Continua il dibattito sulla’ordinanza antirumore del sindaco Leopoldo Di Girolamo in merito alla chiusura dei locali entro la mezzanotte. Da una parte i gestori dei localini di via Fratini e vicoli limitrofi che dicono di aver raccolto duemila firme a sostegno della richiesta di proroga di un’ora del provvedimento, dall’alta decine e decine di cittadini che sono costretti a stare svegli quasi tutta la notte per dar modo ai giovani, in pieno centro di “trincare” e ballare fino a tardi. Siamo stati tempestati di telefonate e lettere da parte di diversi residenti, tutti in difesa dell’ordinanza del sindaco. Per la tutela della privacy non rendiamo noti i nomi ma ne assicuriamo l’autenticità anche perché si tratta di lettere firmate: “Mi piacerebbe tanto creare un comitato di quartiere e raccogliere firme in replica alle 2000 ( di chi poi…) almeno qui firmerebbe davvero chi è interessato a far si che questa città abbia un minimo di regole e rispetto per tutti, ormai il centro storico è frequentato da tantissima gentaccia, tossici e quant’altro, la sera vieni svegliato in continuazione da grida, cori, bestemmie… di giorno le aree pedonali sono sempre invase da motorini e macchine, cosa che non accade nelle aree pedonali di altre città, per non parlare di tutti quelli che trovano il modo di entrare senza passare per le telecamere, ai vigili, se ci fossero basterebbe controllare il permesso esposto…ma già queste cose le notiamo noi cittadini e non chi di dovere!” “Salve,come residente nel centro storico adiacente ai famosi locali,non posso che essere daccordo con l’ordinanza,e mi chiedo come facciano i gestori dei locali a parlare di cultura,visto quello che rimane in strada la mattina dopo,sono un operatore ASM e quando faccio il turno domenicale nel centro e in particolare la zona di via Fratini,via Lanzi, etc quello che dobbiamo ripulire è lo schifo totale,vomitate, bicchieri e bottiglie in quantità industriale,senza parlare degli odiosi e stupidi volantini pubblicitari lanciati a terra a creare uno scivoloso tappeto…vorrei avere il piacere di chiedere a questi gestori se sia giusto sottrarre risorse al resto della città per impiegare una squadra a ripulire lo schifo prodotto dalla loro attività”culturale”…bere fino ad ubriacarsi ascoltando musica di pessima qualità ad alto volume è si cultura,ma cultura dello sballo.Gli schiamazzi delle persone che affollano i locali vanno avanti fino alle 5 e oltre,piccoli e grandi atti vandalici fanno da corona all’epilogo di serate “culturali”. “Grazie Sindaco,
noi abitanti di Via G.B.Vico per anni abbiamo lottato inutilmente contro le fracassonerie del Circolo Lavoratori Terni di Via Muratori. I primi anni feste e musica a tutto volume fino alle ore 4.00! Nel periodo estivo.Non si alzò una sola voce in nostro aiuto.Speriamo che si possa mettere la parola fine a tale diffuso malcostume, irrispettoso di tutto e tutti.
