Una pozza sotterranea dove in passato sarebbero confluiti, in modo abusivo, rifiuti contenenti sostanze pericolose quali il cromo esavalente, ritenuto cancerogeno: proprio dalla sua scoperta e’ scattato, stamani, il sequestro preventivo di una parte del cantiere della Terni-Rieti. Il provvedimento, a carico dell’Anas nella persona del responsabile dei lavori, e’ stato eseguito dalla Polizia provinciale di Terni su disposizione del Gip Maurizio Santoloci, nell’intento di impedire che le presunte sostanze inquinanti non vadano in circolo con il rischio di contaminare, in qualche modo, le falde acquifere. Infatti, a seguito dell’attivita’ del cantiere, il percolato si sarebbe riversato sul letto del Tescino, un torrente ad oggi in secca, con la possibilita’, se non fermato in tempo, di un rapido estendersi dell’area inquinata. L’inchiesta della Procura intende fare piena luce su tutti i contorni della vicenda, arrivando a comprendere come il cromo esavalente e le altre sostanza pericolose siano confluite in quel punto e la reale portata dell’inquinamento; allo scopo infatti, sono stati disposti accertamenti immediati da parte dell’Arpa e della stessa Polizia provinciale. Ma la competenza della bonifica della discarica in questione, non è della Regione dell’Umbria? Perché la bonifica non c’è stata? Le discariche sono dell’Ast e del Comune, che da decenni ricevono rifiuti di ogni tipo. Le analisi hanno portato alla luce cromo totale e cromo esavalente. La polizia provinciale ha fatto bloccare il deflusso dell’acqua contaminata dal cromo esavalente nel Tescino, che è in secca da anni.


E’ pacifico – per modo di dire – che ci sia cromo esavalente nella discarica di vocabolo Valle. Ma, insieme ad alcuni amici, mi sono chiesto come mai lo si sia trovato, in concentrazioni pericolose, nelle emissioni dell’inceneritore Asm di Maratta. Potrebbe provenire dagli inchiostri delle buste di plastica o della carta che finisce nei cassonetti. Sì, ma sarebbe una quantità irrilevante. Allora si delineano due ipotesi parimenti inquietanti.
Le piccole e medie aziende e gli artigiani hanno gettato i rifiuti industriali come comune immondizia o l’Asm ha bruciato per anni anche rifiuti industriali pericolosi. In entrambi i casi le responsabilità dell’Asm sarebbero pesanti: non aver vigilato abbastanza o aver fatto qualcosa di molto più grave e scandaloso di quanto finora emerso dalle inchieste giudiziarie. Non vedo una terza risposta!!!
Mi piacerebbe che questo giornale riprendesse la questione, dandole il giusto risalto. Intanto singoli cittadini, associazioni e comitati ambientalisti di tutta la regione si sono dati appuntamento nella sala di via De Filis 7/a, lunedì 27 alle 18.00 per preparare una serie di iniziative pubbliche da tenere a settembre intorno alle criticità emerse negli ultimi mesi.
Vorrei essere informata riguardo le iniziative ambientaliste per la citta’ di Terni. Dobbiamo fare qualcosa per ripulire la nostra citta’.
Segua il nostro giornale sia in formato on line che cartaceo. L’ambiente è uno dei tem centrali della nostra linea editoriale
Alla riunione del 27 luglio abbiamo stabilito di preparare una conferenza dibattito il 24 ottobre, da tenere a Terni in una sala che garantisca la massima visibilità – potrebbe essere la stessa sala consiliare di palazzo Spada. Con l’aiuto di esperti di questi temi, metteremo al centro dell’attenzione le molte criticità che si sono manifestate in questi mesi, dalla vicenda di Bettona, ai due nuovi inceneritori previsti per Perugia e Terni dal piano regionale per i rifiuti, all’incendio di Vascigliano, alla discarica di vocabolo Valle. Ci siamo dati, come vede, abbastanza tempo per organizzare questa giornata, perché vogliamo che riesca sia sul piano del dibattito sia dal punto di vista dell’aggregazione dei cittadini in difesa dell’ambiente e della salute della collettività. Se vuole collaborare, può scrivere al giornale e farsi dare indicazioni più precise.
Aggiungo alcune considerazioni, frutto della discussione nell’incontro del 27 luglio.
