Medjugorje – Accusato di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo, e di aver fatto sesso con una suora, il frate francescano Tomislav Vlasic, guida spirituale dei veggenti, rischia la scomunica dal Papa. Nel 1981 fu lui a lanciare il fenomeno “Medjugorje” come “padre spirituale” dei sei ragazzini che, improvvisamente, raccontarono di vedere ogni giorno la Madonna. Spinto da accuse pesantissime, e circostanziate, Vlasic ha giocato d’anticipo, dando le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia è trapelata solo in questi giorni come anticipato da Terni Magazine. Anche il parroco di Medj, p Jozo è in totale isolamento.
Colpo d’immagine Senza dubbio è stato un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, piccolo paese dell’Erzegovina divenuto famoso dagli inizi degli anni Ottanta. Oggi è uno dei santuari mariani più frequentati del mondo, anche se la Chiesa non l’ha mai riconosciuto. Anzi il Vaticano ha sempre guardato con diffidenza a quelle apparizioni così puntuali, ogni giorno alle 17, che continuano tuttora.
Le accuse contro il frate Attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, le accuse mosse dal Vaticano contro Vlasic sono gravissime: “Diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il “sextum” (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)”.
Stato laicale Il quotidiano di Sarajevo Dnevni Avaz ha scritto che il frate è stato espulso dal suo ordine. Da Roma, i francescani negano però che il decreto sia mai diventato esecutivo, in quanto Vlasic, di fronte alla minaccia di scomunica, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. Con l’uscita di Vlasic, il santuario mariano chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nella Chiesa.
Le indagini e il verdetto finale Nel 1985, Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibì ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lasciò tuttavia la libertà ai singoli cattolici di recarsi a
Benedetto XVI ha ridotto allo stato laicale fra’ Tomislav Vlasic, il francescano noto soprattutto per i legami con quelli che nel linguaggio ufficiale della Curia romana vengono definiti i «fenomeni di Medjugorje». Il provvedimento è stato reso pubblico via internet dove è stato messa in rete la fotocopia della lettera con cui il ministro generale dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo, ha informato del provvedimento pontificio i provinciali di BosniaErzegovina, Croazia e Italia. Nella missiva, che porta la data del 10 marzo 2009, padre Rodriguez ha scritto che il Papa ha concesso a Vlasic, che l’aveva richiesta, «la grazia della riduzione allo stato laicale e la dimissione dall’Ordine» francescano.
E ha aggiunto che il Pontefice, motu proprio – cioè senza che ci fosse una richiesta –, ha concesso allo stesso Vlasic «la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato». Nella lettera il ministro generale aveva prima spiegato che Vlasic in quanto «responsabile di condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare » era appunto «incorso nella censura dell’interdetto» che ora però viene rimossa.
Questi provvedimenti del Papa nei confronti dell’ormai ex frate non sono senza condizioni. Al «signor Tomislav Vlasic» infatti vengono «imposti» come «salutare precetto penale » e «sotto la pena della scomunica da dichiararsi dalla Santa Sede» tre «precetti». Il primo riguarda la proibizione assoluta di esercitare qualsiasi forma di apostolato, nonché di acquistare ed amministrare beni destinati ad opere pie (nella lettera si specifica che Vlasic non potrà, ad esempio, occuparsi della promozione del culto pubblico e privato, dell’insegnamento della dottrina cristiana, della direzione spirituale, né partecipare ad associazioni di fedeli).
Il secondo «precetto» consiste nel divieto assoluto di rilasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai «fenomeni di Medjugorje». Il terzo riguarda la proibizione assoluta di abitare nelle case dell’Ordine dei Frati Minori. Ed è per far rispettare «in modo particolare» quest’ultima disposizione che il ministro generale ha inviato questa lettera del 10 marzo ai suddetti provinciali, i quali a loro volta l’hanno rigirata a tutte le case dell’ordine.
La lettera così ha avuto una certa diffusione, il che forse ha fatto in modo che arrivasse anche al circuito mediatico. Il provvedimento, ovviamente, non è un giudizio sui «fenomeni di Medjugorje», ma sui comportamenti personali di Vlasic soprattutto in quanto fondatore dell’associazione ‘Kraljice Mira’, e non per il suo ruolo riguardo quanto accaduto nel piccolo centro dell’Erzegovina. Nella lettera di padre Rodriguez si addebitano a Vlasic «condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare », ma non si scende in particolari.
Lo scorso anno però, la diocesi Mostar-Duvno – contraddistinta storicamente da una secolare e ancora non pienamente risolta rivalità tra clero secolare e francescani, anche a prescindere da Medjugorje – aveva emesso un comunicato in cui, per spiegare lo status canonico di Vlasic, si citavano ampi stralci di una lettera dell’arcivescovo Angelo Amato, all’epoca segretario della Congregazione per la dottrina della fede. In quest’ultima lettera, datata 30 maggio 2008, Amato spiegava che «nel contesto del fenomeno Medjugorje, questo dicastero sta trattando il caso» di Vlasic e che con decreto del 25 gennaio precedente gli aveva imposto «severe misure cautelari e disciplinari».
In pratica Vlasic era stato segnalato alla Congregazione «per divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum (contro il sesto comandamento ndr.)». E la stessa Congregazione in base a queste accuse aveva decretato cinque sanzioni, con la minaccia di interdetto in caso di mancata accettazione. Ma Vlasic però si è rifiutato e così l’interdetto è scattato automaticamente. A questo punto avrebbe dovuto essere sottoposto ad un processo penale canonico che avrebbe verificato le pesanti accuse che gli erano state rivolte.
Chiedendo la riduzione allo stato laicale, ha evitato il processo. Ma non le polemiche. Il provvedimento su Vlasic, è bene ribadirlo, non riguarda i ‘fenomeni di Medjugorje’, le ‘apparizioni’ mariane che dal 1981 si manifesterebbero a sei ‘veggenti’ del borgo erzegovinese, sui quali ancora non c’è un giudizio definitivo della Chiesa. Veggenti di cui Vlasic è stato inizialmente «assistente spirituale». Pellegrini in preghiera davanti alla statua della Madonna a Medjugorje
(Fonti: Il Giornale, Avvenire)

