Per circa un anno circa 100 persone aderenti al movimento religioso più discusso del momento, (un ibrido a cavallo tra le dottrine protestanti pentecostali dominanti rispetto al Catechismo della Chiesa Cattolica e il rinnovamento carismatico), la “Koinonia Giovanni Battista”, si sono riunite in incontri di preghiera e “Messe di guarigione”, nella parrocchia di San Paolo in via Rossini, a Terni, retta dal parroco don Roberto Tarquini, (nella foto), ignare, (parroco compreso), che il fondatore del suddetto movimento, il sacerdote argentino p. Ricardo Arganaraz, fosse stato condannato in Cassazione per truffa con il risarcimento di 800 milioni (in euro) per aver promesso una guarigione miracolosa ad una donna malata di cancro, che invece mori’. Strano ma vero, a Terni succede anche questo. La spinosa questione è probabilmente sfuggita di mano al vescovo della diocesi Vincenzo Paglia, forse troppo indaffarato ad amministrare gli affari della curia sovente intrecciati con quelli del sindaco uscente Paolo Raffaelli. ”Veniva un sacerdote, p. Corrado Sperotto da Roma” , (poi trasferito dalle autorità vaticane a Santiago di Campostela ndr), ha dichiarato don Roberto, “faceva tutto lui, preghiere, canti, Messe, una volta al mese, mi sembravano brave persone, non mi sarei mai immaginato che la Koinonia Giovanni Battista fosse disapprovata dalla stragrande maggioranza dei vescovi italiani e all’estero, e soprattutto, ignoravo tutta la vicenda giudiziaria che si è trascinata per diversi anni.” Addirittura il parroco di Santa Maria Strambi a Piediripa di Macerata don Franco Pranzetti non dà l’assoluzione a chi frequenta la Koinonia (presente nelle Marche con una grossa sede in quel di contrada Ricciola 78 , nelle campagne di Recanati), il motivo? “Semplicemente uno”, dichiara don Sandro, “perché le dottrine della Koinonia sono in larga parte eretiche, cioè protestanti, inoltre chiedono agli aderenti “esterni” la decima parte di quanto guadagnano, un precetto biblico non in uso nella Chiesa Cattolica, ma solo nel mondo protestante”. Ma in motivi non solo questi, per uno strano meccanismo del Diritto Canoninico la “Libera Associazione di Fedeli Koinonia Giovanni Battista” è riconosciuta da un vescovo della Repubblica Ceca, (al quale si sono uniti un’altra ventina di vescovi sparsi nei Paesi più sperduti del mondo), ma è disconosciuta da tutti i vescovi italiani, (compreso il ritiro di un riconoscimento da parte del Cardinale Camillo Ruini, all’epoca presidente della Cei), fatta eccezione di quello della Diocesi di Caltanissetta, Mario Russotto. Un vero e proprio pasticcio.