Parte da lontano la storia della contaminazione da cromo VI a Terni: il
Ministero Ambiente aveva già dichiarato il sito della discarica d’interesse
nazionale e potenzialmente contaminato, quindi da destinare a messa in
sicurezza d’emergenza, bonifica e ripristino ambientale (D.M. 468/2001 e
DMA 8/7/2002); anche i pareri dell’ARPA avevano evidenziato le interferenze
tra il sito d’interesse nazionale Terni Papigno e i due il progetti di
costruzione delle infrastrutture (discarica della TKAST e strada Terni
Rieti), ciononostante la Regione dell’Umbria aveva rilasciato parere di
compatibilità ambientale (D.D. n. 4949 del 15/06/05) per l’ampliamento
della discarica TKAST. Da qui sono arrivate le autorizzazioni da Provincia e
Comune!
Queste sono le informazioni che l’ARPA Umbria ha fornito alla richiesta di
chiarimenti inviata da comitati di cittadini preoccupati per la scoperta del
laghetto di cromo VI durante i lavori di costruzione della galleria Tescino.
Quindi, nella risposta scritta l’ARPA rassicura tutti dichiarando che la
situazione è monitorata costantemente e sotto controllo!
Ma come si fa a stare tranquilli se l’ARPA stessa ammette che la
contaminazione da Cromo VI arriva a 80 microgrammi/lt, mentre non dovrebbe
superare i 5 micr./lt?
Come si fa a stare tranquilli sapendo che, pur di consentire la prosecuzione
dei lavori della strada le acque contaminate sono state ributtate nei
torrenti Cacciavano e Tescino? Che tipo di trattamenti sono stati fatti
per bonificare le acque? Su questo l’ARPA non specifica!
Inoltre chi ci assicura che la contaminazione non continui e non sia andata
a finire nelle falde dell’acqua potabile?
Obiettivamente non possiamo fidarci. La falsificazione dei dati sulle
emissioni dell’inceneritore Asm di Maratta e quella, ancor più scandalosa,
sui reflui zootecnici di Bettona hanno minato ancor più, se possibile,
l’affidabilità delle istituzioni locali. D’altra parte la storia del
“laghetto dei veleni” è stata nascosta per quasi un anno, finché non l’ha
messa in piazza la giornalista Stefania Maurizi dell’Espresso.
La conca ternana è satura di attentati alla salute della collettività, come
se non bastassero si progetta un nuovo mega inceneritore ed è già stato dato
il primo via libera alla centrale da 94 megawatt a servizio
dell’approvigionamento energetico della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni.
L’impianto di cogenerazione (elettricità e vapore) a ciclo combinato da 94
megawatt, alimentato a gas metano, sarà realizzato all’interno dell’area di
viale Brin, a ridosso della discarica di Vocabolo Valle e a pochissima
distanza dal popoloso quartiere di Borgo Bovio-viale Benedetto Brin.
Anche in questo caso è d’obbligo la diffidenza: la scrivania del Procuratore
capo della Repubblica Fausto Cardella è pieno di fascicoli relativi ai
pericoli ambientali determinati dal gigante d’acciaio, dalle polveri che
ricoprono le case di Prisciano, ai rifiuti liquidi riversati nel Nera, alla
spregiudicata gestione, da decenni, della discarica di Vocabolo Valle.
Come associazioni e comitati ambientalisti riteniamo che, a fronte di questa
caccia al cash senza guardare in faccia nessuno, in cui si spalleggiano con
estrema sfrontatezza politici, amministratori, tecnici e industriali,
occorra costruire una resistenza a partire dai territori, dalla difesa delle
condizioni di vita, della salute, dei diritti, del welfare, impegnandoci ad
unificare tutte le lotte sui temi ambientali almeno a livello regionale,
tenendo insieme le criticità emerse in questi mesi, dall’annunciata
costruzione di due nuovi inceneritori agli insediamenti produttivi
pericolosi, alla contaminazione dell’acqua con inquinanti di origine
industriale o biologica, Perugia, Terni, Orvieto, la Valnerina.
La vicenda di Bettona è esemplare anche da questo punto di vista:
magistratura e carabinieri si sono mossi su impulso dei comitati di
cittadini.
Si tratta di insistere e rafforzare la controinformazione e
l’organizzazione.