“LA PISTA E’ TROPPO CORTA”, PILOTA SI RIFIUTA DI ATTERRARE ALL’AEROPORTO DI S. EGIDIO, INFURIATI I TURISTI. MILIARDI INVESTITI MALE DALLO STATO E DALLA REGIONE PER UN CAMPETTO DEI PAESANI PERUGINI

16 luglio 2009
By

peg eur uk tmb voli economici da perugia santegidio aeroporto prezzi mappa11 LA PISTA E TROPPO CORTA, PILOTA SI RIFIUTA DI ATTERRARE ALLAEROPORTO DI S. EGIDIO, INFURIATI I TURISTI. MILIARDI INVESTITI MALE DALLO STATO E DALLA REGIONE PER UN CAMPETTO DEI PAESANI PERUGINI

 

Non ha voluto atterrare sulla pista di Sant’Egidio: il pilota dell’airbus 320 che tre giorni fa era stato chiamato a sostituire un altro aereo che si era guastato non ha sentito ragioni: “Lì non atterro” ha dichiarato, nonostante che l’aeroporto perugino è abilitato, per molti aspetti ad accogliere gli airbus 320. La pista è un po’ al limite, è vero, e quindi esiste in questi casi una discrezionalità del pilota. Ed al pilota poco è interessato che ad aspettarlo c’erano un centinaio di vacanzieri perugini clienti della In Viaggi, che già pensavano di essere nel mare della Grecia, a Rodi. Loro sono dovuti andare dietro all’airbus sino a Roma, sino a Fiumicino. Grande scorno anche l’agenzia che non ha potuto fare altro che accettare le decisioni sulla sicurezza dettate dal pilota: “Li abbiamo fatti salire su un pullman gran turismo e portati all’aeroporto: poi gli abbiamo offerto la cena. Era il minimo che potevamo fare per evitare che la vacanza partisse col piede sbagliato”. Tutto questo si è determinato per l’avaria all’aeromobile che per solito prende in “consegna” i vacanzieri perugini. Un’avaria non programmata, che ha impedito all’aereo di riprendere il volo: “I nostri sono standard di sicurezza europei” dicono ancora ad Inviaggi. Che è un tour operator di grandi dimensioni e che “basa” a Sant’Egidio almeno una trentina di voli all’anno, quelli che contribuiscono a dargli una patente intercontinentale in quanto le aeromobili arrivano anche in Tunisia: “Per noi Sant’Egidio fa parte della strategia aziendale – dicono ad In Viaggi – il prossimo anno, crisi permettendo, pensiamo di utilizzarlo ancora di più, perché il bacino d’utenza, che arriva sino ad Ancona e sfiora Firenze è interessante per la tipologia dei nostri viaggi”.  Aeroporto perugino S.Egidio : siglato l’accordo tra Regione, Governo ed Enac per lo stanziamento fino a 42 milioni di euro per il rilancio dell’aeroporto perugino (e non regionale) di Sant’Egidio, unico nuovo scalo aereo al mondo  concepito in un luogo dove non può essere servito da ferrovie e metrò, nè con la possibilità di allungare le piste. Un aeroporto che serve solo l’utenza della città del Grifo. Perché non è stato costruito a metà strada, magari ammodernando quello di Foligno, per essere raggiunto in treno sia  dai ternani che dai perugini? L’accordo prevede che i lavori di completamento dovranno essere portati a termine in occasi one  del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Un altra storia di investimenti da rileggere. I ternani ancora una volta coinvolti nelle spese della regione (12 milioni di euro) per opere ad esclusivo uso della provincia di Perugia.  Per i Ternani con questa  scelta irrazionale  gli aeroporti internazionali più vicini e raggiungibili  rimangono Ciampino, Fiumicino e nel prossimo futuro Viterbo. Inoltre Fiumicino è raggiungibile con i treni,  che se fossero poi istituite dalle FS   corse dirette via orte  con 1,15 minuti si arriverebbe direttamente nei terminal aeroportuali. Mai visto dalla regione perseguire tale politica ; anzi ci siamo pure accollati la Terni -l’Aquila-Sulmona. Chissà a beneficio di chi o per cosa?  A quando quindi  il requilibrio delle risorse  del  bilancio  per le nostre infrastrutture dalla regione Umbria? Forza assessori e consiglieri  Ternani in giunta e consiglio! Cominciate a fare i conti ed a chiedere alla governatrice. L’assessore  Giuseppe Mascio per ora  si preoccupa solo di cambiare il nome all’aeroporto in S. Francesco. Lasciamo stare i santi e soprattutto S.Francesco che visto come aeroporto non ce la sentiamo proprio di accettare.

