FAB FUOR, TRA STORIA E LEGGENDA
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Un’avventura iniziata durante una festa parrocchiale in un piccolo quartiere di Liverpool. Lì , in una giornata grigia di giugno, si incontrano per la prima volta John Lennon e Paul McCartney. Il primo, leader dei Querrymen , invita Paul a far parte della band. Dopo un paio di settimane inizieranno a scrivere canzoni e a esibirsi occasionalmente come duo. Per percepire l’impatto dei Fabulous Four sulla musica e sulla cultura occidentale basta citare una dichiarazione di Bob Dylan rilasciata nel lontano 1971: “Ricordo un viaggio nei primi anni ’60 lungo le autostrade del Midwest . La radio trasmetteva senza sosta i pezzi dei quattro inglesi . Usavano accordi stranissimi e soluzioni melodiche che nessuno aveva mai osato prima . In pratica stavano spiegando al mondo in quale direzione sarebbe andata la musica del futuro.” Aveva ragione il vecchio Bob. I Beatles sono stati rivoluzionari . Grazie a loro la pop (abbreviazione di popular) è diventata un fenomeno di massa che aggrega ancora oggi i giovani di tutto il pianeta . Proviamo a ripercorrere le tappe dei loro dieci anni di trionfi, quei dieci anni che portarono il carismatico John Lennon ad affermare: ” Adesso siamo più famosi di Gesu Cristo”.
1960. I Moondogs (ovvero The Nurk Twins più George Harrison ) inseriscono il bassista scozzese Stu Sutcliffe e si trasformano in The Silver Beatles . In agosto viane reclutato alla batteria Pete Best per una lunga serie di esibizioni nei locali di Amburgo.Spesso i quattro dividino il palco con Rory Storm & The Hurricanes, la band di Ringo Starr.
1961. Sutcliffe abbandona la band per dedicarsi alla pittura , mentre McCartney passa al basso. Incuriosito dalle richieste del pubblico , un commerciante di dischi , Brian Epstain , decide di assistere a un concerto del gruppo al Cavern di Liverpool .Poche ore dopo Epstein diventa il manager dei Beatles .
1962. Ai primi di gennaio George , Pete, John e Paul suonano 15 pezzi davanti Mark Smith, responsabile artistico della Decca che , dimostrando “grande fiuto” , non resta molto impressionato dalla band. Va meglio con George Martin della EMI. Non gradito da Epstein , Pete viene licenziato. Al suo posto subentra Ringo Starr, che però non prende parte alle registrazioni del primo storico singolo Love Me Do, dove la batteria è suonata da Andy White.
1963. A pochi mesi di distanza escono i primi due album: Please Please Me e With The Beatles. Schizzano al numero 1 in UK e ci stanno per 52 settimane consecutive . E’ l’inizio della beatlesmania.
1964. Meet The Beatles, versione americana di With The Beatles , diventa l’album più venduto di sempre negli States . Il primo film del gruppo , A Hard Day’s Night, e relativa colonna sonora mandano in estasi critica e pubblico.
1965. Esce Help! , il secondo film , accompagnato dall’omonima soundtrack. Accanto alle semplici melodie degli inizi compare lo straordinario pop per archi di Yesterday. Influenzato da Dylan e dai Byrds, i Beatles scoprono la psichedelia e le radici della black music. Ricevuti dalla Regina Elisabetta, i quattro escono dal palazzo reale con le insegne dell’Ordine dell’Impero Britannico.
1966. A pochi mesi di distanza escono tre capolavori insuperabili: Blonde On Blonde di Dylan , Aftermath dei Rolling Stones e Revolver dei Beatles. Il 29 agosto Paul e soci suoneranno al Candlestik Park do San Francisco. Sarà il loro ultimo live-show.
1967. Dopo 700 ore di studio di registrazione , compare nei negozi Sgt. Pepper , album ultra psichedelico ispirato al flower-power e alla cultura hippie. In agosto muore Epstein , stroncato da una overdose di tranquillanti.
1968. Guidati da George , i Beatles volano in India per studiare meditazione con il guru Maharishi Yogi. Poco dopo esce il White Album, disco memorabile in bilico tra R&R delle origini e la vena acida di Helter Skelter.
1969. Ai primi di gennaio arriva nei negozi la colonna sonora di Yellow Submarine, il film dove i quattro si trasformano in cartoni animati. Il 12 marzo Paul sposa Linda Eastman, mentre il 20 tocca a John e Yoko Ono. In estate esce Abbey Road, LP dedicato ai famosi studi di registrazione londinesi.
