OMICIDIO IN LARGO CAIROLI E DILAGARE DELLA VIOLENZA A TERNI: L’ASSESSORE COMUNALE ALLA SICUREZZA BENCIVENGA E IL SINDACO DI GIROLAMO TACCIONO. DATO STORICO: LA LEGALITA’ NON FA PARTE DEL PATRIMONIO CULTURALE DELLA SINISTRA

13 agosto 2009
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luigi bencivenga 187x2501  OMICIDIO IN LARGO CAIROLI E DILAGARE DELLA VIOLENZA A TERNI: LASSESSORE COMUNALE ALLA SICUREZZA BENCIVENGA E IL SINDACO DI GIROLAMO TACCIONO. DATO STORICO: LA LEGALITA NON FA PARTE DEL PATRIMONIO CULTURALE DELLA SINISTRA

Si stanno chiarendo i contorni dell’omicidio di Oleg Lyusak, ucraino di 36 anni che a Terni viveva da tempo e lavorava come camionista. L’amico della vittima Serghij Holey, che ha riportato una ferita alla coscia, ha riferito che Oleg è stato ucciso la sera del suo compleanno. Aveva appena festeggiato i suoi 36 anni con gli amici in una casa della zona di Largo Cairoli, in pieno centro. Stava salutando i ragazzi che per il suo compleanno erano arrivati a Terni da Roma. E’ successo tutto in pochi istanti e senza un perché. «Due ragazzi rumeni stavano parcheggiando l’auto e si sono avvicinati chiedendoci perché stavamo ridendo – racconta Serghij dal letto d’ospedale. Noi abbiamo risposto che non ce l’avevamo con loro, ma hanno avuto una reazione improvvisa e feroce».
Intanto la Polizia scientifica ha individuato tracce di sangue che partono da Largo Cairoli, luogo del delitto, attraversano Corso Vecchio e arrivano a vico San Lorenzo, proprio davanti alla casa del presunto omicida, che è un romeno di venti anni. La polizia è sulle sue tracce, al momento non si trova, ma conta di rintracciarlo abbastanza facilmente. Intanto è stato sottoposto a fermo giudiziario un giovane connazionale accusato di complicità.
Fin qui la cronaca, che ci rimanda alla”banalità del male”, secondo la rappresentazione di Hannah Arendt. Come nei criminali nazisti, anche negli assassini di Largo Cairoli possiamo supporre “una totale assenza di capacità di riflessione, e correlazione tra pensiero, vita interiore, azione, sentimenti”, magari accentuata dall’abitudine a bere forte, per cui i romeni sono tristemente noti, che li ha portati ad uccidere bestialmente e senza un vero perché.
Però non è affatto banale il contesto in cui la tragedia è avvenuta: un’escalation di risse ed aggressioni, di cui da mesi sono protagonisti ternani ed immigrati, ed una colpevole latitanza dell’amministrazione locale. «Gli uffici comunali sono chiusi», ripete, derisoria, una segreteria telefonica dal centralino di Palazzo Spada. Invano si cerca sul sito del Comune una dichiarazione, un impegno, un segnale di attenzione. L’unico comunicato stampa – guarda un po’, in tema di vigilanza – riguarda il rafforzamento del controllo… sulle gite ferragostane alla cascata delle Marmore e a Piediluco! Nessun comunicato, presa di posizione, da parte del neo assessore alla sicurezza Luigi Bencinvenga.  Non una parola di cordoglio e di prevenzione da parte del sindaco Di Girolamo forse ancora schoccato dall’essere stato eletto da soli tre ternani su 10. Addirittura sul sito del Comune la cronaca dl fatto. Incredibile!

Enrico Cardinali

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