La Diocesi di Terni Narni Amelia festeggia i dieci anni di episcopato di monsignor Vincenzo Paglia con una solenne concelebrazione eucaristica domani, domenica 18 aprile ore 17.30 nella Cattedrale di Terni, al quale seguirà un momento conviviale ai giardini della Passeggiata. In quest’ultimo decennio Vicenzo Paglia non ha certo dimostrato di sedere comodamente su una poltrona: numerosissime le iniziative a carattere culturale, politico, interconfessionale, più o meno discutibili, ma sicuramente frutto di un pastore che dimostra di essere anche un ottimo comunicatore e divulgatore nell’uso dei media e della carta stampata, tra gli ultimi suoi interventi di rilievo che ancora fanno discutere, la presa di posizione, come Presidente della Conferenza episcopale umbra, sull’apertura domenicale dei negozi: “Chiediamo il rispetto del giorno sacro della Domenica, che nessuno sia obbligato a lavorare di Domenica e che, se richiesto, possa rifiutarsi senza pericolo di ritorsioni o di perdita del posto di lavoro. Anche agli sportivi chiediamo di rispettare maggiormente questo giorno, organizzando le gare in modo diverso”: lo afferma il presidente della Conferenza episcopale umbra e vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia. In una lettera a sindacalisti Cgil del settore commercio che ne avevano sollecitato l’intervento, Paglia sottolinea che “i negozi aperti la Domenica nei centri storici sono sempre più vuoti, mentre nei grandi centri commerciali, nuove cattedrali del consumo, si assiste sia allo sfruttamento di tanti giovani che vi lavorano con contratti spesso privi di giustizia, sia alla mercificazione delle masse che vi si riversano senza ormai più distinguere non solo tra giorni feriali e festivi, ma anche tra giorno e notte, con ulteriore tributo all’appiattimento, all’alienazione, alla perdita di ogni identità”. “Per il cristiano, le radici del riposo domenicale sono iscritte nell’atto stesso della Creazione”, ricorda il presidente dei vescovi umbri, secondo il quale “il giorno di riposo è assolutamente necessario per il bene e il benessere della famiglia. Far soffrire la famiglia è una grave offesa alla società”. Ricordando che quello al riposo festivo “è il primo diritto conquistato dagli operai” e un “patrimonio storico dei movimenti sindacali ma anche della Chiesa cattolica”, Paglia ribadisce che “fatti salvi i servizi essenziali, tutto ciò che attiene alla sfera commerciale può e deve essere subordinato al diritto divino e umano al riposo”. Poi, la presa di posizione di Paglia sulla drammatica vicenda della pedofilia che sta aggredendo la Chiesa Cattolica di Roma: “Se c’è chi sbaglia va individuato e gli dev’essere impedito in maniera decisa di continuare a sbagliare. Ma nello stesso tempo dobbiamo sostenere la stragrande maggioranza di coloro che danno la loro vita per i poveri e i deboli, perché se non ci fossero loro saremmo ancora più soli”. E’ quanto ha affermato mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, parlando dello scandalo pedofilia nelle file del clero. “Tradire Gesù è un fatto che purtroppo accade, e questi terribili fatti sono davvero una tragedia. Ma tutto questo non deve intaccare lo sguardo verso Gesù, che è venuto per aiutare, per salvare, per rendere il mondo meno disumano”. Paglia ha avvertito che “il confronto col Vangelo dev’essere quotidiano per tutti. Tutti dobbiamo essere attenti a non mettere il nostro granello di dolore nella montagna del male che si costruisce. Servire Gesù – ha proseguito – è un impegno per noi quotidiano”. E mentre “debbono esser condannati” i “gesti assurdi” come gli abusi sessuali sui minori, “dall’altra – ha aggiunto il vescovo di Terni – mi viene in mente una frase di don Mazzolari, da un libro il cui titolo è il seguente: ‘I preti sanno morire”’. “Ci sono tanti preti, tanti missionari, tanti parroci che dedicano la loro vita per i