INQUINAMENTO SULLA TERNI-RIETI: LA DISCARICA E’ DEL COMUNE

13 luglio 2009
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trrieti11 INQUINAMENTO SULLA TERNI RIETI: LA DISCARICA E DEL COMUNEUna pozza sotterranea dove in passato sarebbero confluiti, in modo abusivo, rifiuti contenenti sostanze pericolose quali il cromo esavalente, ritenuto cancerogeno: proprio dalla sua scoperta e’ scattato, stamani, il sequestro preventivo di una parte del cantiere della Terni-Rieti. Il provvedimento, a carico dell’Anas nella persona del responsabile dei lavori, e’ stato eseguito dalla Polizia provinciale di Terni su disposizione del Gip Maurizio Santoloci, nell’intento di impedire che le presunte sostanze inquinanti non vadano in circolo con il rischio di contaminare, in qualche modo, le falde acquifere. Infatti, a seguito dell’attivita’ del cantiere, il percolato si sarebbe riversato sul letto del Tescino, un torrente ad oggi in secca, con la possibilita’, se non fermato in tempo, di un rapido estendersi dell’area inquinata. L’inchiesta della Procura intende fare piena luce su tutti i contorni della vicenda, arrivando a comprendere come il cromo esavalente e le altre sostanza pericolose siano confluite in quel punto e la reale portata dell’inquinamento; allo scopo infatti, sono stati disposti accertamenti immediati da parte dell’Arpa e della stessa Polizia provinciale. Ma la competenza della bonifica della discarica in questione, non è della Regione dell’Umbria? Perché la bonifica non c’è stata? Le discariche sono dell’Ast e del Comune, che da decenni ricevono rifiuti di ogni tipo. Le analisi hanno portato alla luce cromo totale e cromo esavalente.  La polizia provinciale  ha fatto bloccare il deflusso dell’acqua contaminata dal cromo esavalente nel Tescino, che è in secca da anni.

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5 Responses to INQUINAMENTO SULLA TERNI-RIETI: LA DISCARICA E’ DEL COMUNE

  1. Bertolt on 25 luglio 2009 at 20:48

    E’ pacifico – per modo di dire – che ci sia cromo esavalente nella discarica di vocabolo Valle. Ma, insieme ad alcuni amici, mi sono chiesto come mai lo si sia trovato, in concentrazioni pericolose, nelle emissioni dell’inceneritore Asm di Maratta. Potrebbe provenire dagli inchiostri delle buste di plastica o della carta che finisce nei cassonetti. Sì, ma sarebbe una quantità irrilevante. Allora si delineano due ipotesi parimenti inquietanti.
    Le piccole e medie aziende e gli artigiani hanno gettato i rifiuti industriali come comune immondizia o l’Asm ha bruciato per anni anche rifiuti industriali pericolosi. In entrambi i casi le responsabilità dell’Asm sarebbero pesanti: non aver vigilato abbastanza o aver fatto qualcosa di molto più grave e scandaloso di quanto finora emerso dalle inchieste giudiziarie. Non vedo una terza risposta!!!
    Mi piacerebbe che questo giornale riprendesse la questione, dandole il giusto risalto. Intanto singoli cittadini, associazioni e comitati ambientalisti di tutta la regione si sono dati appuntamento nella sala di via De Filis 7/a, lunedì 27 alle 18.00 per preparare una serie di iniziative pubbliche da tenere a settembre intorno alle criticità emerse negli ultimi mesi.

  2. silvia on 5 agosto 2009 at 20:28

    Vorrei essere informata riguardo le iniziative ambientaliste per la citta’ di Terni. Dobbiamo fare qualcosa per ripulire la nostra citta’.

    • direttore on 7 agosto 2009 at 18:39

      Segua il nostro giornale sia in formato on line che cartaceo. L’ambiente è uno dei tem centrali della nostra linea editoriale

  3. Bertolt on 7 agosto 2009 at 18:58

    Alla riunione del 27 luglio abbiamo stabilito di preparare una conferenza dibattito il 24 ottobre, da tenere a Terni in una sala che garantisca la massima visibilità – potrebbe essere la stessa sala consiliare di palazzo Spada. Con l’aiuto di esperti di questi temi, metteremo al centro dell’attenzione le molte criticità che si sono manifestate in questi mesi, dalla vicenda di Bettona, ai due nuovi inceneritori previsti per Perugia e Terni dal piano regionale per i rifiuti, all’incendio di Vascigliano, alla discarica di vocabolo Valle. Ci siamo dati, come vede, abbastanza tempo per organizzare questa giornata, perché vogliamo che riesca sia sul piano del dibattito sia dal punto di vista dell’aggregazione dei cittadini in difesa dell’ambiente e della salute della collettività. Se vuole collaborare, può scrivere al giornale e farsi dare indicazioni più precise.