                                                                                                                                    ROCCO BRACCI

Tags: , , ,

24 Responses to “LA PISTA E’ TROPPO CORTA”, PILOTA SI RIFIUTA DI ATTERRARE ALL’AEROPORTO DI S. EGIDIO, INFURIATI I TURISTI. MILIARDI INVESTITI MALE DALLO STATO E DALLA REGIONE PER UN CAMPETTO DEI PAESANI PERUGINI

  1. Bertolt on 23 luglio 2009 at 17:46

    Gentile direttore, a proposito di altri miliardi investiti nel potenziamento dell’aeroporto di S. Egidio – tra non molto S.Francesco (se non fossero cose dannatamente serie, ci sarebbe da ridere a crepapanza!!!), il signor Bracci scrive: «A quando quindi il riequilibrio delle risorse del bilancio per le nostre infrastrutture dalla regione Umbria?».
    A mio avviso, tale “quando” non sarà mai! A meno che la nostra gente, la gente della provincia di Terni, non abbia un sussulto di dignità e ritiri la delega incondizionata a un ceto politico assolutamente conservatore – conservatore, giocando con le parole, soprattutto dei privilegi di casta, con una inquietante deriva nepotista se non addirittura monarchica: sono sempre più numerosi i casi di trasmissione ereditaria di incarichi e poteri, dalla casata Paci a quella Di Pietro, solo per citarne due.
    Poi Bracci esorta i consiglieri ed assessori espressi da Terni a farsi valere. Perdoni la rudezza: inchiostro e banda larga sprecati!!! Questi signori non possono strutturalmente invertire la dinamica pluridecennale per cui, appena eletti, si trasformano in “perugini”. Fatto anche comprensibile, dato che cessano praticamente di vivere a Terni, mentre costruiscono reti amicali ed alleanze politiche a Perugia. Lì spendono il successo e il carisma che sempre scaturiscono dal potere, per vantaggi personali materiali e di carriera, quando non per conquistare amanti. Non smetteranno mai!!!
    Così continuerà a peggiorare l’asimmetria tra le due province, un po’ come avvenuto nei secoli per Arrone e Castel di Lago: una volta piccoli centri di pari grandezza e importanza, lo stabilire la sede dell’amministrazione nel primo li ha trasformati rispettivamente in un paesotto fiorente e in un misero borgo.
    Aggiungiamo a questa fenomenologia il perfezionarsi, nell’ultimo decennio, del blocco di potere che fa capo a Maria Rita Lorenzetti. Aggregato di palazzinari, speculatori, rentier, massoni, cooperative, e forse anche pezzi di magistratura (di fatto la vivacità dei nostri procuratori della Repubblica Fausto Cardella ed Elisabetta Massini, che fanno da anni e sistematicamente il contropelo agli amministratori, non ha riscontri a Perugia), che non ha difficoltà quindi a cooptare il personale politico proveniente da Terni: difficile resistere alle opportunità di valorizzazione personale offerte da questo storico feudo della sinistra di casta, non certo di classe.
    Ciliegina sulla torta: dopo l’ultima tornata elettorale circola con sempre maggiore insistenza la voce che anche il candidato sindaco del centrodestra a Terni sarebbe legato al carro della Lorenzetti.
    E dunque, se non insorge in qualche modo la cittadinanza, lorsignori possono continuare a dormire tra due guanciali.

  2. fabrizio on 23 luglio 2009 at 21:58

    Carissimi, scorrendo l’articolo di cui sopra, mi è tornato in mente un dialogo fatto con un mio collega proprio ieri relativamente al provincialismo ed al campanilismo di tanti. Come dite voi quello di perugia è un aeroporto che probabilmente non assumerà mai grandi dimensioni per dei problemi strutturali, ma è sicuramente l’UNICO che può avere un senso in Umbria e chi scrive non è un “perugino”. Foligno è a mala pena credibile come aeroporto di protezione civile quindi non fate esempi stupidi. io credo quindi che il problema politico vero sarebbe semmai quello di ragionare se investire su un aeroporto piuttosto che in altre vie di comunicazione. Ma con 42 milioni di euro che ci si fa ????? ci si tappa forse qualche buca sulla E45 e li si ci sarebbe da incazzarsi….. perché paghiamo tutti per far transitare i peggio tir che fanno la spola da nord a sud .. distruggendoci la strada ed anche criticandola per le troppe buche. Riflettete gente riflettete…

    • Giancarlo Padula on 24 luglio 2009 at 11:56

      Preghiamo su usare termini civili e nn parolacce. Questo è un giornale non un forum qualsiesi. Grazie.

