Terni/ Stavolta Piazza Duomo trasformata in discoteca con suoni assordanti, luci psichedeliche e caroselli di motorini “smarmittati”

luglio 31, 2010
By Web & Books

noleggio service audio e luci per dj e discoteche 250x224 Terni/ Stavolta Piazza Duomo trasformata in discoteca con suoni assordanti, luci psichedeliche e caroselli di motorini smarmittati

 

Piazza del Duomo, la più bella area del centro storico di Terni, non solo per la presenza di palazzi storici e vie d’epoca, con la Maestosa Cattedrale che domina il quartiere, il millenario campanile, la Chiesa che costudosce una reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, oltre che (come tutte le chiese adibite al Culto, il Santissimo), è diventato luogo di scorribande. Un saloon proprio sotto i portici dal quale fanno irruzione peones e orde giovanotti che poi in sella a motorini assordanti fanno caroselli sulla piazza e per le strade circostanti. Rumori assordanti de condizionatori che insistono sulle case di diversi residente al quartiere Duomo, urla e schiamazzi provenienti dal “circolo†citato dove si fuma, si beve, si gioca a carte, un tempo chiamato Horatorium, dove i giovani venivano seguiti e formati verso la vita cristiana, ora in mano ai “mercanti†del tempi; orde di balordi che assediano loâ€stato di Pagliaâ€, e che si “ubriacano†di video giochi, (solo??), tutt’altro che istruttivi, ma dai contenuti devianti, schiamazzi, bestemmie e intimidazioni ad alcuni cittadini residenti “colpevoli†solo di abitare a ridosso dello “stato di Pagliaâ€. Un sacerdote che si ammala di cuore con i polmoni pieni di fumo passivo proveniente, dal citato circolo. IL vescovo Paglia più volte sollecitato ha sempre ignorato tutto questo, anzi, nel mese di luglio è partito per il Congo per stipulare un fruttuoso e senz’altro lodevole accordo con la diocesi di Ntambwe, senza però accorgersi che l’Africa è proprio sotto i suoi portici e nella piazza del Duomo, fatta sempre doverosamente sgombrare dai vigili urbani in occasione di determinate celebrazioni liturgiche, ma mai per queste scorribande. Una delle ultime: una festa organizzata sulla piazza, con altoparlanti a tutto volume per ore con musiche da discoteca, e afrocubane, gruppi di giovani ululanti accompagnati da motorini che sgommavano e “amarmittatiâ€. I residenti, dunque devonosub ire tutto questo perché un’esigua minoranza di persone incivili ha preso pieno possesso, nelle ore serali e notturne di questo gioiello del centro storico ignorando che ci sono regole da seguire anche prima della mezzanotte per i suoni emessi da amplificatori o impianti stereo, che queste regole sono ancora più severe per la tutela dei centri storici e che ci deve essere il rispetto per le persone del vicinato. IL Procuratore dei cittadini, Pier Paolo Marconi, presidente anche di Cittadinanza Attiva ha scritto un’accorata lettera al Vescovo, ma anche al Sindaco Leopoldo Di Girolamo: “Eccellenza , non è la prima volta che le scrivo, nella mia precedente lettera la invitavo ad aprire gli occhi sui mali di Terni, a seguito della sua prima missiva pastorale, in cui spiegava sapientemente il significato della Messa domenicale. Anche nella sua ultima lettera “Eucaristia e Città†del 2009, lei ripropone una riflessione teologicamente profonda e  coerente con la sua formazione, alla luce, ancora vivissima, del  Concilio Vaticano II. “ La città ferita e l’amore della Chiesa “ è il capitolo che meglio esprime questa coerenza.   Forse un altro titolo avrebbe meglio sintetizzato  i contenuti descritti: “L’amore della Chiesa dentro la città feritaâ€.  Credo che i discorsi sulla città ferita non siano altra cosa, come lei spiega, dall’amore della Chiesa.  