendo Basilio, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione). Analoga a quella ortodossa è la posizione delle Chiese orientali antiche.
Chiesa cattolica
I cattolici, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, hanno sempre considerato la vita un dono del Signore, e dunque un bene in sé di cui all’uomo non è dato disporre: ne consegue che l’aborto, in quanto scelta volontaria dell’uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un omicidio ed è considerata peccato mortale gravissimo, in quanto con questa scelta l’uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d’emergenza, che impediscono l’annidamento del concepito nell’utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro. Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione cattolica nell’enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74. Nella nota del 1993 Circa l’”isolamento uterino” ed altre questioniemessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, si afferma che è lecito eseguire l’asportazione dell’utero, nel solo caso che il suo danneggiamento (in seguito al parto, per esempio) rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna. Questa pratica (o l’equivalente legatura delle tube) non è ammessa in mancanza di un pericolo in atto, come misura preventiva per la salute della donna in caso di gravidanza futura, perché, mancando una ragione terapeutica attuale, tale pratica si configurerebbe come <<sterilizzazione diretta», sempre vietata dalla morale cattolica. La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. “Chi procura l’aborto, se ne consegue l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae” (Canone 1398), “per il fatto stesso d’aver commesso il delitto” (Canone 1314) e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
(2272 – CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA)
Chiese protestanti
La posizione delle Chiese protestanti è più variegata. Lutero e Calvino sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre Melantone affermò che l’anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato (tesi in accordo con alcuni Padri della chiesa, come Tertulliano, Girolamo e Agostino, ma in realtà aristotelica). Oggi, tuttavia, le chiese più diffuse accentuano l’importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull’aborto sia tragico ed ambiguo. Di conseguenza alcune Chiese condannano l’aborto[3], mentre altre lo accettano. Per i luterani, ad esempio, entro una visione etica fondamentalmente a difesa della vita il cristiano si presenta davanti a Dio con la propria coscienza che non può venire delegata ad altri: la sua responsabilità è personale, anche sul concetto di vita o di morte. I battisti condividono questa visione morale, ma sono generalmente ostili all’aborto.
Islamismo
Nell’Islam si ritiene che il feto riceva l’anima solo dopo 120 giorni dal concepimento, tuttavia anche l’embrione è ritenuto degno di rispetto. Per questo l’aborto in generale non è consentito, salvo i casi di stupro e di problemi di salute della donna incinta. Comunque dopo il quarto mese è considerato un omicidio.
Induismo
Nelle centinaia di correnti religiose dell’induismo la regola è per il no.


Tutte le chiese sono state sempre contro tutto…contro la possibilità che l’essere umano decida per se stesso cosa è bene e cosa è male. Le chiese sono, storicamente, contro il progresso civile. Aborto un crimine?…in confronto a quelli commessi nei secoli dalle chiese di tutto il mondo è un semplice furto di caramelle….
Uccidere un innocente è sempre un crimine, soprattutto se non puo’ difendersi. Erano crimini quelli, sono crimini questi.
La legge 194 è una legge dello stato italiano. L’aborto non è un crimine, altrimenti le carceri
si riempirebbero di migliaia di donne. Viviamo in uno stato laico e non confessionale. I cattolici se ne facciano una ragione, la prepotente Chiesa Italiana pure.
In fatti,la legge è stata fatta con questo scopo: non ci sarebbe posto per carcerare le donne ed i operatori, saranno carcerati di se stessi per tutta la vita.
A Voi la civilta e l’autodeterminazione:
http://www.dozule.org/RIVELAZIONE_ITALIA/libri/aborto_crimine_orribile.htm