  3. rocco bracci on 24 luglio 2009 at 14:42

    E’ ASSURDO COSTRUIRE UN AEROPORTO NEL 2009 SENZA COLLEGAMENTI FERROVIARI. E’ COME BUTTARE SOLDI DALLA FINESTRA.A CHI GIOVA FARLO A S.EGIDIO? MEDITA BENE FABRIZIO ED INFORMATI. FOLIGNO E’ GIA’ COLLEGATA A TERNI E PERUGIA VIA FS ED HA GIA’ UN AEROPORTO AMPLIABILE .
    PERCHE’ LA SCIAGURATA SCELTA?

  4. luca on 8 aprile 2010 at 14:55

    ..sapete cosa sono le radioassistenze?..sapete quante decine di milioni di Euro costano tutti i strumenti presenti in un aeroporto che servono alla navigazione aerea ed all’assistenza al volo?..bè all’aeroporto di Perugia c’è tutto ciò che si può trovare in aeroporti Intercontinentali.
    Quindi…bè pensate,riflettete e parlate poi!!

    • Giancarlo Padula on 8 aprile 2010 at 16:48

      E’ il pilota che non è atterrato non noi. Rifletta lei sull’utilita’ dell’aeroporto perugino.

      • luca on 9 aprile 2010 at 09:55

        Sono d’accordo che è il pilota che non ha voluto atterrare. Io mi riferisco anche al discorso “ammodernamento aeroporto di Foligno” ritenuto a mio avviso INUTILISSIMO!..basti pensare che la sua attuale pista ha le dimensioni della Taxiway che stanno costruendo all’aeroporto di Perugia che diventerà “solo” la terza via di rullaggio tra la pista di volo ed il parcheggio degli aeromobili, dopo le due già esistenti.
        Faccio solo un altro esempio per dire delle potenzialità di S. Egidio.
        Nel famoso aeroporto “Principessa Juliana di St.Maarten” che ha una pista di volo con lunghezza pari 2.180 m, atterrano aerei del calibro di Boeing 747 ed Airbus 330 (ci sono un’infinità di video a riguardo nel web).
        A Perugia la pista in uso è di 2199 m. E poi con la ferrovia a neanche 1Km e l’E45 1,5Km di distanza non si può non parlare di strategicità.

        • Giancarlo Padula on 9 aprile 2010 at 10:42

          E’ un aeroporto fatto ad uso e consumo del territorio perugino. Chi ci viene da Terni fin lassù? Peruginismi!

          • luca on 9 aprile 2010 at 14:27

            ..bè si, in effetti da Terni andare a Roma piuttosto che fin lassù a Perugia è molto meglio, soprattutto si fa prima ad arrivare e parcheggiare a Fiumicino o Ciampino…!!
            Finchè continueremo a ragionare così, in termini di “peruginismi” potremmo portare in umbria pure il JFK di New York, non andremmo di certo da nessuna parte!

          • Giancarlo Padula on 9 aprile 2010 at 17:37

            Scusi, lei è di Terni e di Perugia? Perchè fino ad oggi dal dopoguerra con il peruginismo imperante dove siamo andati?

  5. Federica Nile on 9 aprile 2010 at 20:11

    Io sono di Terni ed ho preso due voli da S.Egidio: uno per Londra e uno per la Spagna.Ad arrivare si impiega un’ora scarsa,si parcheggia comodamente e gratuitamente, non ci sono code,i bagni sono puliti e tutto funziona alla perfezione. Cosa c’è da riflettere?Perchè si deve sempre trovare del marcio anche laddove le cose vanno bene?Tantissimi dei miei amici e conoscenti hanno usufruito dell’areoporto di S.Egidio e tutte ne sono rimasti soddisfatti. Voi l’avete mai usato?O avete preferito impiegare 2 ore per arrivare a Roma,pagare centinaia di euro per posteggiare la macchina in un luogo insicuro e fare file impensabili al check-in?Basta con questi giudizi sterili e di parte…cominciate a togliervi il prosciutto dagli occhi e sperimentate,prima di parlare.