Distinguere l’amore della Chiesa che è l’amore di Dio,  dal dolore del prossimo, sarebbe come dividere le ossa dalla carne, improponibile; tutto ciò che è dramma umano c’è Gesù che vi muore dentro. Purtroppo dobbiamo constatare che la città ferita, è presente  anche dentro le mura  della sua Chiesa. Gli abitanti della zona Duomo e vie adiacenti più volte si sono rivolti al ns/ Ufficio e per i ripetitori installati sul campanile che provocano inquinamento elettromagnetico e danni, soprattutto ai bambini, e per l’inquinamento da rumore assordante, da fumo e da schiamazzi che si protraggono fino a tarda notte proprio sotto le sue finestre. La gente viene svegliata di soprassalto ed in maniera particolare protestano i lavoratori che fanno i turni.  Lei, come fece Gesù, dovrebbe molto adirarsi con i profanatori del Tempio, t(VANGELO DI MATTEO CAPITOLO 21, VERSETTO 12), empio inteso come cuore dell’uomo e quindi casa di Dio. Gesù si adira con i profanatori perché hanno trasformato la casa del Padre, che è il cuore dell’uomo, in un consumismo, in una spelonca di ladri.  Lì dove adesso c’è un bar, c’era un oratorio, in una lapide sotto i portici della Cattedrale campeggia la scritta “Horatorium†(orare= pregare), varcata la soglia, invece, c’è un locale dove si fuma, si beve, si gioca a carte, ci sono videogiochi. La sicurezza dei cittadini è in pericolo. Era un luogo di preghiera e di formazione per i giovani adolescenti,  tutti i ternani ricordano l’oratorio di D. Peppino, che ha dato alla società e alla Chiesa solide colonne. Monsignor Paglia, cosa sta cambiando? Come è possibile che non si accorga dei profanatori del Tempio?  Mi scusi ancora se, indegnamente, le ricordo che le ferite della città non sono solo quelle di cui lei parla nella lettera pastorale, e la pedofilia non è il solo “peccato†di cui anche il Papa  ha riconosciuto l’esistenza e la gravità, c’è anche la condizione di solitudine e di “abbandono†dei sacerdoti, soprattutto anziani. Vorrei ricordare il mio parroco, deceduto da qualche anno, e credo non sia il solo esempio: Don Eralvio è stato parroco di Casteldilago per più di quarant’anni, una vita vissuta in perenne solitudine; non aveva né madre né sorelle che lo assistessero nella sua malattia, non aveva neppure le risorse sufficienti per una perpetua. La sua era anche una scelta di vita, pochi, sicuramente sono i ministri di Cristo che si siano avvicinati come lui ai valori del Vangelo. E’ vissuto da solo e da solo ha lasciato questa terra, anche all’obitorio è rimasto per molte ore da solo;  sicuramente il Padre celeste è stata la sua compagnia e l’avrà accolto tra le sue braccia misericordiose.  Vi sono ancora troppi sacerdoti anziani e malati  che non trovano ascolto ai loro problemi causati proprio dall’ambiente in cui vivono,  magari dentro la Chiesa insieme ad altri confratelli e sono soli.  A questo proposito non può non venirle in mente la lettera di S. Paolo ai Corinti: “….prima di tutto sento che quando vi riunite in assemblea, vi sono tra di voi delle scissioni…….non è affatto un consumare la cena del Signore; ciascuno infatti nel mangiare si mette innanzi il suo proprio pasto sicché l’uno ha fame e l’altro è ubriaco. Non avete dunque case per mangiare e bere.?†Mi piace sottolineare che quando S. Paolo dice “non avete dunque case per mangiare e bere?†non voleva certamente dire che a casa propria uno può essere ingiusto, è soltanto una battuta dialettica cioè vuol dire i pagani fanno come voi. Poi c’è il punto più importante della lettera: “ ciascuno esamini se stesso e se vede che è indegno mangerà la sua condanna.†E S. Paolo non si riferiva certamente ai peccati del sesto comandamento, come per secoli è stato interpretato questo passo, ma voleva dire: guardi se ha rotto la distribuzione dei beni, (materiali e immateriali ovviamente) cioè se ha mangiato lui ed ha lasciato gli altri affamati, allora si ricordi che mangerà la sua condannaâ€.