Grazie ancora”. Cominciamo con una considerazione: Terni non è una città turistica (purtroppo), lo confermano i dati diffusi dalla Conf Commercio in questi giorni, parecchie visite alla Cascata delle Marmore, ma nessun turista che passa per la città. I localini del centro storico in particolare quelli di Via Fratini e vicoli limitrofi, oltre alla mescita di bevande e stuzzichini cosa propongono? Musica tutto volume, sempre la stessa, mandata da normalissimi apparecchi stereo. Queste sarebbero le attrazioni tali da dover intrattenere il pubblico fino alle 1, una e mezza di notte? Questo giustifica la raccolta di 2000 firme pro serrata contro il Comune, raccolte tra amici, parenti, conoscenti e gente che in via Fratini magari non ci viene mai? Tutto questo per chiedere al sindaco Leopoldo Di Girolamo di prorogare l’ordinanza alle una di notte pro rumore e alcol? Paradossalmente neanche a Rimini avviene questo, perché le feste si svolgono presso gli stabilimenti balnerari, sulla spiaggia, lontano da centri abitati, o in locali che non sono a ridosso di abitazioni dove la gente dorme (gli indigeni) per andare a lavorare la mattina, ma semmai a ridosso di alberghi dove la gente trascorre le vacanze. Qui a Terni no. Un manipolo di gestori di pub, i qualio addirittura sostengono che in via Fratini ci vengono a Viterbo, Rieti e nientepopo’dimeno che dall’Aquila, per dimnenticare, i disastri del terremoto, “riticuli ecco che semo riticuli”, direbbe il grande comicospoletino scomparso, AlbertoTalegalli, si sono incaponiti a voler disturbare decine e decine di cittadini che di notte dormono che spesso la mattina si svegliano presto per raggiungere uffici, enti ed aziende. Senza parlare di quei cittadini che fanno i turni in Ospedale o nelle Fabbriche. Loro invece con un fare arrogante sul piede di guerra, addirittura parlano nei confronti del sindaco che si “ravveda” che deve concedere “senza esitazione la deroga”. Cioè addirittura senza esitazione! Siamo al delirio. Tutto questo per accontentere gruppi minoritari di giovanotti e giovanotte che evidentemente la mattina non hanno nulla da fare se possono permettersi di bere e ballare (con pessima musica a tutto volume) fino a notte fonda, a danno della stragrande maggioranza dei cittadini. Ma il Comune, al di là di una eccezionale deroga concessa in occasione di Cavour Festival Art, non cede e se lo fa sbaglia. Anzi addirittura il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha dato disposizioni che alla Festa democratica gli altoparlanti si devono spegnere 5 minuti prima dell’entrata in vigore dell’irdinanza: 23,55. Un plauso al primo cittadino inn questa circostanza. Nel frattempo si è svolta una riunione fra l’assessore Bencivenga e i responsabili della Polizia municipale i quali sono stati invitati a maggiori controlli per quel che riguarda il rispetto dell’ordinanza anti-rumore. I controlli verranno estesi anche al pomeriggio. I vigili dovranno constatare ( ed eventualmente multare ) i locali che tengono la musica troppa alta, dopo le ore 17. Controlli sono previsti per domani, sabato e domenica in tutte le zone del centro, anche in concomitanza con l’avvio di Cavour Art. La crociata dell’assessore Bencivenga contro la musica nei locali, prosegue senza sosta. D’altra parte Bencivenga è uno coerente. Aveva minacciato maggiori controlli nei confronti dei locali del centro che tanto si sono lamentanti per la famigerata ordinanza ed ecco che i ” maggiori controlli ” arrivano puntuali . Leopoldo Di Girolamo e gli assessori competenti nei giorni scorsi avevano concluso il percorso di ascolto, valutazione e verifica con i soggetti interessati dei risultati dell’ordinanza per la “disciplina sull’utilizzo di strumenti, apparecchi e impianti di diffusione sonora nei pubblici esercizi ed in occasione dello svolgimento di spettacoli e intrattenimenti” e di quella contenente “disposizioni per contrastare fenomeni connessi all’abuso di bevande alcoliche”. E’ stata anche esaminata la possibilità di apportare alcune modeste modifiche che potessero portare ad un nuovo equilibrio tra le rispettive esigenze, modifiche che si sarebbero potute attuare solo se ci fosse stata una condivisione e corresponsabilizzazione delle parti in causa. Constatata la discordanza che si è registrata, il Sindaco ha scelto quindi di mantenere in vigore le ordinanze in questione così come sono state emanate. Nel mese di settembre, quindi con largo anticipo rispetto al termine di vigenza stabilito nel 31 dicembre, si darà luogo comunque ad una ulteriore verifica, in modo tale da potere monitorare con i diretti interessati gli effetti dei provvedimenti adottati. Il comando della Polizia Municipale ha diffuso i dati sui controlli effettuati in merito alle ordinanze sindacali volte a contrastare il consumo irregolare di alcol e i rumori nelle ore notturne. Dal 30 luglio ad oggi sono state effettuati oltre 80 controlli mirati, con quattro serate in cui le unità di controllo sono state radoppiate rispetto alla standard. Dalle verifiche sono emerse 3 infranzioni dell’ordinanza antirumore, 1 per l’occupazione irregolare del suolo pubblico, 1 per spettacoli non autorizzati, 4 le multe per non ottemperanza all’ordinanza sul consumo di alcol in strada.
