Si potranno organizzare le ronde, cosa auspicabile anche a Terni per arginare il fenomeno del vandalismo diffuso; diventa reato l’immigrazione clandestina. Da oggi il ddl sicurezza è legge dello Stato. L’ok definitivo del Senato è giunto in tarda mattinata con il voto di fiducia: 157 favorevoli tra PdL, Lega Nord e MpA; 124 no; 3 astenuti. Plaude la maggioranza (“Una legge fatta per la serenità dei cittadini, da me fortemente voluta”, ha detto Silvio Berlusconi); forti le critiche sollevate dall’opposizione (“E’ un danno per il paese”, è stato il commento di Dario Franceschini, segretario Pd), e dal Vaticano: “Basta criminalizzare gli stranieri. E’ una norma che porterà dolore”.
Inasprite pene per gli immigrati. Dopo un lungo braccio di ferro con l’opposizione, la nuova legge impone un giro di vite sugli immigrati irregolari che da oggi rischieranno il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea per verificare la provenienza dei migranti potrà toccare i 18 mesi (finora il limite era di 60 giorni). Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitta case o locali ai clandestini.
Le ronde. Potranno collaborare con le forze dell’ordine le associazioni di cittadini organizzate in ronde. Le associazioni saranno iscritte in un apposito elenco a cura del prefetto. Sarà un decreto del ministro dell’Interno a disciplinare i requisiti necessari, ma fin d’ora il governo ha assicurato che le ronde non saranno armate.
Norme anti-racket. Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi. Rispetto ad una stesura precedente, torna l’obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l’esclusione dalle gare d’appalto che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.
Ritorna il reato di oltraggio. Aggravanti per i reati commessi su anziani e disabili; introdotte norme più severe contro i graffitari e contro coloro che impiegano bambini per l’accattonaggio. Ritorna ad essere penalmente rilevante il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.


Egregio direttore, senza che la mia stima sia intaccata dalla sua presa di posizione a favore delle ronde anche nella nostra città, la mia coscienza di cittadino e la mia passione civile mi obbligano ad esprimere il più radicale dissenso. Personalmente guardo con molta preoccupazione all’inserimento nell’ordinamento italiano di queste associazioni più o meno armate, che rischiano di costituire l’avvio di un processo di indebolimento del ruolo e delle funzioni dello Stato, e delle forze dell’ordine in particolare. Su un tema tanto delicato come l’ordine pubblico è pericolosissima qualsiasi idea di sussidiarietà o di privatizzazione dei compiti che lo stato deve assolvere. Inoltre rischiano di rappresentare un pericolo per la legalità e il diritto, e di favorire una svolta neoautoritaria. E infatti, accanto alle ronde padane, è già sorta la Guardia Nazionale Italiana, un’organizzazione che esplicitamente si ispira a valori antidemocratici come quelli del fascismo e del nazismo.
Penso che questo non sia un esperimento di democrazia: dare potere a queste ronde nere, e a tutte le ronde in generale, è un affronto alla democrazia, un ritorno allo squadrismo fascista che non porterò nulla di buono: sia per la destra che per la sinistra. Cosa saremo costretti a vedere in futuro? Ronde che picchieranno gli oppositori alle loro idee politiche, che siano essi italiani o stranieri? Oppure minacce alla cittadinanza per imporre comportamenti da seguire piuttosto di altri? Quis custodiet ipsos custodes?
Anche le forze dell’ordine, attraverso le proprie rappresentanze sindacali, hanno ripetutamente e chiaramente espresso disaccordo.
In particolare il S.I.U.L.P. (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) denuncia che il tema della lotta al crimine è stato strumentalizzato per ragioni di convenienza politica – “sulla sicurezza si sono giocate e si sono vinte le ultime elezioni politiche”.
La sensibilità dell’opinione pubblica ai recenti atroci episodi di violenza, per lo più aggressioni sessuali nei confronti di donne con immigrati nella parte dei carnefici, è stata infatti cavalcata dai mass media (i crimini commessi nella città di Roma, secondo fonti governative, sono in calo), con colpevole insistenza.
La deriva è quella della politicizzazione della sicurezza. Se, come già appare in questi mesi, partiti e organizzazioni politiche non si lasciano sfuggire (Lega in testa ma anche l’ex AN e Forza Nuova) l’opportunità di elevare i propri militanti a garanti della sicurezza pubblica, il rischio – avverte il S.I.U.L.P. – è che venga messa in discussione la fondamentale “garanzia di terzietà che le forze dell’ordine devono mantenere rispetto all’amministrazione della sicurezza in questo paese”.
