Insani Yardim Vakfi (Ihh), la ong turca alla guida della “Freedom Flottilla” diretta verso la Striscia di Gaza, è un’organizzazione umanitaria attiva in oltre cento Paesi. Ma Israele l’ha bandita nel 2008 per la sua partecipazione alla “Union of Good”, unione di 50 organizzazioni islamiche internazionali che fornisco sostegno ad Hamas, e dopo la pubblicazione, nel 2006, di un Rapporto a cura del “Danish Institute for International Studies”, dal titolo: “Il ruolo delle organizzazioni umanitarie islamiche nel reclutamento e finanziamento del terrorismo internazionale”. Nel Rapporto, firmato dallo studioso americano Evan Kohlman, si sottolineava il ruolo svolto da alcune ong, come Ihh, che alla attività ufficiale di supporto umanitario affiancherebbero, più o meno occasionalmente, quella di militanza attiva in favore di organizzazioni terroristiche. Il centro studi israeliano “Intelligence
and Terrorism Information Center”, negli ultimi tempi ha ripetutamente puntato il dito contro Ihh, in particolare per il suo sostegno finanziario ad Hamas. Secondo l’Intelligence and Terrorism Information Center, la ong turca, per meglio gestire le proprie attività a favore di Hamas, ha anche aperto un ufficio nella striscia di Gaza. Si cita anche l’incontro, avvenuto nel gennaio del 2009 tra il leader di Ihh, Bulent Yildirim, e Khaled Mashaal, capo dell’ufficio politico di Hamas a Damasco. Nelle scorse settimane, le forze di sicureza israeliane avevano arrestato in Cisgiordania l’attivista turco Izzet Shahin, sospettato di essere un membro di Ihh, e successivamente lo avevano espulso. La versione dell’ambasciata di Roma L’Ambasciatore israeliano a Roma, Gideon Meir, “esprimendo il proprio rammarico per le vittime, ha sottolineato che la responsabilità di quanto accaduto deve
essere imputata agli organizzatori della Flottilla”. In una nota dell’ambasciata in seguito al “colloquio telefonico con il capo di Gabinetto del Ministro degli Esteri Franco Frattini, Meir “precisando che per una versione definitiva sara’ necessario attendere maggiori informazioni da Israele, ha comunque voluto aggiornare il Capo
di Gabinetto su quanto sta accadendo in questo momento”. Spiegando che l’esercito israeliano e’ stato “costretto a reagire” dopo la decisione della Flottilla di “forzare il blocco” e che “secondo quanto dichiarato dagli stessi
organizzatori, la missione non era “‘destinata a consegnare aiuti umanitari, ma a rompere l’assedio di Israele”.
Meir – si legge nella nota dell’ambasciata israeliana – ha, in particolare, ricordato che
“Israele ha dichiarato, dal 2007, un blocco navale davanti alle coste di Gaza. Il blocco navale è completamente in linea con il diritto internazionale marittimo e, come previsto nella normativa internazionale – ha aggiunto l’ambasciatore – è vietato il passaggio a qualsiasi nave civile e militare non autorizzata”. Nei giorni precedenti la partenza delle navi, Israele ha inoltre “offerto ai dimostranti di prendere il carico in
consegna e di portarlo, con i propri mezzi, nella Striscia di Gaza. L’offerta è stata perennemente rifiutata”, precisa la nota spiegando che “poche ore prima dello scontro, Israele ha nuovamente offerto alle navi di attraccare nel porto di Ashdod e di trasferire gli aiuti a Gaza dai valichi già esistenti. Da questi valichi, quotidianamente, transitano centinaia di camion carichi di aiuti internazionali. L’offerta, ancora una volta, è stata categoricamente rifiutata perché, secondo quanto dichiarato dagli stessi organizzatori, ‘la missione non è destinata a consegnare aiuti umanitari, ma a rompere l’assedio di Israele”. “Solamente in seguito alla decisione da parte della Flotilla di forzare il blocco, l’esercito israeliano e’ stato costretto ad agire militarmente, penetrando all’interno della nave. Duri scontri sono avvenuti unicamente quando, sulla nave turca Mavi Marmari, i militari israeliani sono stati attaccati violentemente con coltelli, bastoni e, secondo alcuni testimoni, armi da fuoco. L’invio della nave Mavi Marmari è stato organizzato dalla IHH, Ong turca, le cui connessioni con il terrorismo islamico sono note dal 2006″, ha aggiunto Meir sottolineando che “l’esercito israeliano ha immediatamente trasferito tutti i feriti negli ospedali israeliani e si occuperà di scortare le navi della Flotilla verso Ashdod. Qui verranno effettuati tutti i controlli di sicurezza e i militari dell’Idf si preoccuperanno di trasferire il carico umanitario
nella Striscia di Gaza”. “Esprimo grande rammarico per i morti e i feriti, ma è necessario sottolineare che la flottiglia ha portato avanti una provocazione che nulla ha a che vedere con intenti umanitari, altrimenti avrebbe accettato la richiesta che Israele le rivolgeva da giorni di far attraccare le navi al porto di Ashdod per essere ispezionate prima di far passare i doni a Gaza. La flottiglia ha invece raggiunto il proprio obiettivo, ovvero creare una grave crisi nei rapporti internazionali con un’azione di disturbo da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas a bordo della nave. L’organizzazione terroristica, va ricordato, ha giurato di distruggere Israele e governa la Striscia di Gaza illegalmente da 3 anni danneggiando in primis la popolazione palestinese”.Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.
(Fonte: Rai News 24)


[...] l’interrogazione e alcuni articoli che accusano l’IHH di rapporti con frange terroristiche [1 - [...]