LAURO GIURNELLI (Segretario Legambiente circolo di Perugia,): “LE RESPONSABILITA’ DELL’INQUINAMENTO SONO TUTTE DELLA SINISTRA”

29 luglio 2009
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 e51139c010d8452faec8993bae66cfdf16 150x150 LAURO GIURNELLI (Segretario Legambiente circolo di Perugia,): LE RESPONSABILITA DELLINQUINAMENTO SONO TUTTE DELLA SINISTRA“Se ci sono responsablità politiche in questa vicenda”, afferma Lauro Giurnelli, segretario del circolo di Perugia di Legambiente, “ sono tutte della sinistra che ha gestito per anni la situazione, per due legislature, consentendo che un gruppo di allevatori, in evidente contrasto di interessi, formasse una cooperativa per gestire il depuratore, l’Umbria non è l’ultima regione del Nord, ma la prima del Sud. Il nuovo sindaco che si chiama come il precedente, Marcantonini, credo che sia completamente estraneo all’eventuale intrigo, bisogna infatti tenere conto che, secondo quanto emergerebbe dalle indagini dei Noe, qui in Umbria sarebbero stati smaltiti liquami provenienti da strutture di Brescia. Ecco comunque il comunicato ufficiale di Legambiente:

“A seguito dell’operazione dei Carabinieri dei NOE denominata “Laguna deceda”, si sottolinea in particolare come a dieci anni di distanza da quando è stato segnalato in problema non sia mai stato istituito un  “tavolo regionale” per discutere della questione. Scrive LegaAmbiente: “Le notizie diffuse dai media locali sul possibile reato di associazione a delinquere, disastro ambientale, inquinamento delle acque, dichiara Lauro Ciurnelli segretario del Circolo Legambiente di Perugia, contestati a ex membri del Consiglio di Amministrazione per la gestione dell’impianto di depurazione (CODEP), ad alcuni tecnici dell’ARPA, imprenditori e autotrasportatori e l’altissimo numero di indagati tutti collegati allo smaltimento dei reflui zootecnici nell’area di Bettona operato dal Nucleo Operativo Ecologico non ci colgono certo di sorpresa. Finalmente una perversa bolla di interessi privati e connivenze politiche sta esplodendo. Da molti anni la nostra associazione attraverso Legambiente Umbria, Guardie Ecologiche Volontarie e circolo di Perugia andava ripetendo che l’attività zootecnica in Umbria e particolarmente nel Bettonese prosperava al di fuori di qualsiasi regola, ma senza che le competenti autorità a tutti i livelli avessero mai avvertito al necessità di affrontare la questione in modo serio e concreto. Il solo fatto che la gestione dell’impianto di depurazione di proprietà comunale fosse affidato alla CODEP rappresentava un palese conflitto d’interessi e avrebbe dovuto suscitare almeno qualche allarme. Ancora una volta è stato dimostrato che l’unico soggetto credibile, a cui far riferimento per la salvaguardia ambientale, il rispetto delle regole e i controlli è il NOE. Mentre ULS prima e ARPA adesso sembra abbiano rivelato la propria insipienza, se non addirittura qualche connivenza di troppo. Noi di Legambiente non siamo pregiudizialmente contro l’attività zootecnica radicata nella storia e cultura regionale, ma avversiamo il modo con cui da sempre è stata esercitata privilegiando gli interessi privati tutti tesi al massimo guadagno senza nessun rispetto di ambiente e qualità della vita. La speranza è che finalmente la giustizia intervenga in modo energico e definitivo. Dichiara Alessadra Paciotto Presidente di Legambiente Umbria: l’associazione è pronta a costituirsi parte civile all’eventuale processo, così come ha recentemente dichiarato a proposito delle altre gravi emergenze e criticità ambientali regionali come l’inchiesta ASM di Terni, l’inquinamento da cromo esavalente alla discarica TK-AST, l’inquinamento da diossine a Vascigliano di Stroncone a seguito dell’incendio nella zona industriale, sempre che questo atto non rappresenti un’inutile sovrapposizione ma al contrario contribuisca efficacemente all’accertamento della verità processuale del resto- conclude Paciotto -uno dei prerequisiti per la costituzione di parte civile da parte di Legambiente è sempre stato che le vicende in oggetto siano state seguite politicamente da parte dell’associazione. In questo caso non ci sono dubbi visto che i nostri circoli, quello di Perugia in testa, hanno sempre seguito le vicende dell’inquinamento da reflui zootecnici, a Bettona in particolare.   ”Pensavamo che piovesse, non che grandinasse. Oggi possiamo solo dire che non erano campate in aria le nostre ripetute richieste di chiarimenti riguardo all’allarmente situazione degli allevamenti  Bettona. L’azione dei Noe provoca in noi grande preoccupazione e ci spinge a ribadire con forza la necessita’ di una soluzione reale, ambientalmente sostenibile e partecipata per quel territorio. Troppe commistioni, troppa spregiudicatezza, troppe false rassicurazioni hanno fatto si’ che oggi ci troviamo di fronte a un evento inaspettato anche per chi questa situazione la segue ormai quotidianamente da tanti anni. Chiediamo la massima chiarezza e l’accertamento delle responsabilita’, anche per tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai rischi di inquinamento”. Lo ha detto il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini alla notizia dell’ operazione del Noe ”laguna de cerdos” che avrebbe portato alla luce un’organizzazione dedita al traffico illecito degli scarti della depurazione. ”Per anni – ha aggiunto Dottorini – si e’ cercato di far passare un gruppo di cittadini che lottavano per il bene comune e per la sicurezza del proprio territorio come degli estremisti che volevano impedire ogni forma di sviluppo”. Per il capogruppo dei Verdi, ora ”occorre una grande operazione di trasparenza e di assunzione di responsabilita’ da parte di chi ha fino ad oggi negato l’evidenza. Continueremo a chiedere con forza che qualsiasi decisione politica riguardante il futuro del territorio di Bettona venga assunta in strettissimo raccordo con il comitato locale. Il nostro principio di garantismo non viene mai meno e anche in questo caso affermiamo che ogni cittadino e’ innocente fino a prova contraria. Ma non ci si venga a ripetere che a Bettona tutto funzionava nel rispetto delle regole, quando gia’ si erano registrate discrepanze evidenti, gia’ denunciate – ha concluso – attraverso una nostra interrogazione, tra i dati dell’Arpa territoriale e quelli dell’Arpa provinciale”. Gli arresti sono stati eseguiti a Bettona, Bastia Umbra, Cannara, Todi e Brescia. L’operazione, denominata ‘Laguna de Cerdos’, è il risultato di una indagine avviata nel 2006 in seguito alle lamentele di cittadini e di una segnalazione dell’allora sindaco di Bettona riguardanti appunto la gestione dell’impianto di depurazione comunale gestito da una cooperativa di allevatori che, secondo l’accusa, avrebbe provocato un vero e proprio disastro ambientale inquinando le falde acquifere della zona.Il depuratore trattava i reflui suinicoli e le acque di vegetazione di frantoi oleari da cui si estrae biogas per la
produzione di energia elettrica. Nel 2006 ne erano stati conferiti al depuratore più di 380 mila metri cubi.
Dagli accertamenti è emersa una complessa organizzazione gravitante attorno alla cooperativa che si occupava dello smaltimento finale di liquidi e solidi che – secondo l’accusa – venivano sparsi in modo illecito su terreni agricoli. I liquami penetrando nel terreno hanno danneggiato gravemente le sottostanti falde acquifere, tanto che dalle analisi su pozzi privati circostanti, destinati anche ad usi domestici, sono emersi parametri relativi ai nitrati di molto superiori a quelli ammessi dalla legge, provocando un vero e proprio disastro ambientale. Le attività illecite – sempre secondo l’accusa – sono state compiute con la complicità di persone inserite negli organismi pubblici di controllo. Questi anzichè procedere alle previste verifiche hanno consentito con una interpretazione normativa, definita dagli inquirenti ‘artificiosa’, che le attività venissero svolte ugualmente. Poi, nel
tentativo di ‘depistare’ i controlli e regolarizzare queste attività illecite, sono stati prodotti documenti ed attestazioni irregolari e false. In molti casi è stato accertato che i terreni venivano messi a disposizione anche da privati al solo scopo di percepirne il canone di affitto. In altri casi – sempre secondo l’accusa – i terreni venivano messi a disposizione solo ‘sulla carta’ senza possibilità di essere utilizzati, perchè situati in alta montagna o in comuni molto distanti e raggiungibili solo con autobotti di cui non vi era la disponibilità.

