In occasione del dibattito che si sta aprendo nelle pagine dei quotidiani locali, vorrei intervenire in favore di entrambe le iniziative che il Comune ha deciso di portare avanti. Bella la prima: l’uso del writing e dell’arte urbana per riqualificare (o addirittura Qualificare direttamente) luoghi della città altrimenti degradati; bella anche la seconda: l’idea di organizzare una squadra di ripulitura, dotata di alto senso civico, che tolga le scritte deturpanti sui muri degli edifici degradati, proprio, dalle scritte non autorizzate. Anche se può sembrare un paradosso entrambe le iniziative sono lodevoli e, al contempo, complementari: le scritte autorizzate sono già scelte previa presentazione del bozzetto, di quelle deturpanti verranno lasciate, immagino, solo quelle meritevoli…ma cosa intendiamo per meritevoli? Tra le scritte “non autorizzate” ce ne sono molte che hanno comunque un alto valore artistico, alcune, inoltre, hanno addirittura valore storico! Bisognerebbe catalogarle tutte e infine scegliere, dopo un ragionamento approfondito, quali mantenere e quali no. Nel comune di Bologna la scelta è già stata fatta: il comune ha incaricato il Mambo (Museo di Arte Moderna di Bologna) di procedere alla catalogazione e, quindi, al verdetto indicando, appunto, i graffiti da eliminare. Questa può essere l’occasione buona per avere il primo catalogo di museo di arte urbana informale della città di Terni, tra l’arte e il decoro urbano, tra l’amministrazione e la cittadinanza, tra il concreto vivere quotidiano e il sogno che ci accompagna in ogni luogo fisico!

