L’Arpa vuole individuare la fonte dell’inquinamento dell’acqua nei quartieri Polymer, Campomaggio, Strada Santa Filomena. Sarà setacciata tutta la zona. “Occorre procedere ad un monitoraggio complessivo della stato delle falde acquifere in tutto il territorio della
conca ternana”. Lo afferma il consigliere regionale Alfredo De Sio a seguito della vicenda che in questi giorni sta interessando alcune zone del
villaggio Polymer, dove si è verificato un inquinamento dei pozzi con
sostanze chimiche. “La vicenda specifica – sottolinea l’esponente del Pdl – è preoccupante soprattutto sotto il versante delle sostanze incriminate e sotto il profilo dei controlli che appaiono del tutto inadeguati a prevenire situazioni di tal
genere. Mi auguro che Arpa e Asl svolgano tempestivamente il loro compito di
monitoraggio e di immediato intervento per riportare la situazione alla
normalità. Tuttavia – prosegue De Sio – questo episodio, come altri simili
accaduti negli ultimi tempi, impone la necessità di avviare, da parte del
sistema delle istituzioni, un monitoraggio scientifico
particolarmente approfondito sullo stato delle falde nella conca ternana. La
storia industriale di questo territorio – ricorda – è purtroppo anche
storia di stress ambientali che nel corso degli anni si sono accumulati e se
i controlli oggi sono sicuramente superiori a quelli in essere 20, 30 o 40
anni fa, quelle sedimentazioni storiche rischiano di aver prodotto o di
produrre effetti nel tempo che vanno fronteggiati con coraggio e senza
indulgenza, ricorrendo a quell’attività di bonifica dei siti industriali
ampiamente diffusa e finanziata anche a livello europeo”.
De Sio conclude evidenziando che Terni “si è incamminata lungo quella
parabola rappresentata da industrializzazione, deindustrializzazione e
prospettive della green economy. Occorre porre attenzione strategica alle
questioni della tutela e del recupero dei siti inquinati ed in questo
contesto, l’acqua , la sua qualità, il suo consumo ed utilizzo, sono un
aspetto fondamentale che va affrontato specificatamente con azioni
immediate”. “Purtroppo”, Scrive Enrico Melasecche, capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale a Terni”, “ i problemi mai affrontati mettono oggi in difficoltà molte famiglie ma la situazione è ben peggiore di quello che appare. Molti di noi ricordano l’emergenza idrica che dovette affrontare l’intera città circa negli anni ’90 quando le falde della Conca risultarono inquinate da idrocarburi. Anche allora cisterne, disagi ma soprattutto una constatazione: mai erano stati fatti controlli adeguati per cui per decenni vari operatori avevano gettato al suolo di tutto, olio esausto ed altro e soprattutto molte grandi industrie della chimica avevano usato come discarica aree pregiatissime come quella che del Ponte Maratta Sabbioni, tant’è che durante i lavori di realizzazione dei piloni emersero tonnellate di residui di vecchissime lavorazioni. All’epoca il problema dell’acqua potabile si risolse con l’abbandono di tutti i pozzi della Conca e con la trivellazione di nuovi anche a Fontana di Polo. Mai però in questi anni, nonostante gli appelli che abbiamo fatto ripetutamente, chi di dovere si è mai interessato di effettuare delle verifiche sulla situazione del sottosuolo della vallata in cui viviamo. Oggi il problema si ripropone, e l’amara scoperta della presenza del tetracloroetilene, cancerogeno anch’esso come moltissime altre sostanze abbandonate con leggerezza ed irresponsabilità, pone quesiti molto seri. Occorre provvedere con immediatezza all’allaccio del Villaggio Polymer e di Campomaggiore all’acquedotto cittadino ma c’è da chiedersi come questo accorgimento non sia stato attuato in precedenza accertata la presenza ormai in larga parte delle falde della Conca di residui industriali pericolosi. Da quanto tempo quelle famiglie usano acqua ai limiti della norma? Ma occorre fare ben altro: individuare le responsabilità perchè questa logica fatalistica che permea da troppo tempo la cultura politica cittadina, cioè la logica del giustificare tutto e tutti, del lasciar correre, del coprire i disonesti, favorisce i furbi e danneggia tutta la città, a cominciare dagli artigiani e dagli altri operatori che smaltiscono correttamente, con costi elevati, i residui delle lavorazioni. Occorre inoltre fare una mappatura definitiva di una situazione che rischia di anno in anno di diventare sempre più irrecuperabile”.