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4 Responses to LAURO GIURNELLI (Segretario Legambiente circolo di Perugia,): “LE RESPONSABILITA’ DELL’INQUINAMENTO SONO TUTTE DELLA SINISTRA”

  1. Bertolt on 30 luglio 2009 at 18:50

    Saltata ormai qualsiasi distinzione tra centrosinistra e centrodestra, dimenticato e abissalmente lontano il Berlinguer della “questione morale”, i nostri “amici” si sono fatti cogliere in fallo ancora una volta, mostrando tutto il loro squallore e l’infinito disprezzo per la vita stessa, inevitabili effetti collaterali di un sistema di potere incontrastato.

  2. Rocco Bracci on 30 luglio 2009 at 20:34

    Bertold a forza di dire queste cose la sinistra più retriva pensa che questo giornale è una centrale sovversiva.
    La verità è che vorrebbero albergasse nelle coscienze dei ternani solo omertà servile e timore revenziale. Questo invece è uno spazio libero in cui si leggono notizie oggettive senza veli.

  3. Bertolt on 30 luglio 2009 at 23:45

    Ma vedi questi quanto si allargano!?! A Terni sembra che fossero i tecnici della Provincia a falsificare i dati sull’inceneritore. Qui addirittura quelli dell’Arpa. E’ la caccia al cash senza guardare in faccia nessuno, proprio il distillato di quel modo di produzione capitalistico dalla cui critica aveva preso le mosse il movimento operaio nell’800, l’attacco ai presupposti stessi della riproduzione della vita e della collettività!!! Insomma il gioco è pesantissimo e richiede forme di attivazione dal basso come quelle viste a Scanzano Jonico, ad Acerra, nella Val di Susa, a Piacenza.
    D’altra parte, nel postfordismo è quasi impraticabile l’organizzazione sui luoghi di lavoro, sempre più frammentati. Occorre partire dai territori, dalla difesa delle condizioni di vita, dei diritti, del welfare, lasciandoci alle spalle i partiti che in tutto il ’900 hanno sistematicamente invertito i fini proclamati, trasformandosi in macchine burocratiche schiacciatutto, tese solo alla conservazione del potere e all’arricchimento personale, sia nei paesi dell’est sia nelle società occidentali. In fondo questa vicenda è esemplare proprio in questo senso: magistratura e carabinieri si sono mossi su impulso dei comitati di cittadini. Dovremmo riuscire a unificare tutte le lotte sui temi ambientali almeno a livello regionale, tenendo insieme le criticità emerse in questi mesi, dall’annunciata costruzione di due nuovi inceneritori agli insediamenti produttivi pericolosi, alla contaminazione dell’acqua con inquinanti di origine industriale o biologica, Perugia, Terni, Orvieto, la Valnerina.

  4. Bertolt on 31 luglio 2009 at 16:42

    Tante scuse: Vicenza, non Piacenza!!! E’ a Vicenza che si resiste alla costruzione di un’enorme base Usa, Camp Darby, proprio a ridosso della città.

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