1970. L’8 maggio viene pubblicato Let it Be ( il cui titolo originale era Get Back), il disco che mette la parola fine all’avventura dei Beatles. Divergenze artistiche , problemi legali e le carriere soliste di Paul e John avevano minato per sempre la magica alchimia della band . Dieci anni dopo , a New York l’8 dicembre 1980, John Lennon muore sotto casa sua ucciso dalla pistola di un fanatico.
La band di Lennon-McCartney ha piazzato più di cento milioni di dischi negli Stati Uniti e ha collezionato 40 “numeri uno” ( 17 singoli, 9 EP e 14 album) in Inghilterra. C’è una cosa che solo i Beatles e forse pochi altri hanno avuto in testa : la semplicità della canzone come punto di arrivo e non di partenza . Hanno composto canzoni belle e stilisticamente perfette e ancora oggi sono i numeri uno perché i loro dischi hanno la capacità di soddisfare i gusti di generazioni diverse . Poiché sono stati grandi innovatori del pop hanno rappresentato molto e sono stati una grande fonte d’ispirazione. Nel rock di oggi si trovano quasi sempre tracce della musica suonata da loro trent’anni prima: un esempio lampante è Don’t Look Back In Anger degli Oasis. Questa è la storia di chi venendo da una estrazione sociale influenzata dalla “città industriale” e dalla “working class” inglese, e scrivendo canzoni su questa realtà , hanno conquistato il mondo, dando l’esempio a molti giovani musicisti. I Beatles sono stati i primi a creare sonorità “contaminate”, mescolando orchestra classica e musica elettronica. Hanno dato grande dignità al pop , un genere prima tanto bistrattato.
OLTRE LA MUSICA …OLTRE LA GENIALITA’ Parallelamente alla loro musica e all’importanza che questa ha nella storia,si sviluppò attorno ai Beatles un mondo,importante allo stesso modo e variopinto,a tratti fantastico e cupo,pieno di mille sfaccettature. Storia e leggenda,come solo nei miti si riesce a fare, si sprecavano e si intrecciavano in un gioco in cui non si capiva dove finisse una e cominciasse l’altra,si mescolavano fino a diventare una cosa sola…in una di queste si vociferava che Paul, nel punto di massimo successo del gruppo,morì e, per non turbare i fans e dare una sorta di continuità al loro progetto, venne sostituito da un sosia perfetto. La gente impazziva per queste cose,tutti iniziarono a cercare i particolari che confermassero o smentissero queste voci,così la leggenda si mescolò con la storia nella celebre copertina di Abbey Road,in cui Paul, nella famosa foto delle strisce,è l’unico ad essere a piedi nudi e dietro l’immagine di una macchina sulla cui targa si può leggere “28 IF” interpretata come: “se fosse vivo avrebbe 28 anni…” e ascoltando il disco al contrario si poteva sentire la voce straziata di John che diceva che “Paul era morto”. La gente impazziva veramente,o forse era già pazza,per questi favolosi quattro ragazzi di Liverpool. Molti anni dopo fu lo stesso McCartney a smentire divertito questa leggenda,con quella faccia sorridente appesantita un po’ dagli anni,ma che non tradiva per niente i lineamenti di quel ragazzo con i capelli a caschetto che,assieme a John, George e Ringo, ha scritto pagine indelebili della storia della musica. Il duo Lennon-McCartney, menti geniali del gruppo, con tutte le loro liti, con i loro punti di vista differenti, con i loro momenti di felicità artistica, è da considerarsi uno dei più creativi di sempre,mai fuori moda,sempre al passo coi tempi, a volte anticipandoli,dal beat di “on the road”,alla cultura Hyppie del Peace, Love & LSD, al rock barba e capelloni. Reinventarono il pop, aprirono la strada al rock, furono mai stanchi sperimentatori, concepirono la psichedelica consegnando, in questo contesto, alla storia uno dei migliori album di tutti i tempi, quel “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” cantando di bambine dagli occhi caleidoscopici in cieli di marmellata,e altre storie visionarie con sottofondo musicale ipnotizzante…e mentre l’ascolto non posso dire altro che: “spettacolare!” e ritornare in quel religioso silenzio da umile ascoltatore…Il 1970, con l’uscita di Let It Be,titolo emblematico, e lo scioglimento del gruppo non fu un punto di arrivo ma, secondo quella regola nota in economia con il nome di DISTRUZIONE-CREATRICE, il punto di partenza per un nuovo mondo. La loro fine fu,in certo senso, necessaria. Avevano, secondo questo punto di vista, adempito alla loro missione, quasi fossero stati creati per questo, gettando le basi per la,quasi, totalità di tutto quello che sarebbe venuto in seguito…
Francesco Padula




