    • Giancarlo Padula on 10 aprile 2010 at 12:20

      Tutti gli aerei partono dagli aeroporti. Il problema che per poche persone, peraltro non
      raggiunto da una linea ferroviaria, secondo lei è valsa la pena fare un investimento di quella portata, quando ci sono piloti che hanno anche paura di attettare perchè la pista è corta. La spesa è valsa l’impresa. Ci sono stati anche indagini sugli appalti. Per come è collegata è una struttura che serve in larghissima parte solo ai perugini. E’ notorio che il territorio ternano è penalizzato dalla politica accentratrice del potere perugino. SCopriamo l’acqua calda. Ma lo sa che a Terni c’e’ stato il 12 per cento dell’astensionismo e la percentuale maggiore è stata la fascia giovanile? La politica non si occupa di loro e loro non si filano la politica, o meglio questa classe politica, destra, centro, sinistra.

  6. luca on 12 aprile 2010 at 12:51

    Dove lo avreste fatto allora l’aeroporto visto tutti gli aspetti negativi che sono stati trovati fino ad ora?
    ..un suggerimento?!
    ..una proposta?!
    ..vista anche la completezza di Sant’Egidio dal punto di vista aeronautico!
    Pista corta?..banalissima scusa alla quale appendersi!
    ..Aeroporto di Ciampino: 2200m di pista e 5 milioni di passeggeri all’anno.
    ..Aeroporto di Firenze: 1750m di pista con circa 1,5 milioni di passeggeri all’anno.
    Perugia 2199m!!Che stiamo a dire??..i piloti hanno le loro ragioni nel fare le scelte, forzate soprattutto dagli ordini che impongono le compagnie aeree per cui lavorano, linea o charter che sia.Il tutto Non dipende di certo dalle infrastrutture presenti a Perugia.
    Discorso Ferrovia?..la linea ferroviaria, quella principale presente in umbria, dista 500 m dall’aeroporto e la strada che collega ss75/E45 all’ingresso dell’ Aeroporto è pronta in attesa di ultimazione. Ho volata da Perugia 2 volte, alcuni miei amici hanno fatto altrettanto, Londra, Barcellona, Rodi e Palma di Mallorca. Parcheggi gratuiti (in altri aeroporti ci lasci 50€ a settimana se ti va bene più il viaggio a/r) e servizio in aeroporto essenziale per ciò che serve. In attesa poi di completamento per quanto riguarda la parte Nuovo Terminal. I lavori procedono e saranno ultimati il prossimo anno.
    GUARDIAMO AVANTI VERSO IL FUTURO ED IL PROGRESSO..

  7. Federica Nile on 12 aprile 2010 at 22:17

    Rispondo alla sua domanda signor Padula : si,è valsa la pena fare un tale investimento per un areoporto,in quanto,ripeto e mi pare che molti ne stanno dando conferma, la struttura è : COMODA, FUNZIONALE E FACILMENTE RAGGIUNGIBILE.Anche per noi ternani.Cos’altro serve? Le allusioni sugli appalti mi sembrano un mero tentativo di appigliarsi a qualcosa pur di dar valore alle proprie considerazioni faziose. E poi cosa c’entra l’astensionismo giovanile con questa faccenda?Bah..Il signor Luca mi pare abbia fatto una lucidissima e validissima analisi della struttura e della sua efficienza.E mi unisco al suo “slogan”:W IL PROGRESSO (e abbasso chi nel 2010 parla ancora di “peruginismo imperante”,ma non fa nulla per migliorare la propria città e la propria regione)

