”Ci sono tre decreti prefettizi tutti dedicati agli autovelox. Che sono rimasti per anni in qualche cassetto del Comune”, a rivelarlo è un articolo uscito sull’edizione di martedì 24 agosto 2010, a firma di Nicoletta Gigli. “Sono tre gli atti con i quali il Prefetto dell’epoca indicò le strade dove consentire l’installazione di autovelox fissi. (Nella foto, fonte Umbria Journal, i tre ragazzi rimasti carbonizzati)
Il primo decreto è d’annata e risale al dieci luglio 2003. Il secondo ha la data del 16 luglio 2004, l’ultimo è più recente, ma comunque ha già tre anni di vita.
Ben sette anni fa dunque il Prefetto mise nero su bianco i nomi di tre strade dove forse era consigliabile correre ai ripari contro l’alta velocità: via Alfonsine, via Aleardi, viale Gramsci. Esattamente un anno dopo il secondo atto. Con una lunga lista di strade per le quali il Prefetto dette l’ok perché fossero “protette” con autovelox. A quelle tre già indicate si aggiungono così viale dello Stadio, via di Vittorio, via Turati, via Bramante, viale Martin Luther King. Otto strade sulle quali gli strumenti fissi per il monitoraggio e il contrasto all’alta velocità potevano essere installati ma che non hanno mai visto la luce.
Otto strade con tanti mazzi di fiori. Messi lì a ricordare le troppe persone che hanno lasciato la vita sull’asfalto. E non solo in questa estate di sangue e di lacrime. Perché in ognuna delle strade appena indicate purtroppo, dal 2003 in qua, c’è scappato il morto.
«L’autovelox fisso è uno degli strumenti di contrasto della velocità elevata – dice il comandante della polizia stradale di Terni, Francesco Falciola – ma è possibile solo in quelle strade urbane di scorrimento dove è difficile procedere al fermo del veicolo in condizioni di sicurezza».
Per Falciola «bisogna puntare sulla prevenzione degli incidenti, non come affermazione di principio ma come obiettivo primario». E per fare questo indica diversi strumenti efficaci. «Dall’autovelox mobile con contestazione immediata ai dossi artificiali, che si possono mettere solo su strade con limiti di velocità fino a 50 chilometri orari».
I dispositivi che costringono i veicoli a rallentare, dove sono presenti, sembrano dare risposte sul fronte della prevenzione degli incidenti gravi. Ma la prevenzione passa anche per il controllo sistematico e puntuale di chi i veicoli, auto o moto che siano, li conduce………………(Fonte: Il Messaggero)


Insomma apprendiamo che la responsabilità dei gravi lutti che hanno funestato la città di Terni è attribuibile, secondo Gigli e Terni Magazine, al sindaco e all’amministrazione comunale. Questo è un vero sciacallaggio politico, non sentite, anche da un punto di vista umano, un pò di rimorso a scrivere queste cose? E’ come attribuire la strage di Erba a Berlusconi e al ministro dell’Interno Maroni che, grazie alla stampa nazionale e …periferica, hanno terrorizzato, negli anni del governo Prodi, i cittadini con il tema della sicurezza per poi tagliare, una volta al governo, le risorse alle forze di polizia che fanno i controlli (anche sul rispetto dei limiti di velocità degli automobilisti). Vi sembra ragionevole, giornalisticamente corretto, speculare sulla morte di questi poveri ragazzi?
Scendete in piazza per la libertà di stampa, quella faziosa (ne ho fatto parte per anni, vengo dal Pci), per aggredire, insultare e strumentalizzate politicamente i “tagli” sulle testate alla Biblioteca. Dimenticavo voi siete abituati a una sola testata, quella di regime, quella che, quando i carri armati sovietici invadevano i paesi “satelliti” dell’Urss, dicevano che andavano ad aiutare il popolo minacciato da svolte “reazionarie”. Il suo interveb to è fazioso perchè mai noli abbiamo detto che ci sono responsabilità dell’Amministrazione comunale nel tragico incidente di via Alfonsine. Abbiamo ripreso come giornalisticamente sovente si va, specialmente nel web, un articolo di un quotidiano romano con pagine locali. Meno male che siete una “razza” in estinzione. E nonostante questo volete sempre affermare la vostra atavica supremazia in Umbria. Un’Umbria devastata dai governi delle sinistre.
“Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu, la verità mi fa male lo so….” http://www.giancarlopadula.it (Si informi)
Ma perchè con l’autovelox in via Alfonsine l’incidente (dovuto all’imprudenza) si sarebbe potuto evitare?
Perchè invece non migliorare le indicazioni e i segnali di pericolo ad esempio?
Nel tratto terminale di via martin Luther King avvengono gli incidenti perchè la strada che per le caratteristiche geometriche può benissimo essere percorsa a velocità ben superiore a 50 km/h finisce con una curva più stretta e con pendenza sbagliata che non è affatto segnalata! Mettiamo almeno delle corrette indicazioni di pericolo come si fa sulle superstrade ad esempio e vedrete che con minima spesa si eviterebbero gli incidenti, senza installare inutili e stressanti autovelox.