Quando pretestualmente gli schieramenti della sinistra italiana ritengono che nel nostro paese sia violata la libertà di stampa, atteggiamento goffo e ridicolo, sono subito pronti a scendere in piazza e a parlare di bagavaglio. Mentre invece i primi sono loro a tagliare sulla libertà di informazione prendendo a pretesto i tagli fatti dal Governo, e quindi alcune testate sono state decurtate dalla BTC di Terni (Ovviamente quelle di centro-destra). La Biblioteca di Terni è una delle piùaffollate di impiegati/e d’Italia, una cinquantina, perché non cominciano da lì? Il motivo è semplicissimo: si tratta di tutte persone vicine al potere locale,e lasciamo perdere il discorso concorsi perché bisognerebbe scrivere un libro: Nepotismo, clientelismo, altro che. “Quanto si legge su di un comunicato affisso sugli scaffali e sui tavoli del servizio emeroteca della biblioteca comunale di Terni (BCT) ha veramente dell’incredibile”, si legge in un comunicato diffuso dal Comitato comunale del Pdl, “Nell’ambito della razionalizzazione della spesa resa indispensabile dalla manovra finanziaria che ha colpito gli enti locali, Bct si vede costretta a ottimizzare l’offerta dei giornali quotidiani fornita dall’emeroteca”. “Un vero e proprio comunicato che contenendo una precisa valutazione politica, “per colpa del Governo”, diventa così mezzo di propaganda politica. Inaccettabile in quanto fatta da un ente locale. In pratica si dice ai tanti utenti del servizio emeroteca che se non troveranno più l’ampia disponibilità per il consulto di alcune importanti testate giornalistiche, la colpa è del Governo che con la sua manovra ha colpito economicamente gli enti locali. Un modo inaccettabile per fare propaganda politica, per continuare ad attaccare il governo. Un attacco che non viene da un partito politico ma dall’ente locale e per questo scorretto e inaccettabile. Insomma i tagli colpiscono i servizi, come quello dell’emeroteca, ma perché non si interviene sui reali sprechi che anche nella BCT sono sotto gli occhi di tutti, prima di pensare di ridurre i servizi? Quanto risparmio si potrà mai ottenere dal mancato acquisto di una copia in più di un giornale, considerando che un abbonamento annuale costa poco più di €200,00 ? Ancora più interessante diventa poi approfondire quella che si vuol far passare come “l’inevitabile” scelta della Biblioteca. Nello stesso comunicato ufficiale prima di elencare i giornali che, meritevoli di acquisto, troveranno ancora ospitalità in BCT ,si cerca di spiegare i criteri con i quali tali giornali sono stati selezionati. E anche in questo caso la scelta ci appare in qualche modo politicamente orientata. I quotidiani meritevoli della spesa di denaro pubblico sarebbero così: Libero, il Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Fatto, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Secolo d’Italia, L’Unità. Più le testate con le pagine di cronaca locale (Il Messaggero, La Nazione, Il Corriere dell’Umbria e il Giornale dell’Umbria) e ben cinque testate estere (Die Ziet, El Pais, The Indipendent, Le Mond, The New York Times) queste si veramente troppe e da tagliare. Quali sono invece i quotidiani che non troveranno più posto sugli scaffali dell’emeroteca? L’elenco comprende Europa, Il Giornale, Liberazione, Italia Oggi, Milano Finanza, La Stampa, Il Riformista, Il Foglio, L’avvenire, Il Tempo. Tra questi figurano sicuramente per importanza, in termini di diffusione e di opinione, le testate del “Il Giornale”, “Il Tempo”, “Il Foglio”. Non si capisce infatti perché dover rinunciare ad esempio a una copia de “Il Giornale” (nelle classifiche delle vendite è addirittura al 6° posto) o della “Stampa” (5° in classifica) e garantire la presenza di testate politicamente schierate come “L’Unità” (dalle poche vendite , è 12° nella classifica) o “Il Fatto” (le cui vendite sono veramente irrisorie). Allora vengono automaticamente alla mente alcuni collegamenti politici”.