    • Giancarlo Padula on 13 aprile 2010 at 00:55

      PERCHE’ A LEI RISULTA CHE QUALCUNO STIA LAVORANDO PER MIGLIRARE LO STATO ECONICO, SOCIALE, INFRASTRUTTURALE E DEL MONDO GIOVANILE, DEL MONDO DELLA SANITA’, NELLA NOSTRA TERNI? MA SE PER UNA RINONANZA MAGNTETICA PASSANDO PER IL NORMALE ITER BISOGNA ESPETTARE 60 GIORNI, PERO’ SE PAGHI 180 EURO LA FAI DEOPO DUE GIORNI, LEI PENSA CHE UN PO’ DI MAFIETTA NON CI SIA ANCHE DA NOI? RISPONDA LEI ORA UNA DOMANDA: PERCHE’ IL 12 PER CENTO DEI TERNANI NON E’ ANDATO A VOTARE PER L’ELEZIONE DEL CANDIDATO PRESIDENTE ALlA REGIONE? E DI QUESTI IN GRAN NUMERO SI E’ TRATTATO DI GIOVANI? PERCHE’ A COSTORO DI TERNI NON GLIENE IMPORTA NIENTE, TUTTI INTENTI A FAR SOLDI DALLA COOP.
      GLIELO CHIEDE UNO CHE PER 15 ANNI E’ STATO ISCRITTO AL PCI.

      CORDALITA’

  8. luca on 13 aprile 2010 at 16:21

    PERUGIA, 2 aprile 2009 – “Noi abbiamo l’esigenza di rilanciare gli 8-12 grandi aeroporti nazionali che in questo momento stanno vivendo la crisi del traffico; esiste poi un rete di aeroporti sotto i 5 mln di utenti che va valorizzata sotto una serie di profili specialistici’. Cosi’ Vito Riggio, presidente dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) ha motivato il processo di valorizzazione che sta investendo l’aeroporto dell’Umbria, rimarcato stamani con la firma della convenzione tra la Sase, societa’ gestrice dello scalo, la stessa Enac, ed ancora Regione Umbria e Provincia di Perugia per stabilire tempi e modalita’ dei lavori di ammodernamento e sviluppo dell’aeroporto.
    Sempre in riferimento al processo di sviluppo dello scalo, Riggio, a margine dell’incontro stampa, rispondendo ai giornalisti ha evidenziato ‘questo e ‘ un classico aeroporto di turismo religioso visto che c’e’ Assisi, poi c’e’ anche il cargo, in considerazione che c’e’ un distretto industriale di notevole proporzioni. In questo momento – ha ribadito – dobbiamo incoraggiare il traffico in tutti i modi. Il traffico dipende da piu ‘ fattori, ma e ‘ importante fare investimenti per prepararci a quella che sara’ , ce lo auguriamo, la fase di rilancio’.

    ….dopo l’accordo siglato nell’Aprile 2009….
    Parole importanti credo, parliamo di Ente Nazionale Aviazione Civile, l’organo più importante in Italia per quanto riguarda il campo aeronautico.
    L’ente che consegna e ritira le licenze di volo alle compagnie aeree che volano da e per i cieli d’Italia, non so se mi spiego.

    • Giancarlo Padula on 13 aprile 2010 at 18:35

      Peruginismi

      • luca on 14 aprile 2010 at 08:50

        ..ecco il motivo per cui andiamo male..
        Io metto alla luce quanto di reale esiste!!!
        Non faccio critiche come lei!!
        Ma scusi, su 5 commenti lei ha parlato 3 volte di peruginismi.
        Metta sul tavolo qualcosa di concreto invece!
        Parlando di un aeroporto si presume che chi ne parli abbia avuto esperienze di viaggio a riguardo, possieda delle conoscenze aeronautiche o comunque sia interessato a tal proposito da scrivere delle righe costruttive ed interessanti.
        Concordo pienamente ciò che scrive Federica ma non di certo le sue sterili e insignificanti critiche.