G.Pa


Come puoi scrivere queste cose senza firmarti?? sei un ignorante ,solo questo. il vero “ridiculo “sei tu che dovresti andare ad abitare a stroncone in modo di non sentire niente.. perchè non fate una petizione per i tumori degli inceneritori o dell’acciaieria? perchè non fate una petizione su chi ruba o distrugge veramente il centro,(vedi tossici o gente simile che il pomeriggio alimenta le nostre giornate),perchè non fate una petizione sugli imbecilli che abitano nel centro pensando che l’unico problema sia a musica,quando alle tre di notte scoppiano incendi dolosi che bruciano quasi interi palazzi?prima di parlare e scrivere queste cose pensa due volte,e questo lo dovrebbe fare pure chi le pubblica .. ignoranti tutti.. Simone Manetti, ps. VIVO IN VIA LANZI ,QUINDI RESIDENTE NEL CENTRO.
La firma dell’articolo non è d’obbligo, comune se vuole saperlo l’ho scritto io e lo ripeto citando il grande comico Alberto Talegalli, di cui lei probabilmente ignorera’ l’esistenza: “RIticuli, ecco che semo, riticuli”. Lei pensa che fare rumore fino allìuna di notte, accresca lo spessore culturale di due viuzze del centro cittadino? Inoltre io ho espresso un puinto di vista e lei invece ha mostrato aggressività e ignoranza nella risposta. La prego poi di darmi ndel lei perchè io non la conosco, nel contempo si legga la biografia
Giancarlo Padula, nasce a Terni l’11 luglio del 1953. E’ giornalista professionista e scrittore con all’attivo molte opere. Insignito della Medaglia d’Argento per meriti professionali, in occasione dei 25 anni di prestazione dell’opera giornalistica, abita a Terni in via XI Febbraio n. 12 .
E’ iscritto all’Albo dei Musicisti Italiani ed Europei. E’ il vincitore del Premio Astro Nascente consegnatogli al teatro Olimpico in Roma da Lorena Bianchetti, conduttrice di “Domenica In”.
È stato l’autore dello scoop in esclusiva mondiale della pubblicazione del testamento dello stilista Gianni Versace, Giancarlo Padula ha iniziato la carriera giornalistica a Terni, sua città natale in una delle più prestigiose testate italiane: “Paese Sera”, che dal 1973-’74 al 1976 aprì l’Edizione Umbra. Nel 1977 fece parte del nucleo fondatore di Radio Galileo emittente storica.
Nel 1980 ha coordinato la redazione ternana di Paese Sera, nel contesto di una edizione ridotta, fino al 1983, anno in cui è stato chiamato a far parte dell’equipe fondante di un nuovo quotidiano: Il Corriere dell’Umbria dove ha prestato la sua opera come redattore nella redazione di Terni fino al 1985, per poi essere trasferito nella redazione centrale di Perugia, dove ha prima assunto l’incarico di capo servizio nel settore Province, e poi quello di Capo Cronaca. Nel 1989 è stato inviato nelle Marche per dirigere l’edizione maceratese de La Gazzetta (una catena di giornali presenti nelle Marche, Romagna, Arezzo, Siena, Firenze).