I poliziotti sostengono inoltre che, sopratutto in alcuni contesti particolarmente difficili, la liberalizzazione delle ronde potrebbe addirittura favorire pericolose infiltrazioni da parte delle associazioni criminali.
Non è invece un rischio, ma una certezza, che le ronde, anche a causa dell’elevata professionalità necessaria a compiere il lavoro di pattugliamento del territorio, daranno alle forze dell’ordine più problemi di quanti non ne possano risolvere.
Il senso di tutta questa costruzione è che, in una situazione di crisi e penuria di risorse per le forze di sicurezza, “nel caos la gente avrà più difficoltà a capire, mentre concretamente, purtroppo, non cambierà nulla”.
Lei sottolinea il vandalismo. E’ sicuramente un fenomeno antipatico, e non mi propongo certo di negarlo. Tuttavia, anche in considerazione della giovanissima età dei protagonisti, sarebbe miope affrontarlo principalmente in termini di contenimento e repressione, pur necessari.
Dovremmo tutti essere più attenti al degrado che investe le condizioni di vita delle giovani generazioni, dalla scuola, che è tornata ad essere matrigna, con valanghe di bocciature, e sempre più sgangherata a causa dei tagli di spesa e del conseguente aumento degli alunni per classe (circa trenta, i livelli dei primi anni ’60), demotivazione e stress degli insegnanti, impraticabilità dei laboratori e complessivo sfilacciamento della didattica, al lavoro, o meglio alla sua mancanza e alla sempre maggiore precarizzazione, dal diffondersi di nuove droghe, che non sostituiscono quelle “tradizionali” ma ci si aggiungono, all’evanescenza delle politiche giovanili.
Ritengo che la via da battere sia tampinare le giunte appena elette chiedendo di stanziare risorse per aiutare l’attività di quelle associazioni che ogni giorno si dedicano a promuovere sicurezza sul territorio come, per esempio, i nonni vigili, i centri antiviolenza per le donne, quelli per l’assistenza ai tossicodipendenti, per le ragazze vittime del racket della prostituzione e per gli emarginati senza fissa dimora.
La ringrazio per questo spazio di dibattito, con i migliori auguri per la sua encomiabile iniziativa editoriale.
Bertolt
La ringrazio molto per il suo lungo e interessantissimo intervento. Personalmente sono un antifascista storico, quindi s’immagini lei. Ho militato nel Pci dal 1969 al 1983. Poi ho aperto gli occhi. Dal 1992, ho scelto prevalentemente cammini di fede nel mondo cristiano, e tra parentesi io penso che un cristiano debba idireizzare la proria vita secondo i dettami evangelici, calandoli nella realtà che vive, politica, sociale, economica, del mondo del lavoro. Io credo che sia un errore politicizzare e ideologgizzare la questione. Le cosidette ronde, che poi potrebbero chiamrsi in alrto modo sono formate, dove ci sono, da cittadini stimabilissimi, sia uomini che donne, e non mi sembra che in alcuna città si siano mai verificati episodi di intolleranza politica. Nessuna squadraccia fascista, per intenderci. Invece a Terni si sono verificati, durante la campagna elettorale appena trascorsa, episodi di “volanti rosse” che hanno danneggiato i gazebo degli avversari politici. Detto questo, consideri che nel giro di due settimane a Terni, in pieno centro si sono scontrate bande rivali coinvolgendo cittadini inermi e terrorizzati. Non c’è un edificio pubblico e anche chiese che non siano imbrattati. Alcuni quartieri del centro storico, oltre che della periferia son in mano (esperienza personale) a orde scatenate di balordi e bulletti che urlano, violando le leggi in materia, insultano i cittadini del posto, tengono svegli onesti lavoratori che fanno i turni, fino alle 2-3 di notte. Una sola pattuglia dei vigili urbani per tutta la città, in servizio di notte. Il problema è che alla sinistra manca proprio la cultura della sicurezza, sempre scambiata per autoritarismo. Quando si vede una persona in divisa si suda a freddo. Nn ne capisco il motivo. Eppure dove hanno governato e governano i comunisti ci sono solo divise, e in Cina, Cuba, Corea del Nord, nessuno si sognerebbe di mettere una città a ferro e fuoco come accade a volte a Terni.
Grazie, attendiamo suoi ulteriori contributi