Terni/ Gino Venturi (Terni Oltre): “I tagli ai servizi necessari per mantenere le lobby, i privilegi, e la burocrazia

31 agosto 2010
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I tagli ai servizi necessari per mantenere le lobby, i privilegi e la burocrazia”, è quanto dichiara il consigliere comunale di opposizione Leo Venturi (Terni Oltre), parole che infuocano ulteriormente le polemiche sulla contrazione dei servizi socio-sanitari decisa da Asl e Comune. “La protesta diffusa delle associazioni e delle cooperative sociali — continua Venturi — certifica il livello di criticità che il sistema sanitario ha raggiunto. I tagli del Governo non possono giustificare scelte frutto di una politica inadeguata che ha portato e porta il servizio sanitario ad autoalimentare inefficienze, sperperi, lobby e privilegi che per essere mantenuti richiedono sempre più risorse che vengono, con preoccupante superficialità, tolte ai servizi rivolte alle persone. Protestare non produrrà nessun risultato se non si costringono Regione, Comune e Asl a modificare una politica sanitaria che si concentra esclusivamente sui tagli indiscriminati dei servizi con conseguenze, anche sul versante occupazionale, drammatiche per moltissimi operatori. Per evitare questa ‘catastrofe sociale’ occorre fare ben altro: ridurre il numero di dirigenti a favore di operatori sanitari, premiare il merito, combattere il clientelismo che produce inefficienze e danni finanziari. Non è più rinviabile la razionalizzazione e unificazione di alcuni servizi e attività fra Asl e Azienda Ospedaliera, superando doppioni utili solo alla proliferazione delle poltrone, delle carriere e ad alimentare la politica del consenso elettorale. Alcune attività amministrative e di staff (legale, personale, attività tecniche, formazione, comunicazione, sistemi informativi, gestione dei farmaci ) vanno poste al servizio di entrambe le Aziende, come vanno recuperate le risorse umane improduttive, magari specializzate e imboscate negli uffici della burocrazia, restituendole alle attività a contatto dei cittadini, evitando così di ricorrere a nuove assunzioni che aumentano i costi di gestione a discapito dei servizi”.“La riduzione del numero delle Asl — aggiunge ancora Venturi — è l’altro tema che va affrontato. Le attuali quattro sono sproporzionate per le dimensioni di una regione come l’Umbria che può attestarsi su due Asl anche ridefinendo i territori di competenza. che può significare, ad esempio, l’inserimento di Spoleto e l’intera Valnerina all’interno dell’Asl ternana. Da ultimo la politica degli investimenti, che deve concentrarsi non nella costruzione di nuove cattedrali utili per nuove carriere, per nuovi primari, per aumentare la burocrazia e i costi di gestione ma puntare a dotare il territorio di servizi diffusi, a contatto con i bisogni dei cittadini e utili a promuovere la cultura della prevenzione e della salute. Fare un nuovo ospedale fra Narni e Amelia significa compiere scelte opposte a quelle di cui la comunità ha bisogno, com’è un grave errore investire enormi risorse sulle strutture obsolete e non convertibili all’efficienza e alla qualità, come nel caso dell’ospedale Santa Maria”. “Si contrastino le politiche del Governo— conclude — ma localmente si compiano scelte che consentano di recuperare strutturalmente risorse da investire sui bisogni delle persone”. (Fonte La Nazione)

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