Nel 1991 Padula ha ricoperto un importante incarico presso L’Enciclopedia Britannica, quindi dopo aver fondato il periodico del Comune di Macerata LineAperta e averlo diretto per un anno, è stato chiamato dal Gruppo Espresso-La Repubblica per far parte di un pool al quale è stata affidata per due anni la sperimentazione di un prototipo di nuovo quotidiano: Il Centro Marche e successivamente La Nuova Fermo. Attualmente è direttore della rivista Terni Magazine e del quotidiano on line: http://www.ternimagazine.it ; ha pubblicato fino ad oggi una trentina di libri.
I Libri:
- “Oltre i quattro cubiti” (1980 Augusto Visconti Editore)
- “Le vere armi per combattere con efficacia le potenze del male” (2002 Editrice Herbita, Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
- “Bin Laden, i tempi dell’anticristo” (2002 Edizioni Spring)
– “Dall’inganno dei Beatles alla Musica per Dio” (2003 Greco e Greco Editori)
- “La magia è una trappola, come combatterla” (2003 Greco e Greco Editori).
- “I segreti della Passione di Cristo” (2004 Tabula Fati)
- “I miracoli della Passione” (2004 LER Editrice)
- “Il mistero della Resurrezione di Cristo” (2005 MIR Edizioni)
- “Io, Karol, il Papa operaio” (2005 LER Editrice)
- “Finalmente svelato il mistero di una vita soprannaturale” – (2005 Edizioni Segno)
- “ Incanto” (2006 Vincenzo Grasso Editore)
- “I Savoia, e la storia taciuta d’Italia” (2006 Edizioni Segno)
- “Dio non è morto, l’altro volto di Francesco Guccini” (2007 Bastogi Editore)
“W la F….” (2007 – Arduino Sacco Editore – umoristico)
“Aff…. Day..” (2007 – Arduino Sacco Editore – umoristico)
“Meredith uccisa all’ombra di Halloween” (2008 Aracne Editrice)
“Il mistero di Padre Pio (2008 Edizioni del Poggio)
“Milioni & miracoli, l’inganno del supermercato della fede” (2008 Global Press Italia)
“I Beatles in Paradiso” (2009 Global Press Italia)
In campo artistico, Giancarlo Padula ha realizzato performance multimediali contenenti i grandi capolavori della canzone pop e canzone d’autore italiana: “Caro beat”, “La Buona Novella” (Libero adattamento dell’opera omnia di Fabrizio De Andrè”; “La Storia mai raccontata (Eroi o briganti?)”
PRINCIPALI TAPPE ARTISTICHE
1967-19671 – Fonda e milita nel complesso beat “Le Anime”
1972-’73- Tour estivo come batterista e leader de Le Anime insieme a Nico Fidenco (Rieti)
1980 – Rassegna della Canzone d’autore – Teatro comunale Acquasparta, con la partecipazione di Gino Paoli
1981: “Chi era John Lennon” – Performance multimediale alla Galleria d’arte moderna di Ferrara
1986-’87 – Concerto per la pace – Santa Maria degli Angeli (Assisi)
1987: “Argonauti” – Prima dell’omonima performance al Music Hall, L’Argonauta di Sperlonga (Gaeta)
1989 – Rassegna d’autore: Teatro Tiffany – Macerata, con la partecipazione di Victor Sogliani dell’Equipe 84
1999: Finalista alla rassegna della canzone d’autore “Il re dei versi” (San Severino Marche”
2000: Finalista alla rassegna della canzone d’autore “Inedito per Maria”, (direttore artistico Eugenio Bennato-Musicanova) (Terni)
2006 (settembre): Sala della Provincia di Macerata: “Prima” della perfomance multimediale “La storia mai raccontata – D’amore, di Santi e religiosi briganti”
2006 (dicembre): “Prima” della performance multimediale La Buona Novella
2007 Eventi Valentiniani a Terni: “La Storia mai raccontata”
2008 Eventi Valentiniani a Terni: “La Buona Novella”
2008 Caro beat – Prima al teatro Comunale delle Terme di Sangemini
CORDIALITA’, Giancarlo Padula
Le suggerisco vivamente di non fare citazione sui mali incurabili che presubibilmente potrebbero derivare dalle emissioni degli stabilimenti ternani e qualunque altra petizione contro di loro, visto il periodo poco favorevole per il mondo del lavoro e i lavoratori in genere non credo che siano questi i problemi insormontabili della nostra civiltà oggi giorno; altresì ci sono degli organismi preposti a vigilare sulla tutela ambientale, ergo l’aria dovrebbe essere pulita o altrimenti possiamo andare tutti in bici come i cinesi così diventa ancora più pulita….prima di tirare giu petizioni contro i stabilimenti converrebbe pensarci.