RUMORE MOLESTO

Si chiama inquinamento acustico e come quello atmosferico, superati certi livelli, può diventare pericoloso. Le città ne sono piene, siamo continuamente bombardati e non bisogna sottovalutarne le conseguenze. Il rumore del traffico in sottofondo, i lavori in corso fuori dalla finestra, il vicino che tiene lo stereo ad alto volume, sono solo alcuni degli innumerevoli “assalti” che le nostre orecchie subiscono quotidianamente. Un fastidio, che prima ancora di diventare insopportabile al punto da doversi tappare le orecchie, è già di per sé‚ pericoloso per la salute dell’uomo. Eppure, nonostante esistano dati certi sulla sua lesività , l’inquinamento acustico non è ancora considerato sufficientemente preoccupante da meritare l’attenzione dovuta. Per misurare la pressione sonora a cui siamo sottoposti, ci siamo muniti di un apposita apparecchio, il dosimetro, dotato di un’escursione variabile tra i 40 e i 140 dBA (conforme alle norme IEC 804) e siamo andati in giro a controllare di persona.

 

Suoni e Rumori

La differenza che corre tra un suono e un rumore è perlopiù soggettiva, anche se il rumore si caratterizza per l’irregolarità, l’intermittenza e la casualità delle sue oscillazioni: ciò non significa che disturbi tutti nello stesso modo, anzi per alcuni può avere anche aspetti armonici (le marmitte per i motociclisti). Suoni e rumori si trasmettono attraverso qualsiasi mezzo (aria, solidi, liquidi e gas). Per stabilire l’intensità di un suono o di un rumore si usa come unità di misura il decibel (dB) che presenta alcune particolarità; quando, in uno stesso luogo sono presenti due rumori di uguale intensità, i decibel non vengono sommati, ma si tiene conto di un livello solo con l’aggiunta di 3 dB. Quindi, se in un ambiente si rileva un aumento di 3dB, il rumore di fatto raddoppiato. Se invece le due sorgenti hanno intensità diverse tra loro, il rumore percepito è quello più alto, con l’aggiunta di un certo numero di decibel che diminuisce con l’aumentare del primo rumore: per esempio, se in un ambiente c’è un rumore molto forte (lo stereo ad alto volume), quello debole (la voce della madre) non aggiungerà granchè all’intensità complessiva. Il suono si caratterizza inoltre perla la frequenza, legata al timbro (basso, alto ecc.) e misurata in Hertz. L’orecchio umano percepisce solamente una certa gamma di suoni compresi tra i 20 e i 16/20.000 Hertz circa; al di sotto e al di sopra di questi limiti, l’uomo non è in grado di percepire rispettivamente gli infrasuoni e gli ultrasuoni. Poichè la sensibilità dell’orecchio varia a seconda delle frequenze, per misurare ciò che effettivamente sentiamo, è necessario utilizzare un apposito apparecchio dotato di filtro, cosiddetto “A”: i decibel si definiscono in questo caso dBA. Per ottenere delle misurazioni utilizzabili, poichè nella realtà i rumori non sono costanti, ma ci si trova in assenza di una rumorosità variabile, viene utilizzata una specie di media tra i vari rumori registrati in un certo spazio di tempo: il Leq, ovvero il livello continuo equivalente di pressione sonora, riassume i vari livelli di pressione sonora emessi da una sorgente.

Le conseguenze sulla salute

La prima cosa che ci interessa segnalare sono le conseguenze (spesso ignote) provocate dall’eccessiva esposizione al rumore. Si parla di fastidio per definire un rumore male accettato e di disturbo quando il rumore è tale da provocare alterazioni temporanee delle condizioni psicofisiche nella persona (per esempio, le orecchie che fischiano). Molto più preoccupante è il danno, un’alterazione irreversibile o comunque grave, che l’udito può subire se sottoposto a rumori particolarmente forti. Un rumore può già iniziare ad essere disturbante quando nell’ambiente si registrano immissioni superiori ai 40 dBA di giorno e ai 30 dBA di notte. La molestia di un suono non dipende solamente dalla sua intensità: i tempi di esposizione sono altrettanto importanti, come pure la capacità del suono stesso di ricordarci qualcosa di spiacevole (effetto evocativo); un rumore che viola la nostra sfera privata, anche se basso, dà più fastidio (effetto intrusivo, come quello provocato dai vicini di casa), mentre i suoni che ci piacciono sono sopportati più facilmente (effetto semantica, come può essere quello della musica preferita).