deboli, per i più poveri – ha sottolineato mons. Paglia -. E credo che sia importante guardarli con affetto, aiutarli e sostenerli, perché tutti abbiamo bisogno di vicinanza e di amore”. ”Attaccare il Papa sulla questione della pedofilia è ingiusto perché Benedetto XVI è stato il primo che ha messo mano al problema. Ha ribadito che la pedofilia è un crimine e un peccato gravissimo che deve essere estirpato in tutte le situazioni”: ‘ci vuole una grande consapevolezza e determinazione stando attenti a non fare di ogni erba un fascio”. Monsignor Paglia ha quindi spiegato di avere affrontato la questione pedofilia”Attaccare il Papa sulla questione della pedofilia è ingiusto perché Benedetto XVI è stato il primo che ha messo mano al problema. Ha ribadito che la pedofilia è un crimine e un peccato gravissimo che deve essere estirpato in tutte le situazioni”: a dirlo è il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, in un’intervista pubblicata oggi dal Giornale dell’Umbria in occasione del decennale del suo ingresso in diocesi. Secondo il presule, ”ci vuole una grande consapevolezza e determinazione stando attenti a non fare di ogni erba un fascio”. Monsignor Paglia ha quindi spiegato di avere affrontato la questione pedofilia con i sacerdoti della sua diocesi. ”Li ho esortati – ha detto – a recuperare il loro ministero per mettersi a servizio di tutti, a vivere non per se stessi ma per gli altri”. Riguardo alla possibile strumentalità degli attacchi rivolti alla Chiesa, il vescovo ha sostenuto che ”sicuramente in molti stanno dimostrando di non essere interessati a difendere le vittime di violenze, ma di avere solo l’intento di delegittimare l’autorevolezza della Chiesa”. ”Certo – ha proseguito -, la Chiesa è chiamata a dare una risposta alta e un momento di riflessione. Deve prendere decisioni chiare e severe verso i colpevoli. Ma la vera risposta e’ alzando la profezia di una Chiesa dedita al bene di tutti e soprattutto dei più deboli. La vera risposta a queste accuse i cattolici devono darla diventando ancora più generosi nello spendere la propria vita per gli altri. Dobbiamo dire per altro che ce ne sono tanti di preti in tutto il mondo che danno questa testimonianza, tanti sacerdoti che sono fontane che dissetano chi ha bisogno di conforto. Certo, la Chiesa più che difendere se stessa, ovviamente deve anche farlo, deve spendersi per la vita di tutti. Ecco perché non possiamo permetterci di perdere tempo con sterili difese”. ”Il Papa – ha concluso monsignor Paglia – ha chiesto perdono per chi ha sbagliato e si è impegnato a sradicare con grande coraggio la sporcizia che c’è dentro la Chiesa”. con i sacerdoti della sua diocesi. ”Li ho esortati – ha detto – a recuperare il loro ministero per mettersi a servizio di tutti, a vivere non per se stessi ma per gli altri”. Riguardo alla possibile strumentalità degli attacchi rivolti alla Chiesa, il vescovo ha sostenuto che ”sicuramente in molti stanno dimostrando di non essere interessati a difendere le vittime di violenze, ma di avere solo l’intento di delegittimare l’autorevolezza della Chiesa”. ”Certo – ha proseguito -, la Chiesa è chiamata a dare una risposta alta e un momento di riflessione. Deve prendere decisioni chiare e severe verso i colpevoli. Ma la vera risposta e’ alzando la profezia di una Chiesa dedita al bene di tutti e soprattutto dei più deboli. La vera risposta a queste accuse i cattolici devono darla diventando ancora più generosi nello spendere la propria vita per gli altri. Dobbiamo dire per altro che ce ne sono tanti di preti in tutto il mondo che danno questa testimonianza, tanti sacerdoti che sono fontane che dissetano chi ha bisogno di conforto. Certo, la Chiesa più che difendere se stessa, ovviamente deve anche farlo, deve spendersi per la vita di tutti. Ecco perché non possiamo permetterci di perdere tempo con sterili difese”. ”Il Papa – ha