Credo altresi che si possa continuare a stare in compagnia e bere ciò che si vuole anche se la musica sia spenta, a meno che non ci siano argomenti di cui parlare; parallelamente è consono che ci sia del rispetto anche per quelle persone che per motivi personali o perchè pendolari o quant’altro sono obbligati ad alzarsi alle 5 del mattino per raggiungere il loro posto di lavoro in orario.
Come si dice: ” una botta al cerchio ed una alla botte!” e sono tutti contenti.
Leggendo la sua biografia ,mi viene da pensare che l’articolo non è stato scritto da lei,perchè un uomo di cultura,non può chiamare nussun tipo di musica “rumore” anche se non appartiene al suo genere.
Poi a me sembra che comunque è interessato al rock, musica molto frequente nei locali.
Se il problema è il rumore,non puoi far spegnere la musica ,anche perchè il rumore rimane;lei saprà benissimo che la voce delle persone super i 150 decibel.
Poi non smonti la bellezza della nostra città,perchè molte persone vengo per vedere queste quattro viuzze,come lei le chiama,e da profano le posso dire che questo suo punto di vista ,rovina tutta la sua cultura.
Se vuole fare una bella chiacchierata sul problema,io sono da Rolando e mi piacerebbe conoscerla per confrontare le nostre divergenze,con spiegazioni da entrambi le parti.. Mi scuso se l’altra sera sono stato sgarbato,ma per noi è il lavoro della vita,abbiamo fatto investimenti ed abbiamo 10 dipendenti,quindi lei capisce che non è uno scherzo. La musica è un intrattenimento e noi vendiamo intrattenimento ,se la gente se ne va prima ,noi perdiamo lavoro e quello che succede lo capisce da solo. comunque io l’aspetto,
Simone Manetti
La nostra città non è bella perchè quattro stereo mandano musica a tutto volume. Vorrei sapere cosa direbbe lei se abitase sopra questi locali. E le famiglie fche hanno bambini piccoli. Il probvlema della nostra società è che delle piccole minoranze arroganti vogliono far credere di rappresentare l’opinione pubblica. Mezzanotte è un’ora piu’ che dignitosa per andare a nanna. A meno che il figlio o la figlia di papà non abbia bisogno di guadagnarsi il panme. Granrdi che anche io suono dal 1967, complessi, spettacoli ecc, ma un contro è uno spazio apposito, un contro localini che sono le case delle persone. Io mi metto dalla parte di chi lavora. Pensi chi fa i turni in ospedale e la mattina si deve svegliare alle 5, ai vigili del fuoco, a chi lavora in fabbrica.
Quello che mi dispiace è che si pensa che per eliminare i rumori basta spegnere la musica. Le posso dire che per risolvere il problema,bisogna eliminare le persone, e poi la piccola minoranza non è chi ha scelto di divertirsi,ma quella dei cittadini potenti,che con conoscenze hanno fatto un ordinanza. A me sembra che il sindaco ha deciso senza sentire nessuno. Questo è come se chi vive vicino alla stazione fermasse i treni per dormire. Anche se i cittadini più vecchi non usano fare l’aperitivo e stare in un locale,le posso assicurare che è un lavoro duro. I proprietari non conosco feste,non conoscono vacanze e stanno chiusi nei locali anche 18 ore al giorno.