Il delicato equilibrio dell’udito:
all’interno del padiglione auricolare, che comunemente chiamiamo orecchio, si trova l’articolato meccanismo che ci permette di percepire i suoni. Attraverso un sistema di ossicini e membrane, il movimento delle onde sonore da meccanico viene trasformato in impulsi che i nervi percepiscono e trasmettono al cervello. Oltre all’udito l’orecchio si preoccupa anche del nostro equilibrio, come una specie di delicata bussola di riferimento.

Mi si spaccano le orecchie:
l’esposizione prolungata a rumori troppo forti provoca forme di sordità via via crescenti che possono inizialmente avere effetti temporanei reversibili; se però non si provvede al recupero con adeguati periodi di riposo, gli effetti rischiano di divenire permanenti: si pensi che oltre la metà delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL riguardano l’apparato uditivo. A livelli molto alti (120 dBA) si manifestano altri effetti (cosiddetti vestibolari) che colpiscono anche il nostro equilibrio, producendo vertigini, perdita di stabilità e nausea.

Segnali di nervosismo:
anche livelli meno alti di rumore (intorno ai 70 dBA) provocano danni alla salute; ma mentre un rumore forte viene percepito come lesivo e la reazione che ne consegue (come il tapparsi le orecchie) è istintiva, la media rumorosità è spesso trascurata e non si fa nulla per contrastarla. Eppure, i problemi che possono sorgere sono altrettanto seri. A subire questo martellamento, che per molte persone risulta costante, è il nostro sistema nervoso: forti mal di testa, modificazioni dell’elettroencefalogramma aggressività, depressione, problemi ormonali sono solo alcuni dei disturbi più evidenti; è ormai scientificamente accertato che l’apparato cardiovascolare ne risente (già a 70 dBA), come pure quello digerente e respiratorio (oltre i 90 dBA), quello visivo (fra gli 80 e i 100 dBA) e riproduttivo. Spesso tutto ciò si accentua per accumulo di stress, provocato anche da rumori lievi e costanti che disturbano la concentrazione o interferiscono nella conversazione delle persone.

Ma la notte no!

Se già notevoli sono conseguenze di una sovraesposizione diurna al rumore, ancor più preoccupanti appaiono quelle che derivano da un sonno turbato. Si può avere l’impressione di aver dormito bene, ma in realtà il rumore di sottofondo ha rovinato il riposo: infatti, rumori anche di lieve entità, sopra ai 35 dBA, disturbano la fase di addormentamento e gli stadi di sonno più profondi (fase REM), quelli in cui il riposo è maggiore. La perdita di riposo influenza direttamente lo svolgimento della giornata e riduce il ripristino delle condizioni di funzionalità ottimale del sistema nervoso centrale. Per questo consigliamo di non dormire in ambienti in cui siano presenti sorgenti di rumore (per esempio il frigorifero). I disturbi del sonno derivano anche dalla quantità di rumore “assorbito” durante il giorno: esiste cioè un legame tra il rumore a cui si è stati sottoposti durante il giorno e la difficoltà ad addormentarsi e dormire.

I più colpiti

Tutti subiscono gli effetti negativi del rumore, ma i più vulnerabili restano gli anziani, le persone malate e i bambini. In particolare, per questi ultimi, vivere in ambienti molto rumorosi può causare gravi difficoltà di apprendimento, poiché il rumore non permette di capire perfettamente ciò che viene detto loro; si riduce conseguentemente anche la capacità di leggere e scrivere. Alcuni studi hanno dimostrato che alunni di scuole rumorose hanno minori capacità in materie quali matematica, lettura ecc. rispetto ad alunni di scuole più silenziose.

