DOPO LE ANTICIPAZIONI IN ESCLUSIVA DI TERNI MAGAZINE: SCANDALO SESSUALE A MEDJIUGORIE, SCONCERTO TRA I FEDELI DI TUTTO IL MONDO

31 luglio 2009
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att jpg DOPO LE ANTICIPAZIONI IN ESCLUSIVA DI TERNI MAGAZINE: SCANDALO SESSUALE A MEDJIUGORIE, SCONCERTO TRA I FEDELI DI TUTTO IL MONDOMedjugorje – Accusato di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo, e di aver fatto sesso con una suora, il frate francescano Tomislav Vlasic, guida spirituale dei veggenti, rischia la scomunica dal Papa. Nel 1981 fu lui a lanciare il fenomeno “Medjugorje” come “padre spirituale” dei sei ragazzini che, improvvisamente, raccontarono di vedere ogni giorno la Madonna. Spinto da accuse pesantissime, e circostanziate, Vlasic ha giocato d’anticipo, dando le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia è trapelata solo in questi giorni come anticipato da Terni Magazine. Anche il parroco di Medj, p Jozo è in totale isolamento.

Colpo d’immagine Senza dubbio è stato un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, piccolo paese dell’Erzegovina divenuto famoso dagli inizi degli anni Ottanta. Oggi è uno dei santuari mariani più frequentati del mondo, anche se la Chiesa non l’ha mai riconosciuto. Anzi il Vaticano ha sempre guardato con diffidenza a quelle apparizioni così puntuali, ogni giorno alle 17, che continuano tuttora.

Le accuse contro il frate Attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, le accuse mosse dal Vaticano contro Vlasic sono gravissime: “Diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il “sextum” (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)”.

Stato laicale Il quotidiano di Sarajevo Dnevni Avaz ha scritto che il frate è stato espulso dal suo ordine. Da Roma, i francescani negano però che il decreto sia mai diventato esecutivo, in quanto Vlasic, di fronte alla minaccia di scomunica, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. Con l’uscita di Vlasic, il santuario mariano chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nella Chiesa.

Le indagini e il verdetto finale Nel 1985, Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibì ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lasciò tuttavia la libertà ai singoli cattolici di recarsi a

Benedetto XVI ha ridotto allo stato lai­cale fra’ Tomislav Vlasic, il francesca­no noto soprattutto per i legami con quelli che nel linguaggio ufficiale della Curia romana vengono definiti i «fenomeni di Medjugorje». Il provvedimento è stato reso pubblico via internet dove è stato messa in rete la fotocopia della lettera con cui il mini­stro generale dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo, ha informato del prov­vedimento pontificio i provinciali di Bosnia­Erzegovina, Croazia e Italia. Nella missiva, che porta la data del 10 marzo 2009, padre Rodriguez ha scritto che il Papa ha concesso a Vlasic, che l’aveva richiesta, «la grazia della riduzione allo stato laicale e la dimissione dall’Ordine» francescano.
E ha aggiunto che il Pontefice, motu proprio – cioè senza che ci fosse una richiesta –, ha concesso allo stesso Vlasic «la remissione della censura in­corsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato». Nella lettera il ministro generale aveva pri­ma spiegato che Vlasic in quanto «responsa­bile di condotte lesive della comunione ec­clesiale sia in ambito dottrinale che discipli­nare » era appunto «incorso nella censura dell’interdetto» che ora però viene rimossa.
Questi provvedimenti del Papa nei confronti dell’ormai ex frate non sono senza condizioni. Al «signor Tomislav Vlasic» infatti ven­gono «imposti» come «salutare precetto pe­nale » e «sotto la pena della scomunica da dichiararsi dalla Santa Sede» tre «precetti». Il primo riguarda la proibizione assoluta di e­sercitare qualsiasi forma di apostolato, non­ché di acquistare ed amministrare beni de­stinati ad opere pie (nella lettera si specifica che Vlasic non potrà, ad esempio, occuparsi della promozione del culto pubblico e pri­vato, dell’insegnamento della dottrina cri­stiana, della direzione spirituale, né parteci­pare ad associazioni di fedeli).
Il secondo «precetto» consiste nel divieto assoluto di ri­lasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai «fenomeni di Medjugorje». Il terzo riguarda la proibizione assoluta di abitare nelle case dell’Ordine dei Frati Minori. Ed è per far rispettare «in mo­do particolare» quest’ultima disposizione che il ministro generale ha inviato questa lettera del 10 marzo ai suddetti provinciali, i quali a loro volta l’hanno rigirata a tutte le case dell’ordine.
La lettera così ha avuto una certa diffusione, il che forse ha fatto in mo­do che arrivasse anche al circuito mediatico. Il provvedimento, ovviamente, non è un giudizio sui «fenomeni di Medjugorje», ma sui comportamenti personali di Vlasic so­prattutto in quanto fondatore dell’associa­zione ‘Kraljice Mira’, e non per il suo ruolo riguardo quanto accaduto nel piccolo cen­tro dell’Erzegovina. Nella lettera di padre Rodriguez si addebita­no a Vlasic «condotte lesive della comunio­ne ecclesiale sia in ambito dottrinale che di­sciplinare », ma non si scende in particolari.
Lo scorso anno però, la diocesi Mostar-Duv­no – contraddistinta storicamente da una secolare e ancora non pienamente risolta ri­valità tra clero secolare e francescani, anche a prescindere da Medjugorje – aveva emes­so un comunicato in cui, per spiegare lo sta­tus canonico di Vlasic, si citavano ampi stralci di una lettera dell’arcivescovo Angelo Amato, all’epoca segretario della Congrega­zione per la dottrina della fede. In quest’ul­tima lettera, datata 30 maggio 2008, Amato spiegava che «nel contesto del fenomeno Medjugorje, questo dicastero sta trattando il caso» di Vlasic e che con decreto del 25 gen­naio precedente gli aveva imposto «severe misure cautelari e disciplinari».
In pratica V­lasic era stato segnalato alla Congregazione «per divulgazione di dubbie dottrine, mani­polazione delle coscienze, sospetto mistici­smo, disobbedienza ad ordini legittima­mente impartiti ed addebiti contra sextum (contro il sesto comandamento ndr.)». E la stessa Congregazione in base a queste accu­se aveva decretato cinque sanzioni, con la minaccia di interdetto in caso di mancata accettazione. Ma Vlasic però si è rifiutato e così l’interdetto è scattato automaticamen­te. A questo punto avrebbe dovuto essere sottoposto ad un processo penale canonico che avrebbe verificato le pesanti accuse che gli erano state rivolte.
Chiedendo la riduzio­ne allo stato laicale, ha evitato il processo. Ma non le polemiche. Il provvedimento su Vlasic, è bene ribadirlo, non riguarda i ‘fe­nomeni di Medjugorje’, le ‘apparizioni’ mariane che dal 1981 si manifesterebbero a sei ‘veggenti’ del borgo erzegovinese, sui quali ancora non c’è un giudizio definitivo della Chiesa. Veggenti di cui Vlasic è stato i­nizialmente «assistente spirituale». Pellegrini in preghiera davanti alla statua della Madonna a Medjugorje

                                                                (Fonti: Il Giornale, Avvenire)

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