Quello che le vorrei far capire,è che ad alcune persone serve anche rimanere in città e andare nei locali,perchè è anche un diritto rimanere nella propria città e divertirsi ,almeno il fine settimana.Finisco dicendo che con la musica o senza l’ignoranza della gente non cambia,e chi urla,tira bottiglie o peggio danneggia le cose , continuerà a farlo ,perchè C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza. (SOCRATE)
“Che sempre l’ignoranza fa paura e il silenzio è uguale a morte…” Non ci facciamo censurare.
Tralasciando la sciatteria dell’articolo (continue ripetizioni, utilizzo “creativo” della punteggiatura, lungaggini varie e totale ignoranza dello schema di un articolo: lancio-notizia-commenti) è nella sostanza che tutto ciò dimostra la totale ignoranza del “giornalista” (le virgolette d’obbligo) circa l’argomento trattato:
1- Almeno 4 riferimenti alla “pessima musica”, come se fosse un crimine contro l’arte, per di più riferimenti a danze sfrenate (come se qualcuno dei locali del centro possedesse licenza di locale da ballo)
2 – Nessun riferimento al nocciolo della questione, quello economico: anche il più distratto cittadino sa che dietro questa questione c’è da un lato un’esigua fetta di proprietari preoccupata per il deprezzameno degli immobili, dall’altra numerose imprese che danno lavoro a parecchia gente e muovono una discreta fetta dell’asfittico panorama economico cittadino.
3 – Nessun riferimento alle costose licenze per l’occupazione del suolo già pagate dai gestori dei locali che, con questa nuova ordinanza, vedono drammaticamente ridotto il loro orario d’esercizio.
4- Troppo facile populismo: figli di papà, tossici (siamo tornati ai tempi di Radio Evelyn?), operatori ASM (che però nelle loro lamentele dimenticano di denunciare il pietoso stato di pulizia delle zone dietro via tre colonne dove, guarda caso non c’è alcun locale ma molti piccioni) gente che lavora in fabbrica (le consiglio di parlare con qualcuno come il sottoscritto che lavora in TKSAST, potrebbe scoprire che la realtà è ben diversa dal quadretto anni ’60 che Lei propone) e sorvolo anche la sua personale tirata sugli “spazi appositi per la musica”: Se davvero è un musicista, come asserisce più volte, allora dovrebbe ben sapere che questi mancano totalmente nel territorio cittadino.
Chiudo con un consiglio in buona fede: se tiene al Suo nome (visto che ha pubblicato il curriculum completo) le consiglio vivamente di apportare qualche correzione all’articolo: così corre il rischio di apparire come persona rozza, ignorante e molto faziosa.
Arrivederci
Mario
Arrivederci
io dico solo questo:
Se la mattina hai da lavorare alle 24:00 vai a letto segue che non solo la musica , ma i locali DEVONO essere obbligati a chiudere alle 24:00 (per lo meno durante la settimana) e questo affinchè si tuteli la gente degna di LODE che la mattina va a fare qualcosa per il proprio futuro, per quello dei propri figli e per la città.
In poche parole a tutti quelli che di mercoledi sera vogliono festeggiare io dico:
annate a lavorà!!!
Marco cappelletti
Bravo!
Purtroppo (per me, per fortuna!) tutti giorni è il compleanno di qualcuno!
E se qualcuno di questi tempi, si può permettere di andare a fare qualcosa, qualsiasi cosa purchessia, per il proprio futuro per quello dei propri figli e per la città, ha ben motivo di festeggiare tutti i giorni che lo può ancora fare…
Anche di mercoledì!
