GIALLO NEL MONASTERO A GUBBIO: LA CURIA SMENTISCE LA PRESENZA DI GIOIELLI PER UN VALORE DI 1 MILIONI DI EURO

1 agosto 2009
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Mario Ceccobelli 20041 250x146 GIALLO NEL MONASTERO A GUBBIO: LA CURIA SMENTISCE LA PRESENZA DI GIOIELLI PER UN VALORE DI 1 MILIONI DI EURO

Il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli, dovrebbe incontrare  le suore di clausura del monastero del Buon Gesu’ e di Nostra Signora di Guadalupe delle cappuccine sacramentarie in questi giorni al centro della attenzione di quotidiani locali e nazionali per un presunto furto di gioielli di ingente valore ai danni di una novizia costretta a lasciare il convento. Del ”caso”, che dura da piu’ di un anno con l’allontanamento di due novizie e la partenza volontaria della loro insegnante, si occupa ora la procura della repubblica presso il tribunale di Perugia alla quale sono state presentate due querele riguardanti anche la scomparsa di gioielli del valore di oltre un milione di euro che una delle novizie allontanate avrebbe affidato alla superiora del convento al momento del suo ingresso nella struttura religiosa. I due fascicoli relativi alle due querele sono stati affidati ”per connessione” allo stesso pm, Dario Razzi, attualmente in ferie. La vicenda e’ tornata di attualita’  in seguito alla presentazione delle querele da parte delle novizie allontanate, assistite dall’ avvocato Carlo Taormina. Una di loro sostiene di avere consegnato al momento del suo ingresso nel monastero di Gubbio gioielli ricevuti in eredita’, tra cui crocifissi con rubini e brillanti, medaglie religiose tempestate di pietre preziose ed altri oggetti per un valore di oltre un milione di euro. Gioielli – si sostiene nella querela – che sarebbero scomparsi. ” Nessun furto – si afferma nella nota diffusa dalla Curia vescovile – è stato commesso all’interno del monastero e, tantomeno, di gioielli di valore così notevole come rappresentato dalle denuncianti. Le due novizie si sono inventate cose che assolutamente non corrispondono alla realtà. Gioielli all’interno del monastero, per quanto risulta, non sono stati portati e non sono stati visti da alcuno. Dall’esatta e veritiera ricostruzione della vicenda, emerge, al contrario, che vittime di plurimi reati, sono state in realtà le stesse suore clarisse cappuccine, le quali , confidano nella magistratura e nell’accertmento pieno della verità

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