 

Cittadini Vessati

Veniamo all’aspetto pratico della nostra inchiesta, prendendo come esempio una giornata del Sig. Otorino che abita in città ed è più soggetto ad un bombardamento sonoro. Per andare al lavoro prende la sua Vespa 125 (Leq = 83,7 dBA) con la quale percorre le strade molto trafficate della sua città; nel passare su di un cavalcavia dove il traffico è particolarmente intenso (79,8 dBA) non può fare a meno di notare una persona affacciata alla finestra di una casa lì vicino e di chiedersi quanto rumore deve subire di continuo (77,4 dBA, ridotti a 50 con le finestre chiuse). Giunto al lavoro passa gran parte del tempo davanti ad un terminale; l’ufficio non si trova molto lontano dalla strada (63.3 dBA). Durante la pausa per il pranzo si reca in un bar-ristorante (72.8 dBA). La sera ascolta un po’ di musica, guarda il telegiornale (68 dBA circa) ed esce con gli amici per andare in discoteca (100.6 dBA). Finalmente torna a casa e si mette a letto (Leq=48,4 alle 5 di mattina).

 

In casa.

Il grado di inquinamento ambientale di una casa è in stretta relazione con il luogo in cui si trova: vicino ad una strada, affacciata ad un cortile, all’ultimo piano ecc. anche il modo in cui è costruita (pareti spesse o sottili come cartone), la disposizione delle stanze ed altro influisce sulla qualità della vita degli occupanti. Il disturbo può arrivare anche dall’interno del proprio appartamento o di quello del vicino: tanto per fare un esempio, la passione per la musica “metallara” (un genere piuttosto “duro” di musica) di un ragazzo, lo sottopone ad una pressione sonora di 73 dBA, quand’anche ritenga di tenere lo stereo ad un volume accettabile; sua madre, che si trova nella stanza adiacente, percepisce circa 46.5 dBA, un livello che, anche se di per sé basso, è in grado di infastidire l’applicazione in attività intellettuali. Anche il frigorifero (46 dBA circa), la lavatrice o l’autoclave (60 dBA) sono fonti di disturbo per chiunque voglia concentrarsi o rilassarsi un attimo. Per ciò che riguarda la televisione, se è vero che si può scegliere il volume preferito, d’altro canto abbiamo rilevato che i volumi variano a seconda dei programmi e spiccano il volo durante le pubblicità.

Per strada.

Qui si raccolgono i dati più preoccupanti. Nelle vie più trafficate delle città, dove anche i camion hanno libero accesso, i livelli sono sempre elevati: al passaggio di un motocarro abbiamo registrato un picco di 95 dBA. Se si considera la permanenza prolungata di una persona a diretto contatto con la strada (per esempio, un vigile urbano), non si può non temere per la sua salute.

Sui mezzi di trasporto.

Anche qui i livelli registrati in città sono notevoli, soprattutto in metropolitana. Sui tram il lavoratore o lo studente ascoltano 73.7 dBA; in autobus invece il livello è di 69 dBA. Se si utilizza l’automobile in autostrada a l00-ll0 Km\h il livello di rumore si aggira intorno al 67 dBA, ma viaggiando a 130 Km\h il livello si alza a 73 dBA. Anche il treno non risulta sufficientemente silenzioso (69.4 dBA) e le cose vanno ancora peggio salendo tu un aereo di linea (76 dBA circa).

La sera.

Preferite uscire con gli amici per andare a mangiare una pizza (75,6 dBA) o al cinema (69 dBA)? Sempre meglio che andare in sala giochi (80,4 dBA con picchi di 83), uno dei luoghi più a rischio, molto frequentato dai bambini. Se poi decidete di fare quattro salti in discoteca i livelli superano tranquillamente i 100 dBA e nel caso assistiate ad un concerto di musica rock le vostre orecchie potranno arrivare a sentire anche 106 dBA: certo la musica è più gradevole per chi l’apprezza, ma a livelli molto alti, può essere anche dannosa.

Di notte.