Onestamente stavolta non si capisce cosa vuoi dire. Inoltre io credo che per dare un’ordine alle priorità, in primis occorre mettere le esigenze dei residenti, te le lidco perchè a me accade la stessa cosa con bande di bulli che frequentano un circolo sotto ai portici del Duomo. Fino alle 2: urla bestemmie, sguaiatezze ecc. Prima ci sono i diritti dei residenti: chi va a lavorare e in diversi fanno i turni nelle fabbriche e all’ospedale, ma poi anche chi si sveglia per andare a lavorare negli enti e negli uffici. Le coppie giovani con i figli che non si addormentano, gli anziani, sani e malati. Terni Magazine sta dalla parte di questi cittadini, poi nessuno dice che i locali del centro storico non debbano funzionare, ma nel rispetto recipropoco. I locali si attrezzassero diversamente, ristrutturando, ma il Cavern ad Amburgo stava sulla strada? Non vi ricordate del Shoo, del Santa Tecla, poio Flashman a Terni? Si puo’ ricavare un locale dove fare musica, con lo stop agli alcolici ad un’ora decente. Per divertirsi c’e’ bisogno anche di creatività. O no?
Esatto, ma a mezzanotte se ne va a dormire perchè magari sopra ci abita qualcuno che la mattina deve andare a lavorare e non può cadere in errore a causa del poco riposo dovuto ad un compleanno.
Terni i poco tempo si riempirà de gente che guadagna 800 euro al mese ed è contenta di poter festeggiar il proprio compleanno a via FRATINI.
Comincio a pensare che il problema sia realmente distante dagli argomenti in campo.
Da una parte è sacrosanto che chi lavora abbia il suo giusto riposo. Il sottoscritto lavora (con un contratto a tempo determinato, ma pur sempre un contratto di lavoro). Giusto ieri sera ho finito per spegnere la radio sul comodino perché dal Globus Tenda (a circa un chilometro dalla mia finestra) giungeva (come al solito) la musica che, evidentemente, era emessa con una pressione sonora ben più alta dei 120 dB.
Poiché faccio anche il musicista ho una certa contezza dell’argomento. Veramente dovrei fare “soprattutto” il musicista, cosa che fino a qualche anno fa, pur con qualche sacrificio, mi era riuscita.
Purtroppo un coacervo di congiunture mi hanno imposto di tornare sui miei passi e tornare a fare il tecnico dell’industria.
In fondo non me ne lamento: ho una certa esperienza e un certo rispetto dai colleghi, riesco a trovare anche una qualche soddisfazione nel mio lavoro e sullo stipendio non è che, di questi tempi, come si dice, “ci sputo sopra”.
Dico questo perché dai toni, dai contenuti e dai propositi di questo (ma anche di altri di questa tesata) mi pare di riconoscere una delle “congiunture” che hanno ridimensionato drasticamente le mie aspettative professionali ed esistenziali.
Ormai ho un’età che mi consente di elaborare le frustrazioni con un certo, diciamo, stile. Non è che sto qui ad arrovellarmi, ma, sempre per l’età che ho conseguito posso ricordare com’era Terni una trentina e passa d’anni fa.
Volete sapere come me la ricordo io? Un mortorio!
Pochi cinema, locali pochi o niente. Per un po’ di musica dal vivo si aspettava la Festa dell’Unità.
Scuole di musica? ZERO
Studi di registrazione? ZERO
Gruppi musicali? A parte il liscio… ZERO
Per avere un disco fuori dal normale smercio ci dovevamo rivolgere a cugini e fratelli maggiori che facevano l’università a Roma o a Bologna. Così dicasi dei libri.
Capisco che mi sto dilungando e che questo modo di argomentare è tutt’altro che funzionale al mezzo che stiamo usando, ma la realtà non è semplice. Non si può rispondere ad uno slogan con un altro slogan. Io sono per il ragionamento e per trovare una soluzione che non sia la semplice mediazione di punti di vista unilaterali e, di conseguenza, semplicistici.
Vorrei una soluzione intelligente ad un problema complesso, che va riconosciuto come tale.
Ma non è conseguibile con chi si chiude nel luogo comune e nella rivendicazione della “normalità”.
Se c’è speranza di una evoluzione essa risiede nella “mutazione” nel “cambiamento”. L’unica prospettiva della “normalità”, dell’”uniformità” è l’estinzione.
Franco Bordoni
appunto tu hai un lavoro a tempo determinato che magari non ti richiede nemmeno troppa attenzione.
