18 milioni di euro di multe, non più incassabili dal Comune di Terni per via della sanatoria nazionale ,un buco milionario nel bilancio di Palazzo Spada, derivato oltre che dalla nuova sanatoria, anche “dal mancato recupero dell’evasione sull’Ici, dal mancato introito Bucalossi e da una mancata vendita degli immobili”. Ad denunciarlo è il consigliere UDC Enrico Melasecche. Una pesantissima crisi di liquidità per cui Enrico Melasecche e Cistiano Crisostomi hanno presentato un atto di indirizzo, da mettere in discussione subito, prima delle vacanze, “ perché a settembre la situazione sarà ancor più grave”. Un’urgenza per cui Melasecche chiede chiarezza al sindaco Di Girolamo, “conti alla mano” e una tempestiva “variazione di bilancio aperta, da dibattere ampiamente prima in Commissione poi in Consiglio Comunale” prima di mettere in conto spese facendo affidamento su soldi che non ci sono. “non c’e’ un euro per piangere”, dice ancora Melasecche, Quando l’ex sindaco Paolo Raffaelli si accingeva a preparare il trabocchetto di un bilancio 2009, smaccatamente elettorale, elencammo punto per punto le ragioni del nostro dissenso. Oggi tutti quei nodi vengono al pettine e non basta rinviare i problemi per risolverli perché si stanno cronicizzando e l’errore più grave sarebbe quello di rinviare le soluzioni di mese in mese sperando che accadano miracoli. Abbiamo presentato un atto di indirizzo dettagliatissimo che chiediamo venga posto in discussione.
A Di Girolamo non rimane altro che un bagno di umiltà, di quelli di cui il suo predecessore non era capace: ammettere, conti alla mano, la verità;
proporre una variazione di bilancio aperta, da dibattere ampiamente prima in Commissione poi in Consiglio Comunale bloccando sprechi ed elargizioni prima che i dirigenti effettuino pagamenti a pioggia sulla base del PEG tarato sul Bilancio preventivo 2009 approvato ciecamente dal precedente consiglio ma del tutto irrealistico;
provvedere in emergenza al pagamento dei fornitori in base alla data delle fatture, dal 2007 in poi, e non, come al solito, prima agli amici e poi agli altri”. A questo punto la giunta comunale di Terni potrebbe tentare la fortuna e fare come i colleghi di altri comuni: giocare al superenalotto . A Ficarra, nel messinese, gli assessori hanno messo ciascuno una quota. Poi si sono affidati alla patrona, la Madonna dell’Assunta. Un’eventuale vittoria andrebbe metà al bilancio del Comune, metà sarebbe distribuita ai residenti. A Varallo Sesia, in Piemonte, la giunta gioca il Superenalotto sperando di vincere per abolire le tasse e estinguere i mutui. Mentre ad Anguillara (Roma) una vincita verrebbe impiegata per risanare i conti del Comune.