Se dopo una giornata immersi nel caos, desiderate finalmente rilassarvi, vi auguriamo di abitare lontano dalla città. Secondo uno studio condotto dal presidio multizonale di prevenzione di Genova su 20 abitanti in zone diverse, le ore di vera e propria pace durante la notte sono solo quattro (dall’ 1 alle 5 circa); esistono persone più fortunate che abitando in zone poco trafficate hanno un po’ di riposo in più, ma in media fra le 22 e le 6 arriva in casa, a finestre chiuse, un rumore pari a 63,8 dBA.

 

La legge dispone…

L’ormai nota capacità della legislazione italiana di ingarbugliare la disciplina di un determinato settore sembra abbia avuto uno sbocco nella recente legge quadro del 26/10/1995; sottolineiamo il “sembra”, poichè‚ ancora manca un’applicazione vera e propria delle disposizioni in essa contenute, le indicazioni sono generiche e mancano dei valori numerici di riferimento. Assolutamente improrogabile è la necessità di suddividere le città, dove il problema del rumore raggiunge il suo apice, in zone “acustiche” (cosiddetta zonizzazione). Due zone con una differenza di rumore ambientale superiore ai 5 dBA non potranno essere tra loro confinanti: per esempio, un’area particolarmente protetta, non potrà confinare con un’area di tipo misto (residenziale e industriale) o più rumorosa ancora. Nel caso non sia possibile rispettare tale vincolo a causa di preesistenti destinazioni d’uso, si prevede l’adozione di piani di risanamento specifici. Si stabilisce anche un criterio differenziale, per cui a parte i limiti assoluti, il rumore che entra in un ambiente non deve superare quello preesistente di 5 dBA durante il giorno e 3 dBA durante la notte. Critichiamo il fatto che tali misurazioni debbano avvenire a finestre chiuse. Come a dire, tappatevi in casa se non volete essere disturbati! Per quanto riguarda la televisione, si prevede che il volume delle pubblicità non possa superare quello delle trasmissioni che le contengono; un ottimo passo avanti, che diverrà obbligatorio solo dal gennaio 1997.

Chi deve ascoltarla?

L’applicazione della normativa per quanto concerne la zonizzazione, il contenimento e l’abbattimento del rumore è demandata ai comuni, province e regioni che devono considerare le diverse esigenze (abitative, produttive, di circolazione ecc.) presenti sul territorio. Alle imprese spetta invece adeguarsi ai limiti fissati dalla suddivisione in classi del territorio comunale o presentare un piano di risanamento acustico entro il quale saranno raggiunti gli obiettivi di legge. Anche i soggetti intenzionati alla costruzione di opere edilizie devono predisporre una documentazione di impatto acustico delle strutture che intendono porre in essere. Per chi non rispetti i limiti fissati, la sanzione prevista è compresa tra i 2 e i 20 milioni di lire, che nel caso di attività commerciali (quelle più rumorose) non sembra essere un sufficiente disincentivo.

Gli interventi possibili

Purtroppo gli interventi di risanamento acustico sono tutt’ora scarsissimi e ancora oggi i nuovi progetti di edilizia urbana non sembrano tener conto dell’impatto acustico provocato. Eppure i sistemi per migliorare i livelli sonori ambientali sono molteplici, ma necessitano di una ridefinizione globale del territorio: si deve pensare a una nuova regolamentazione del traffico veicolare, alla pianificazione urbana e regionale, alla protezione acustica degli edifici e soprattutto a porre in essere controlli efficaci. In particolare è il traffico automobilistico a creare i maggiori problemi; come in altri paesi europei, anche in Italia si dovrà giungere ad una diminuzione dei limiti di rumorosità consentiti agli autoveicoli, intervenendo sul motore, la trasmissione e i pneumatici e sulla velocità; sono possibili anche interventi sulla rete stradale, sia per quanto riguarda una maggiore fluidificazione, l’istituzione di aree pedonali nei centri storici delle città e il potenziamento dei mezzi pubblici, sia provvedendo ad utilizzare materiali di costruzione delle strade diversi (fonoassorbenti) e apposite barriere acustiche lungo i tratti a scorrimento veloce.

 

Autodifendersi

E’ vero, i problemi della rumorosità di fondo dovranno essere risolti dall’amministrazione pubblica. Alcuni accorgimenti nella sfera privata possono però contribuire a difendersi dall’inquinamento acustico.