Rispetta chi ce l’ha a tempo indeterminato e gli richiede impegno mentale e la sera arriva a casa sfinito. Chi se ne frega delle scuole di musica e studi di registrazione che non creano occupazione e sviluppo e sono alimentati da quelli che fanno scienza delle merendine a maratta!
Faccio il progettista congegnatore meccanico, specializzato in CAD 3D.
Risparmio a tutti il tedio di un altro curriculum vitae che abbraccia più di trent’anni di vita lavorativa.
Quanto al resto, vorrei invitarLa, caro Marco, a dare un’occhiata ai volumi e ai fatturati dei prodotti discografici, musicali e culturali in genere. Almeno nei luoghi in cui si tiene conto di certi settori.
Uno studio di registrazione in termini di investimento, fatturato e offerta occupazionale è esattamente paragonabile all’impresa media del comprensorio ternano, con una capacità di sviluppo, in termini di mercato, addirittura superiore.
Certo, se uno non ha mai alzato lo sguardo oltre la “Conca”, certe cose non le può sapere…
["...egli è un uomo malvagio, poiché non ama la Musica." (Socrate)]
Franco, tu sai quanto io ami la musica, ho iniziato a suonare a 14 anni. Ma qui il problema è un altro: assicurare a lavoratori, coppie con bimbi piccoli, anziani sani e malati, il giusto diritto alla quiete e al riposo, almeno dopo mezzanotte. Tutto qui.
Caro Giancarlo,
certo che lo so!
E’ per questo che mi permetto di commentare (non criticare) quanto riporti nell’articolo e nelle repliche ad esso sottostanti.
Cerco solo di estendere, ove possibile, l’”angolo di visuale” oltre una categoria specifica (o un ristretto gruppo di categorie specifiche) di “aventi diritto”.
Vorrei solo sottolineare che, avendo vissuto il problema da “dietro le quinte”, ovvero da musicista professionista, che anche questo è un lavoro “onesto”, che ha la sua dose di fatica e di sacrificio, che costa ore e ore di studio e di applicazione, consistenti costi fissi, che è tassato come ogni altra attività e che ha una sua dignità come ogni altro lavoro e professione.
Aggiungo che, come musicista, sono stato stanco, ammalato, infortunato e bisognoso di cure e riposo.
Certo, ci sono meno musicisti che metalmeccanici, o insegnanti o… che ne so… dentisti, ma vorrei sottolineare un principio fondamentale, che la democrazia non si valuta da quanto bene rappresenta le maggioranze (per quello basta e avanza una qualsiasi dittatura) ma da come si rapporta con le minoranze.
P.S.: La continua diffusione di questo tipo di ordinanze e regolamenti, locali e nazionali, ha fatto sì che da alcuni anni a questa parte c’è stata una tale contrazione di mercato nel settore dei musicisti indipendenti, da avermi costretto a tornare a fare il mio vecchio lavoro nell’industria, nonostante possa dimostrare un progressivo miglioramento professionale come musicista. Pazienza. Ma, Vi prego, infierire mi sembra di cattivo gusto!
e a che ora entri la mattina tanto da poterti permettere di fare le 3 di notte di Mercoledi???
Io nn dico che nn si debba fare musica, ma annatela a fa al Pan Pot…. no per le strade del centro dove ci abita gente che non gliene frega assolutamente nulla!!!!!!!!
Intendiamoci.
Non credo che la strada (a meno di manifestazioni opportunamente organizzate, regolarmente autorizzate e saggiamente temporizzate) sia il “luogo deputato” alla musica.
Parlo di locali attrezzati ed opportunamente “omologati”, in sicurezza con gli impianti e le strutture.
Per fare questo occorre una normativa univoca, esplicita ed inequivoca, soprattutto estesa con l’ausilio di qualcuno al dentro del problema, cioè opposta a quella vigente attualmente che, nella sua incoerenza e contraddittorietà, si presta all’interpretazione, e quindi all’arbitrio, del personale ispettivo.