Terni, la conca dei veleni/ ALLARME INQUINAMENTO ACQUA ALLA POLYMER E CAMPOMAGGIORE: ORDINANZA DEL SINDACO. ARRIVANO LE AUTOBOTTI

1 settembre 2010
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Vietato l’uso per il consumo umano dell’acqua proveniente dal pozzo 01 dell’acquedotto privato al servizio di villaggio Polymer e Campomaggio. Coinvolte 153 famiglie.
Lo ha deciso il sindaco di Terni con un’ordinanza urgente in seguito alla segnalazione da parte dell’Asl della presenza di tetracloroetilene nelle acque del pozzo, che si trova all’interno del polo chimico ternano. Subito attivata la distribuzione di acqua potabile con autobotti alla popolazione di Villaggio Polymer, a Campomaggio e Case sparse di Santa Filomena. Dito puntato sulle solite fabbriche chimiche della zona: Edison, Treofan, Ecco per esteso il testo dell’ordinanza del sindaco Leopoldo di Girolamo:, mentre i campioni di acqua arriveranno in mattinata ai laboratori dell’Arpa di Perugia e saranno esaminati:

Il Sindaco Leopoldo Di Girolamo ha emesso oggi una ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica per vietare l’utilizzo per il consumo umano dell’acqua  proveniente dal pozzo 01 dell’acquedotto privato al servizio di villaggio Polymer e Campomaggio. Nello specifico il divieto riguarda  sia gli usi potabili che per la preparazione degli alimenti. Il divieto è scattato in seguito alla segnalazione da parte del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl 4 del superamento del parametro relativo al  tetracloroetilene  nelle acque del pozzo, che si trova all’interno  del polo chimico ternano. In collaborazione con il SII e l’ATI4 è stato immediatamente  istituito un servizio  di approvvigionamento idrico alternativo attraverso l’utilizzo di autobotti  a Villaggio Polymer, a Campomaggio e Case sparse di Santa Filomena, mentre da domani saranno predisposti anche dei serbatoi a servizio dei quartieri interessati. Anche i vigili del fuoco sono stati allertati per un loro possibile supporto per l’approvvigionamento alternativo. Il servizio comunale di Protezione Civile si è a sua volta attivato prontamente, anche attraverso l’utilizzo di altoparlanti mobili,  per informare la popolazione sul divieto di consumo. La segnalazione da parte della ASL4 è stata inviata, oltre che al Sindaco, al Prefetto di Terni,  al SII, all’ATI4, e alle aziende chimiche Edison, Treofan, Basell e Meraklon.  Già oggi – informa l’ASL4 - personale del servizio  igiene alimentare e nutrizione ha provveduto ad effettuare campioni di controllo per la ricerca di “tetracloroetilene”, i cui esiti  saranno comunicati appena resi disponibili dall’Arpa. La vicenda è stata seguita e la situazione viene monitorata costantemente in stretto contatto tra il Sindaco e gli enti interessati ed il Prefetto dottor Augusto Salustri.E’ possibile che non vi sia alcun nesso ma nei giorni scorsi, L’ARPA aveva denunciato il presidente della Lyondell Basell Italia, (Foto Talamonti), in qualità di rappresentante legale della società per la violazione della normativa “Seveso” e il reato di getto pericoloso di cose, una decisione maturata in seguito ai fatti di una settimana fa, quando una fuga di gas ha invaso la città. Era il 10 e 11 agosto, quando i cittadini ternani terrorizzati avevano letteralmente tempestato di telefonate il centralino dei vigili del fuoco per chiedere da dove provenisse quel forte odore di gas e se corressero qualche pericolo. Per l’azienda vengono ipotizzati due reati pesanti: la mancata attivazione del piano di emergenza esterno e il getto di sostanze pericolose. Per la prima denuncia quella relativa alla violazione della direttiva Seveso, la Basell, stando agli accertamenti svolti dall’Arpa, dopo il guasto all’impianto odorizzante, non avrebbe attivato il piano di emergenza esterno previsto dalla normativa entrata in vigore dopo l’incidente di Seveso. La presente direttiva, conosciuta come «Seveso II», in vigore dal 3 febbraio 1999, ha sostituito la direttiva 82/501/CEE «Seveso I» dal nome della città italiana investita dalla nube di diossina prodottasi a seguito di un incidente nel 1976. Sono stati apportati cambiamenti importanti e sono stati introdotti nuovi concetti. La direttiva si incentra sulla protezione dell’ambiente introducendo per la prima volta nel campo di applicazione le sostanze ritenute pericolose per l’ambiente. Sono stati inclusi nuovi requisiti riguardanti in particolare i sistemi di gestione della sicurezza, i piani di emergenza, l’assetto del territorio o il rafforzamento delle disposizioni relative alle ispezioni o all’informazione del pubblico. Gli Stati membri provvedono affinché il gestore: adotti tutte le misure necessarie per prevenire incidenti rilevanti e ne limiti le conseguenze per le persone e l’ambiente, sia tenuto a dimostrare in qualsiasi momento all’autorità competente di aver preso tutte le misure necessarie. L’onere della prova del secondo obbligo spetta al gestore. Tornando al 10 e 11 agosto quando i tantissimi cittadini ternani hanno sentito la forte puzza di gas, allertati i vigili del fuoco e il personale dell’Arpa avevano svolto dei controlli per risalire alla provenienza dell’odore di metano che tanto aveva allarmato, ma senza riscontri. Il giorno dopo, l’11 agosto, ripresentatosi il nauseabondo odore, l’Arpa, dopo aver ipotizzato una serie di fonti, aveva svolto un controllo alla Lyondell Basell di Terni, in via Narni, dove una squadra di emergenza era già al lavoro nell’impianto odorizzante. Si era, dunque, giunti a capire la causa di quella puzza di gas. L’altra comunicazione di reato depositata in Procura è quella relativa al getto di odori molesti. Subito dopo l’allarme per il gas che ha invaso la città, la vicenda è stata presa in mano dal Prefetto di Terni, Augusto Salustri, che ha convocato gli enti competenti chiedendo accertamenti approfonditi. Martedì scorso alle nove di mattina il blitz alla Basell di Arpa, polizia provinciale, Asl, protezione civile. Sono stati svolti controlli a tappeto che si sono conclusi con le due denunce presentate in Procura. Accertamenti hanno riguardato, anche, la messa in sicurezza dell’impianto. L’Arpa, dopo la clamorosa denuncia dei giorni scorsi ai dirigenti della Basell per l’emissioni di gas che hanno invaso la concaternana, seconco l’accusa, in non ottemperanza delle norme “Seveso”, è tornata al’attacco denunciando il Consorzio Polymer che gestisce il depuratore per il trattamento dei reflui di quattro stabilimenti chimici: Basell, Meraklon, Treofan e Novamonte . Il reati ipotizzato è quello di “getto pericoloso di cose”. L’esposto saràvalutato dalla magistratura ed è stato sottoposto anche all’attenzione del sindaco Leopoldo Di Girolamo. Gli operatori dell’Arpa hanno scoperto che i reflui delle aziende chimiche citate affluiscono in una vasca, e da lì si leva un’aria irrespisarabile per tutto il quartiere ed oltre, al sindaco è stato chiesto di rimuovere liquidi.                                                                 G.Pa

                                                                                                                                       

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