La nuova influenza irrompe a ciel sereno nell’estate italiana sotto forma di dichiarazione: in Italia potrebbero verificarsi entro il mese di marzo 3-4 milioni di casi di contagio da influenza A/H1N1. Lo ha detto il vice-ministro della Salute, Ferruccio Fazio, citando i dati relativi a proiezioni messe a punto dall’ISS circa il possibile andamento dell’epidemia. Drastica, ma lucida l’analisi di Fazio: «In assenza di misure di contenimento come il ricorso a farmaci antivirali, a tutto marzo si potrebbero verificare circa 13 milioni di contagi e l’epidemia continuerebbe per l’anno in corso. Attraverso il contenimento con farmaci antivirali, invece – ha spiegato – si arriverebbe a 9 milioni di contagi.
Ma vaccinando le categorie dei lavoratori essenziali e delle popolazioni a rischio entro metà novembre-fine anno, alla fine del mese di marzo si verificherebbero, secondo le proiezioni, 4 milioni di contagi e l’epidemia proseguirebbe per l’anno successivo. Infine, un’ulteriore possibilità che è quella scelta da Fazio: entro la fine dell’anno saranno 8,6 milioni gli italiani vaccinati contro il virus della nuova influenza. Si tratterà dei lavoratori dei servizi essenziali (sanità, vigili del fuoco e polizia) e di soggetti under 65 con malattie croniche e a rischio. «Da febbraio – ha detto il vice-ministro – si dovrebbe procedere a una seconda fase di vaccinazioni che riguarderà i giovani dai 2 ai 20 anni e le donne in attesa.
Questa è un’ipotesi di strategia vaccinale che ci allinea perfettamente agli scenari di altri Paesi europei, come ad esempio Germania e Spagna, orientati alla vaccinazione del 35-40 per cento della popolazione». Un cenno anche alle vittime potenziali. In merito alle proiezioni relative ai possibili decessi, il vice-ministro ha dichiarato che «l’incidenza di mortalità è pari allo 0,4-0,5 per 1.000, più bassa rispetto all’incidenza di mortalità della normale influenza stagionale che raggiunge l’uno per mille».
C’è da dire che i vaccini contro la nuova influenza, disponibili per ottobre, non sono ancora stati testati per gli under 18 e per le donne in gravidanza. È presumibile che la certificazione completa per i vaccini si avrà entro il mese di gennaio. «Nessun governo intende intervenire sugli spostamenti dei cittadini in questa fase. Per quanto riguarda le persone che partono, o i ragazzi che si trovano in college stranieri – ha detto il viceministro – vorrei chiarire che la fase 6 di pandemia dichiarata dall’Oms è la fase in cui il contenimento è ormai limitato e in cui per definizione non sono più suggerite né raccomandate misure di contenimento come appunto la riduzione dei viaggi». (fonte: IL Tempo)