        • Giancarlo Padula on 14 aprile 2010 at 10:48

          Qualcosa di concreto? Gli articoli che abbiamo scritto sull’inutile aeroporto di Sant’Egidio. Non c’e’ solo quello della pista corta? Vorrebbero anche spederci milioni di euro in occasione delle celebrazioni del 15o° anniversario della falsa unità d’Italia?150 anni dell’unità d’Italia: Chi scrive vorrebbe offrire elementi di riflessione e dibattito, sotto altri punti di vista. 685.000 persone uccise nel Meridione, 500.000 arrestate, molti delle quali deportate nei lager sabaudi a Finestrelle, località a 2000 metri in Piemonte, dove i prigionieri venivano sciolti nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati. Tutti gli ordini religiosi soppressi dalla legge Mancini. Chiese incendiate. Persecuzioni ai religiosi. Processi sommari, impiccagioni, il fenomeno dell’Insorgenza Popolare definito brigantaggio con bandi simili a quelli dei nazifascismi durante la seconda guerra mondiale. C’è un’ampia revisione storica da parte di moltissimi studiosi e una vasta letteratura nel merito. Lo stesso Gramsci scrisse che il popolo del meridione fu ”crocifisso” dal nuovo Stato italiano. Di fatto l’Unità d’Italia non fu altro che l’annessione al Piemonte delle regioni italiane, e cioè al Regno dei Savoia che invase il Sud d’Italia senza neanche una dichiarazione di guerra e con l’ausilio di un Garibaldi che se andiamo a leggere le tante “controbiografie” fu tutt’altro che l’eroe dei due mondi. Un’invasione che è stata una vera e propria rapina del ricco e colto, all’epoca, Meridione. Le banche letteralmente svaligiate, terre confiscate, tesori preziosi confiscati. Questo è stato il Risorgimento italiano. E’ bene finalmente sapere che il Risorgimento è stata un’invenzione a tavolino della massoneria internazionale e che i veri eroi dell’Italia non sono stati i vari Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Cavour, ma, se di eroi si deve parlare, questi furono gli insorgenti del Sud, invaso dalle soldataglie dello stato sabaudo. Una vicenda taciuta, offuscata e manipolata, di cui ancora l’Italia paga durissime conseguenze. Fu la cosiddetta Unità d’Italia a causare l’emigrazione. E chi scrive non è certo un leghista, ma uno che dal 1968 al 1983 ha militato nel Pci, mentre dal 1992 ad oggi aderisce semplicemente alla religione cristiana senza essere schierato politicamente, ma al solo servizio dell’informazione, la piu’ obiettiva possibile.Lo sapevate che Garibaldi si lasciò crescere i capelli perchè in Sud America violentò una ragazza che gli mozzò un orecchio con un morso? Il tricolore era il simbolo della massoneria emiliana? Il trombettiere del generale Custer nella sconfitta di Little Big Horn era un emigrato di Salerno. Una storia nascosta, insabbiata e alterata sui libri di storia. Basta vedere oggi: l’Italia è unità? C’è un amore patrio? Il Nord contro il Sud, L’Est, contro l’Ovest, ognuno porta acqua al suo mulino. Dunque tra le manifestazioni culturali che si terranno in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, sarebbe utile inserire anche gli argomenti di riflessione citati. Intanto sia il Comune di Napoli che quello di Gaeta (Roccaforte della resistenza antisabauda), hanno chiesto ai Savoia ingenti risarcimenti danni. CURIOSITA’: ha debuttato oggi, mercoledì 23 settembre, a Mercogliano, in provincia di Avellino, la rappresentativa del Regno delle due Sicilie. Maglietta rosso borbonico e stemma gigliato sul petto, disputerà un triangolare.
          Ma i ragazzi, tutti rigorosamente meridionali, nutrono ambizioni più alte tant’è vero che, essendo affiliati alla Nf Board, parteciperanno al mondiale dei “popoli senza nazione” con l’ambizione, perché no, di andare in finale contro la Padania che ha già vinto due edizioni nel 2008 e 2009 battendo in finale l’Aramea e il Kurdistan.

  9. luca on 14 aprile 2010 at 12:58

    ..PARLIAMO DI PROGRESSO, DI FUTURO E DI UN AEROPORTO CHE POTREBBE PORTARE ALL’UMBRIA SVARIATI VANTAGGI SOTTO MOLTI PUNTI DI VISTA, SU TUTTI IL TURISMO. PER NON SOTTOVALUTARE ANCHE LA POSSIBILITA’ DI POTER VIAGGIARE IN EUROPA PARTENDO DALLA PROPRIA REGIONE.
    SE POI VOGLIAMO PARLARE DI POLITICA, DI RELIGIONE, DI GARIBALDI E DEI SAVOIA ALLORA COME REGIONE NON ANDREMO DA NESSUNA PARTE. FINO AD ORA RAGIONANDO COSI SIAMO RIMASTI 30 ANNI INDIETRO RISPETTO AL RESTO D’ITALIA. STRADE ED INFRASTRUTTURE IN GENERALE.
    AVETE IDEA QUANTA DI GENTE PUO’ LAVORARE E/O TROVARE LAVORO IN UN AEROPORTO ED IN CIO’ CHE RUOTA INTORNO AD ESSO??
    CONSIDERATE CHE LA REGIONE EMILIA ROMAGNA HA 4 AEROPORTI: BOLOGNA, RIMINI, FORLI E PARMA ELENCATI COSI’ PER ORDINE DI IMPORTANZA E DI FLUSSO TURISTICO.
    SERVONO MENTALITA’ APERTE, CHE GUARDANO AL PROGRESSO. CIO’ CHE CONTA E’ IL FUTURO NON IL PASSATO.
    NON PER DIMENTICARE MA APPUNTO PER ANDARE AVANTI MEGLIO.