concluso monsignor Paglia – ha chiesto perdono per chi ha sbagliato e si è impegnato a sradicare con grande coraggio la sporcizia che c’è dentro la Chiesa”. Vincenzo Paglia, già presidente della commissione per il dialogo e l’ecumenismo nei giorni scorsi è stato anche protagonista di un’accesa polemica con il collega Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, per le sue affermazioni che ha definito “totalmente contrarie alla linea ufficiale e al pensiero dominante della Chiesa cattolica”. Il vescovo emerito, avrebbe rilasciato un’intervista al sito Pontifex, sulla campagna anticlericale che muove dal pretesto della pedofilia. Parole che non sono piaciute al potente Comitato Ebraico Americano, che ha chiesto alla Conferenza episcopale italiana di condannare immediatamente le dichiarazioni “antisemitiche” rilasciate dal vescovo di Grosseto. “La pedofilia – ecco quel che afferma mons. Babini – è una cosa orrenda e basterebbe un solo caso per far gridare allo scandalo, ma mi consta che anche in altre confessioni ve ne siano e in proporzione maggiore a quella della Chiesa cattolica”, sottolinea il vescovo. Allora chi c’è dietro questa manovra organizzata? Ci sono, rileva mons. Babini, “i nemici di sempre dei cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei. Ritengo che sia maggiormente un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi. Le Scritture lo dicono bello chiaro. Magari lo erano in modo inconsapevole, hanno goduto della ignavia di Pilato, certo: ma deicidi sono, il crucifige lo hanno detto loro e non altri. La loro colpa fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro, con il non piangete su di me, ma sui vostri figli”. Tra gli addetti ai lavori si sa che la potentissima lobby sionista statunitense sta portando un violento attacco alla Chiesa cattolica: con questo Papa, infatti il Vaticano ha cercato di riconquistarsi una propria autonomia dai potentati mondiali e di recuperare una certa dignità della fede cattolica, cosa che si scontra col progetto mondialista di globalizzazione dei popoli e delle religioni. Benedetto XVI, dunque, è il Papa da abbattere, con l’intervento di campagne mediatiche e dei nemici della Chiesa, esterni ed interni.
Un attacco che viene denunciato anche dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. “Stanno cercando di attaccare il Papa per arrivare alle sue dimissioni. Ma questo non è solo un attacco legato ad episodi, è legato alla massoneria e a correnti che ci sono anche all’interno della Chiesa stessa a cui probabilmente un Papa che pensa secondo il Vangelo non sta troppo bene. Noi resistiamo e siamo al loro fianco”. “Credo che dietro tutte queste polemiche non ci sia il fenomeno della pedofilia ma un attacco nei confronti della Chiesa e di una parte di essa che, in questo momento, è rappresentata dal Papa. Qualcuno cerca di tirar fuori presunti scheletri dagli armadi che non riguardano neppure quello che dovrebbe essere il loro oggetto dell’attacco. Io – conclude Calderoli – credo che questo Papa rappresenti veramente la Chiesa di Gesù Cristo”. SI sa comunque che la posizione della Chiesa Cattolica in merito alla secolare disputa sul “deicidio” si è andata appianando nel corso del tempo, e i rapporti tra le due religioni sono assai migliorati. Infondo quello ebraico è il popolo prediletto e scelto da Dio e rimane tale, questo i cristiani lo sanno. Monsignor Babini, ha poi smentito seccamente – attraverso un comunicato inviato dalla Cei – di aver mai espresso giudizi antisemiti, dai quali, anzi, prende le distanze. “In ordine ad alcune agenzie che mi attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate, preciso che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze”. “Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza, in sintonia con il Magistero della Chiesa costantemente riaffermato dal Concilio Vaticano II in poi”.


