Turismo in Umbria KO grazie all’assenza di una seria politica Regionale per la promozione del territorio. I dati turistici negativi sull’affluenza in Umbria – 40% sono da tempo sui giornali ed ancora oggi sul Messaggero sono sconsolanti. Ma quali siano le vere cause nessuno ne parla per pudore o timore reverenziale nei confronti della politica regionale. Umbria cuore verde dell’italia, del vino, dell’olio, delle acque minerali, dei boschi, dei paesi medioevali, terra di santi Francesco e Benedetto, del tartufo, terra del silenzio e della meditazione, del relax, dei fiumi Tevere e Nera, della Cascata delle Marmore, della città romana di Carsulae, Spoleto, Spello, Gubbio, Castello, Narni, San Gemini, Montefalco, Todi, Orvieto, la Valnerina, i Sibillini, la cucina tipica, l’artigianato, l’antiquariato, i festival, le mostre ecc…. ci si chiede quando mai si è visto nell’ultimo decennio pubblicizzare dalla Regione il nostro territorio su giornali nazionali, riviste, radio, televisioni, spettacoli, servizi . Mai. Nessuna regia per la valorizzazione è stata attivata. Se poi si comparano le iniziative di altre regioni o stati ( vedi Austria o Trentino) ci si rende conto che rimane impossibile per un potenziale turista rimanere attratto da quanto si può fare e vedere in Umbria in quanto non informato. A questa giunta regionale pare non interessi sviluppare tale settore. Maria Rita Lorenzetti non delegò nei primi anni del mandato neppure un assessore al ramo. Ma per fare cosa? Poco o niente. La politica si è incentrata su spese infrastrutturali ipermilionarie per la sanità perugina e folignate, Minimetrò, bretelle di cemento intorno a Foligno, il Quadrilatero Marche-Umbria ,vedi http://www.stradeanas.it/index.php?/content/index/arg/quadrilatero_marche_umbria ,ma dimenticando l’E45, la sicurezza di Perugia, città improvvisavemte riconosciuta, dopo l’omicidio di Meredith,dal mondo intero e dalle istituzioni locali (ma prima dove erano?), come primario crocevia europeo di spaccio di droga. Risultato: crollo delle iscrizioni universitarie e fuga dei turisti. Altro che pagine patinate o siti internet sui percorsi e sulle attrazioni locali. I costi per i danni di una politica distratta da altri interessi sono impressionanti e veramente ci si chiede se sia giusto che un potere così fortemente radicato , oramai anche ideologicamente mutante, divenga per incapacità negativo, disegnando una storia che nessuno avrebbe mai voluto scrivere, e di cui nessuno si sente oltretutto responsabile. Le reazioni degli imprenditori turistici e dei produttori che vivono del valore dell’immagine Umbria come valori di storia arte e natura sono state nulle, i dirigenti delle amministrazioni locali nulla hanno proposto nè tantomeno le Camere di Commercio e i DITT (distretti turistici integrati). Nessuno ha percepito il pericolo e la gravità del mancato interesse all’immagine, alla sicurezza ed alla promozione del territorio di questo decennio; supini alle prebende di piccolo cabotaggio, impossibile contestare alcunchè per non vedersi tacciare di reazionari o “fuori dal sistema”. E poi magari veder pagare dalla Regione parcelle da 700.000 euro per il Vinitaly (30% a carico degli espositori) di cui 100.000 per l’idea d’arredo in cartone pressato ad Oliviero Toscani ed il resto per la realizzazione ed affitto spazio fiera per 7 giorni. Oppure investire in milioni di euro per il tratto delle FS da Terni a L’Aquila, tutta da ristrutturare ed il cui progetto non si sa bene chi lo stia redigendo, ne quanto costerà e con quali ritorni positivi. Chissà a chi gioverà? Nessuna futura politica turistica potrà essere positiva se non all’interno di un insieme di azioni che davranno essere coordinate da chi veramente conosce come si comunica e promuove un territorio conoscendolo.
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