  10. Rocco Bracci on 14 aprile 2010 at 20:56

    Il problema non è un aeroporto in Umbria, è che si continuano a spendere cifre colossali nel posto sbagliato , neppure raggiunto dal treno- record mondiale per il concepimento di nuovo aeroporto, Ma chissà di chi era quell’area che è stata comprata per farcelo!!.
    Foligno,con la sua linea ferroviaria e con il suo già esistente da rinnovare,sarebbe stato il posto migliore per tutta l’umbria. S Egidio è solo per i perugini.
    Terni ha Ciampino e Fiumicino raggiungibile col treno.Ma lo sapete che sono 100.000 i passeggeri Umbri che ogni anno partono da Fiumicino ma le FS non vogliono fare treni diretti più veloci ? chissà perchè? In Italia si fanno solo le cose che prima di di tutto servono a pochi o sono interessi di “amici”, poi in ultimo se c’è spazio si segue la logica di una buona amministrazione.

    • MARCO S. on 30 maggio 2010 at 10:42

      Mi pare che lei sia folignate, le voglio solo far notare che i luoghi che richiamano passeggeri in umbria sono Perugia ed Assisi…..Non sono certo Foligno o i monti di Colfiorito.
      Collocare un aeroporto in mezzo ai due principali centri che generano traffico turistico non mi sembra così stupido.
      Ho visto che i folignati sostengono che l’aeroperto di Sterpete (nomen omen)sia il posto migliore per far atterrare un aereo in umbria perchè privo di ostacoli con pista allugabile fino a Roma …. invito dare uno sguardo con Google maps se effettivamente è così mi pare che su 3 lati sia circondato da case e capannoni a circa 200 m dalla pista.
      Parlando di ‘Amici’ vogliamo vedere a cosa serviranno tutti i soldi spesi dalla Governatora fulignata, piastra logistica… centro per la protezione civile, (ma i Canadair atterrano a sant’Egidio) ed altre amenità. Intanto sotto la Regina Fulignata il collegamento tra superstrada e aeroporto (ben 1 km) procedeva con la velocità delle placche tettoniche e di ripristinare la stazione di Ospedalicchio (600 m dalla tesata della pista)non se ne parla….
      Ma purtroppo sono i perugini che rubano…
      saluti

  11. Rocco Bracci on 31 maggio 2010 at 19:48

    Non esistono solo Assisi e Perugia e non esiste solo il turismo,ma soprattutto esistono i treni che dovrebbero collegare chi viaggia. Foligno è al centro dell’Umbria. Non Perugia che per quanto mi riguarda potrebbe anche rimanere chiusa in se stessa in tutti i sensi senza succhiare soldi alle altre città della Regione. Perugia città stato come San Marino non sarebbe male, tanto guarda solo se stessa e poi anche molto male visto come è andata a finire in decadenza con le superstrade che la strozzano, la sicurezza e l’università.

  12. Luca on 28 giugno 2010 at 12:59

    L’ “Aeroporto” di Foligno se così vogliamo chiamarlo è messo proprio bene…!Le abitazioni di Sterpete sono a soli 300 metri dalla “pista” ed il centro di Foligno a neanche 2 Km..!..direi che come strip di sicurezza siamo semplicemente sotto ogni specifica!
    Ma comunque l’importante è crederci!Poi basta spendere non più di 50/60 mln di euro per allestire tutto l’occorrente per creare una pista strumentale e per la navigazione aerea e il gioco è fatto..!
    Siamo tutti predicatori di sani principi e poi ognuno guarda solo ai propri interessi!..e allora dove vogliamo andare così??Aeroporti..ferrovie..strade…altrochè..,se non rimettiamo un attimo i piedi a terra probabilmente il futuro ci riserverà un bel carro con i buoi!!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Cerca nel sito

Il Fatto

Dall'Italia

ANNUNCI

GIORNALI

Interviste Radiofoniche

Link turistici

Ristoranti

Romanzi

  • LA FOGLIA GRIGIA di Alessandro Cannevale – Intervista all’autore- Ed. Einaudi