Terni/ FUGHE DI GAS E CATTIVI ODORI NELLA CONCA: L’ARPA DENUNCIA LA BASELL

23 agosto 2010
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L’ARPA ha denunciato il presidente della Lyondell Basell Italia, (Foto Talamonti), in qualità di rappresentante legale della società per la violazione della normativa “Seveso” e il reato di getto pericoloso di cose, una decisione maturata in seguito ai fatti di una settimana fa, quando una fuga di gas ha invaso la città. Era il 10 e 11 agosto, quando i cittadini ternani terrorizzati hanno letteralmente tempestato di telefonate il centralino dei vigili del fuoco per chiedere da dove provenisse quel forte odore di gas e se corressero qualche pericolo. Per l’azienda vengono ipotizzati due reati pesanti: la mancata attivazione del piano di emergenza esterno e il getto di sostanze pericolose. Per la prima denuncia quella relativa alla violazione della direttiva Seveso, la Basell, stando agli accertamenti svolti dall’Arpa, dopo il guasto all’impianto odorizzante, non avrebbe attivato il piano di emergenza esterno previsto dalla normativa entrata in vigore dopo l’incidente di Seveso. La presente direttiva, conosciuta come «Seveso II», in vigore dal 3 febbraio 1999, ha sostituito la direttiva 82/501/CEE «Seveso I» dal nome della città italiana investita dalla nube di diossina prodottasi a seguito di un incidente nel 1976. Sono stati apportati cambiamenti importanti e sono stati introdotti nuovi concetti. La direttiva si incentra sulla protezione dell’ambiente introducendo per la prima volta nel campo di applicazione le sostanze ritenute pericolose per l’ambiente. Sono stati inclusi nuovi requisiti riguardanti in particolare i sistemi di gestione della sicurezza, i piani di emergenza, l’assetto del territorio o il rafforzamento delle disposizioni relative alle ispezioni o all’informazione del pubblico. Gli Stati membri provvedono affinché il gestore: adotti tutte le misure necessarie per prevenire incidenti rilevanti e ne limiti le conseguenze per le persone e l’ambiente, sia tenuto a dimostrare in qualsiasi momento all’autorità competente di aver preso tutte le misure necessarie. L’onere della prova del secondo obbligo spetta al gestore. Tornando al 10 e 11 agosto quando i tantissimi cittadini ternani hanno sentito la forte puzza di gas, allertati i vigili del fuoco e il personale dell’Arpa avevano svolto dei controlli per risalire alla provenienza dell’odore di metano che tanto aveva allarmato, ma senza riscontri. Il giorno dopo, l’11 agosto, ripresentatosi il nauseabondo odore, l’Arpa, dopo aver ipotizzato una serie di fonti, aveva svolto un controllo alla Lyondell Basell di Terni, in via Narni, dove una squadra di emergenza era già al lavoro nell’impianto odorizzante. Si era, dunque, giunti a capire la causa di quella puzza di gas. L’altra comunicazione di reato depositata in Procura è quella relativa al getto di odori molesti. Subito dopo l’allarme per il gas che ha invaso la città, la vicenda è stata presa in mano dal Prefetto di Terni, Augusto Salustri, che ha convocato gli enti competenti chiedendo accertamenti approfonditi. Martedì scorso alle nove di mattina il blitz alla Basell di Arpa, polizia provinciale, Asl, protezione civile. Sono stati svolti controlli a tappeto che si sono conclusi con le due denunce presentate in Procura. Accertamenti hanno riguardato, anche, la messa in sicurezza dell’impianto, che potrebbe non essere stata compiuta a dovere.

                                                                                                                                                                                         S.V.

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