L’assessore comunale alle politiche sociali, Stefano Bucari, e il direttore generale della Asl 4 Terni, Vincenzo Panella, nella conferenza stampa tenutasi questa mattina a palazzo Spada hanno fatto il punto sul tema della rimodulazione dei servizi socio-assistenziali, terminata la prima fase di partecipazione che ha impegnato l’amministrazione comunale di Terni e l’azienda sanitaria in un ampio e approfondito confronto con le associazioni dei disabili e con i sindacati confederali, di categoria e dei pensionati, in vista dei prossimi appuntamenti partecipativi previsti dal piano regolatore sociale del Comune e dal piano attuativo locale dell’Asl. I tagli in corso prevedrebbero, in cinque mesi, un risparmio di circa 1 milione di euro, con quarantamila ore in meno a danno delle cooperative. Il direttore dell’Asl 4, V. Panella, è andato subito al nocciolo del problema, “l’Asl 4, secondo i dati 2009, ha speso per servizi socio-sanitari verso anziani, disabili, tossicodipendenti, 126 euro pro capite che si distribuiscono diversamente nei tre distretti: 82 euro in quello di Narni-Amelia, 100 euro ad Orvieto e 153 nel distretto di Terni. Mentre i primi due distretti sono in linea con la media regionale, in quello di Terni c’è una differenza consistente, si è detto dovuta ad un alto indice d’invecchiamento, cosa non riscontrata poiché è ad Orvieto che si registra ciò. A Terni per la spesa socio-sanitaria c’è qualcosa che non va. Il fatturato delle associazioni temporanee d’imprese cooperative in 10 anni è raddoppiato. Invece l’asl 4 ha visto un aumento del fondo del 0,54%, meno dell’inflazione, a fronte di un 3-4% degli ultimi anni e le previsioni per il 2011 non sono rosee. Il futuro è il Piano Attuativo locale dell’Asl 4.” Intervenendo sulla polemica della modalità con cui le famiglie e gli assistiti sono stati informati dei tagli ore e servizi socio-sanitari, per telefono o fax, chiede scusa e che vengano tempestivamente segnalati questi comportamenti che contravvengono a orientamenti chiari della direzione. Tornando ai dati dice Panella “il costo orario di un operatore tecnico è di 18,65 euro l’ora più Iva al 4%, moltiplicato per 36 ore settimanali fa un costo mensile lordo di 2700 euro, cifra diversa da ciò che realmente percepisce un operatore sociale. Non siamo certi, anche dopo l’analisi fatta in questi mesi, che tutto ciò che eroghiamo sia appropriato ed efficiente. Ad esempio a Terni manca l’anello intermedio delle cure tra il domiciliare e le residenze protette, quindi a seconda dei casi si va a gonfiare l’uno o l’altro. C’è anche difficoltà ad entrare nella catena delle cure socio-sanitarie. Centri diurni, strutture semi-residenziali mancano e sarebbero fonte di nuovi posti di lavoro”. L’Asl 4 rivolgendosi ai lavoratori, si dice pronta a tutelarli, in quanto committente, solo per il 2009 ci ha messo 20 milioni di euro, e si impegna a costruire una prospettiva futura. Asl 4 e comune sono pronti a ragionare se c’è la volontà, non appena sarà rimossa la minaccia di sciopero avanzata Non si vuole che a pagare siano gli utenti, i familiari e i lavoratori. Panella dice “non dispero che si possa trovare la quadratura del cerchio”. L’assessore Bucari, condividendo il piano d’intenti dell’Asl 4, tende a sottolineare la volontà di aprire tavoli di confronto ufficiali, a quanti vorranno esprimere la propria opinione, “ finora in questa materia c’è stato un non governo, a gennaio- febbraio c’erano ritardi di pagamento alle cooperative sociali fino a 2 anni e mezzo, questa amministrazione davanti al prefetto si è impegnata a pagare il 50% nel 2010 e il restante 50% nel 2011. Anzi abbiamo fatto meglio pagando 4 milioni e 600mila fino ad agosto e 3 milioni li pagheremo entro fine 2010. Ci sono voluti 10 mesi per fare la mappatura dei servizi e degli utenti. Poi ad aprile c’è stata la giusta trattativa con le cooperative sociali che richiedevano l’adeguamento economico dal 2009. Data la criticità dei dati e quella economica, assistito per assistito, si è delineato un percorso volto a garantire assistiti e lavoratori per una politica futura di servizi e sicurezza del lavoro. L’amministrazione comunale intende riprendere in mano il ruolo di riprogrammazione che le è propria, concorda con Lucia Rossi, è propositivo con Uil e FISH. L’appuntamento è per il 16 settembre quando è convocato un tavolo con tutte le forze vive per un Piano Regolatore Sociale per costruire insieme un nuovo modello di welfare”. Nel frattempo si sta approntando un nuovo bando per la gestione dei servizi.
Sabrina Viali