  4. Bertolt on 8 agosto 2009 at 16:15

    Aggiungo alcune considerazioni, frutto della discussione nell’incontro del 27 luglio.
    Parte da lontano la storia della contaminazione da cromo VI a Terni: il
    Ministero Ambiente aveva già dichiarato il sito della discarica d’interesse
    nazionale e potenzialmente contaminato, quindi da destinare a messa in
    sicurezza d’emergenza, bonifica e ripristino ambientale (D.M. 468/2001 e
    DMA 8/7/2002); anche i pareri dell’ARPA avevano evidenziato le interferenze
    tra il sito d’interesse nazionale Terni Papigno e i due il progetti di
    costruzione delle infrastrutture (discarica della TKAST e strada Terni
    Rieti), ciononostante la Regione dell’Umbria aveva rilasciato parere di
    compatibilità ambientale (D.D. n. 4949 del 15/06/05) per l’ampliamento
    della discarica TKAST. Da qui sono arrivate le autorizzazioni da Provincia e
    Comune!
    Queste sono le informazioni che l’ARPA Umbria ha fornito alla richiesta di
    chiarimenti inviata da comitati di cittadini preoccupati per la scoperta del
    laghetto di cromo VI durante i lavori di costruzione della galleria Tescino.
    Quindi, nella risposta scritta l’ARPA rassicura tutti dichiarando che la
    situazione è monitorata costantemente e sotto controllo!
    Ma come si fa a stare tranquilli se l’ARPA stessa ammette che la
    contaminazione da Cromo VI arriva a 80 microgrammi/lt, mentre non dovrebbe
    superare i 5 micr./lt?
    Come si fa a stare tranquilli sapendo che, pur di consentire la prosecuzione
    dei lavori della strada le acque contaminate sono state ributtate nei
    torrenti Cacciavano e Tescino? Che tipo di trattamenti sono stati fatti
    per bonificare le acque? Su questo l’ARPA non specifica!
    Inoltre chi ci assicura che la contaminazione non continui e non sia andata
    a finire nelle falde dell’acqua potabile?
    Obiettivamente non possiamo fidarci. La falsificazione dei dati sulle
    emissioni dell’inceneritore Asm di Maratta e quella, ancor più scandalosa,
    sui reflui zootecnici di Bettona hanno minato ancor più, se possibile,
    l’affidabilità delle istituzioni locali. D’altra parte la storia del
    “laghetto dei veleni” è stata nascosta per quasi un anno, finché non l’ha
    messa in piazza la giornalista Stefania Maurizi dell’Espresso.
    La conca ternana è satura di attentati alla salute della collettività, come
    se non bastassero si progetta un nuovo mega inceneritore ed è già stato dato
    il primo via libera alla centrale da 94 megawatt a servizio
    dell’approvigionamento energetico della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni.
    L’impianto di cogenerazione (elettricità e vapore) a ciclo combinato da 94
    megawatt, alimentato a gas metano, sarà realizzato all’interno dell’area di
    viale Brin, a ridosso della discarica di Vocabolo Valle e a pochissima
    distanza dal popoloso quartiere di Borgo Bovio-viale Benedetto Brin.
    Anche in questo caso è d’obbligo la diffidenza: la scrivania del Procuratore
    capo della Repubblica Fausto Cardella è pieno di fascicoli relativi ai
    pericoli ambientali determinati dal gigante d’acciaio, dalle polveri che
    ricoprono le case di Prisciano, ai rifiuti liquidi riversati nel Nera, alla
    spregiudicata gestione, da decenni, della discarica di Vocabolo Valle.
    Come associazioni e comitati ambientalisti riteniamo che, a fronte di questa
    caccia al cash senza guardare in faccia nessuno, in cui si spalleggiano con
    estrema sfrontatezza politici, amministratori, tecnici e industriali,
    occorra costruire una resistenza a partire dai territori, dalla difesa delle
    condizioni di vita, della salute, dei diritti, del welfare, impegnandoci ad
    unificare tutte le lotte sui temi ambientali almeno a livello regionale,
    tenendo insieme le criticità emerse in questi mesi, dall’annunciata
    costruzione di due nuovi inceneritori agli insediamenti produttivi
    pericolosi, alla contaminazione dell’acqua con inquinanti di origine
    industriale o biologica, Perugia, Terni, Orvieto, la Valnerina.
    La vicenda di Bettona è esemplare anche da questo punto di vista:
    magistratura e carabinieri si sono mossi su impulso dei comitati di
    cittadini.
    Si tratta di insistere e rafforzare la controinformazione e
    l’organizzazione.

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