Presa di distanza da Sinistra e libertà e necessità di tornare a navigare in mare aperto. L’esecutivo regionale dei Verdi riunitosi nei giorni scorsi per un’approfondita discussione sugli esiti e le prospettive del dopo voto ha espresso una forte critica verso le preoccupanti carenze ideali, politiche e organizzative mostrate da Sinistra e libertà che in Umbria non è riuscita a dare seguito al progetto ambizioso e credibile intrapreso a livello nazionale.
Di seguito la nota approvata unanimemente dall’Esecutivo regionale.
“Oggi più che mai occorre che i Verdi tornino a navigare in mare aperto, recuperando la trasversalità che in questi anni ha consentito di dare voce al nuovo che in Umbria c’è, sempre usando gli strumenti della coerenza, del distacco dal potere fine a se stesso e dell’azione politica ferma e rigorosamente autonoma, pur con una netta e imprescindibile appartenenza alla coalizione di centrosinistra. L’impegno dei Verdi dell’Umbria è pertanto quello di continuare ad essere punto di riferimento per tutte quelle realtà civiche ed associative che in questi anni hanno avuto modo di sperimentare la coerenza e la serietà del gruppo regionale guidato dal consigliere Oliviero Dottorini.
Sinistra e libertà nasce, almeno a livello nazionale, per dare vita al progetto di una sinistra ecologista, laica e moderna, per garantire rinnovamento nelle idee, nei metodi e nelle pratiche. In Umbria quel percorso si va sempre più identificando con la storia e con le azioni di un’unica forza, quella socialista, che poco hanno a che vedere con il patrimonio di idealità e battaglie civiche che hanno contraddistinto il percorso dei Verdi dell’Umbria in questi ultimi anni. Per questo sono da considerare preoccupanti le carenze ideali, politiche e organizzative mostrate da Sinistra e libertà che in Umbria non è riuscita a dare seguito al progetto ambizioso e credibile intrapreso a livello nazionale.
Come Verdi riteniamo prioritario l’obiettivo di rilanciare un progetto politico in grado di coniugare le esigenze economiche con la tutela dell’ambiente, il rilancio imprenditoriale con l’ecologia, l’etica con la politica. Un progetto che sappia parlare all’Umbria civica e che sappia uscire dalla logica degli apparati, tornando a navigare in mare aperto, cercando sintonie con quanto di nuovo si muove nella società regionale e recuperando la trasversalità che in questi anni ha consentito risultati politici, coerenza e serietà d’azione. Intanto a livello nazionale si arroventa la polemica dopo la bufera che si è abbattuta su Nicki Vendola, e la sanità regionale della Puglia, il quale viene accusato dal vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura di aver fatto un atto intimidatorio nei confronti di un pubblico ministero di Bari, in una lettera dei giorni scorsi.Mancino ha deciso di chiedere alla Prima Commissione del Csm di valutare l’apertura di una pratica a tutela del pm di Bari, Desiree Digeronimo, dopo la lettera del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al magistrato titolare di una delle inchieste della Procura di Bari sulla sanita’ regionale