Isolare la casa.

Per quanto riguarda l’immissione di rumore dall’esterno, bisogna considerare che il punto debole di un appartamento è costituito dalle finestre: i doppi vetri danno qualche beneficio, ma è molto meglio applicare finestre doppie; se ben costruite, con vetri di 8-10 mm, con infissi metallici e una distanza tra i due vetri (possibilmente di spessore differenziato) di almeno 10 cm, si può ottenere una riduzione del rumore esterno fino a 35-40 dBA. Per i rumori provenienti dall’interno della casa (vicini o coinquilini rumorosi), si può provvedere utilizzando pareti doppie, separate tra loro da un’intercapedine d’aria riempita di materiale fonoisolante, come la lana di vetro. E’ molto importante che le pareti non siano rigidamente collegate tra loro. Per i rumori dall’alto, si usano soffitti sospesi e ricoperti nel lato interno da almeno 5 cm di materiale fonoassorbente. Attenzione alla scelta del materiale utilizzato (lana di vetro, fibre organiche o minerali) le cui prestazioni variano a seconda della frequenza del suono; pertanto, conviene affidarsi a degli esperti per evitare di trovarsi con un risultato insoddisfacente. E’ in ogni caso valido il sistema di una razionale distribuzione interna degli spazi abitativi, ponendo la camera da letto o lo studio il più possibile lontani dal lato sulla strada. Ma quando la causa del disturbo, non è il traffico, ma un vicino, un negozio o altri ben individuati, piuttosto che tapparsi in casa è meglio cercare di far valere le proprie ragioni, rivolgendosi agli organi competenti.

L’intervento delle autorità.

I modi per vedersi riconosciuto il proprio diritto alla salute sono diversi, ma l’efficacia e soprattutto l’immediatezza non sono sempre garantite dagli organi competenti. Il nostro referente principale dev’essere considerato il comune nella figura del sindaco. Le associazioni di cittadini, i comitati di quartiere o il singolo utente non devono mai scoraggiarsi nel richiedere che quanto disposto dalla legge venga applicato in concreto e stimolare l’attività del comune con esposti e segnalazioni. Tuttavia quando la fonte del rumore è stata individuata in una sorgente ben definita (le campane della chiesa, il condizionatore del vicino, l’artigiano sotto casa), l’organo a cui sono demandati i poteri di controllare l’effettivo superamento dei limiti tollerabili resta l’Unità Sanitaria Locale che, di norma, dispone di una sezione ambientale. Segnalando per iscritto il proprio caso, si ottiene una visita dei tecnici, che provvedono a rilevare il livello di rumore presente nell’abitazione e ad emettere un’ordinanza con la quale impongono ai responsabili l’abbassamento del rumore a livelli accettabili. L’inadempimento dell’ordinanza fa scattare una sanzione e il sollecito della competente autorità giudiziaria (polizia giudiziaria ambientale). Altra possibilità di intervento è data ai Vigili Urbani, cui compete un controllo delle fonti rumorose “mobili” o occasionali (gli schiamazzi di una festa o di un locale) e soprattutto notturne; infatti, è assai difficile ottenere un intervento dei tecnici della USL in questi ambiti. Se proprio non riuscite a far smettere il rumore, non vi resta che andare dal giudice. Questi ha infatti la possibilità di ordinare la cessazione del rumore e il risarcimento dei danni basandosi su due norme “storiche”: l’articolo 844 del codice civile che garantisce il proprietario dell’abitazione dalle immissioni di rumore provenienti dalla proprietà altrui, quando superino la normale tollerabilità.

L’articolo di codipe penale che ti autorizza a farlo è questo:

“Art. 659.(Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone). Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309 (1).Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 (1) a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità. (1) L’ammenda originaria fino a L. 3.000, prevista al primo comma e da L. 1.000 a L. 5.000 prevista al secondo comma, è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della L. 12 luglio 1961, n. 603, recante modificazioni al codice penale e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della L. 24 novembre 1981, n. 689, in tema di depenalizzazione.”                                  G.Pa.

 

 

 

 

 

 

 

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