fLESSIONE delle venditpoco equilibrio negli introiti pubblicitari, avvento consolidato nella nostra regione (come in tutto il mondo), dell’era delle notizie in rete, ed ecco un terremoto, non proprio inaspettato nel mondo dell’informazione locale. La proprietà ha annunciato di voler licenziare 12 lavoratori su 17 nel settore poligrafico al Corriere dell’Umbria. E lo ha fatto nel peggiore dei modi, usando metodi discutibilissimi: alla vigilia di Ferragosto, al fine di limitare al massimo eventuali risposte sindacali nell’immediato. Una vicenda che inevitabilmente coinvolgerà anche i giornalisti, tanto è vero che il Corriere dell’Umbria sta uscendo in edicola con fogliazione ridotta e senza i nazionali.
Il potere dell’informazione in Umbria è diviso in feudi con i due giornali di Perugia, il Giornale dell’Umbria e il Corriere dell’Umbria, in mano a due cementieri, entrambi eugubini, il gruppo Colaiacovo (colosso con tremila dipendenti) e il concorrente Barbetti, che li usano per farsi la guerra, in omaggio a un vecchio adagio umbro: “Il sogno segreto/ dei corvi di Orvieto/ è mettere a morte/ i corvi di Orte”. Con una netta prevalenza di Carlo Colaiacovo, al centro di un sistema di potere che comprende anche tre tv locali, la presidenza dell’associazione industriali e della fondazione bancaria, senza farsi troppi scrupoli di conflitto d’interessi.
Con una “Nazione” ancora arroccata nel centro perugino e un “Messaggero” sempre più in crisi (Nelle Marche sono state chiuse tutte le redazioni, dopo l’acquisto di Caltagirone della testata concorrente Il Corriere Adriatico”), ma pur sempre dominante nelle zone centrali di Terni. Poi c’e’ l’esplosione delle notizie sul web, che di fatto bruciano ore prima quelle su carta stampata, mentre tengono i magazine di approfondimento, come i dati nazionali riferiscono.”Forte vicinanza e piena solidarieta”’ da parte dell’Associazione stampa Umb, anche nella nostra regionera ai poligrafici del Corriere dell’Umbria. E’ quanto si legge in una nota del sindacato, a firma della presidente regionale Marta Cicci, a seguito della decisione della I.E.L. Srl, editrice del Corriere dell’Umbria, di attivare le procedure di licenziamento per 12 poligrafici su un totale di 17. L’Asu, si legge ancora ”giudica questo comportamento”, che peraltro arriva proprio alla vigilia di Ferragosto ”come un tentativo di impedire, o quanto meno limitare, la messa in campo di iniziative da parte dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali finalizzate alla tutela dei posti di lavoro o, quantomeno, a negoziare con la Societa’ possibili soluzioni alternative”. Nel ribadire vicinanza ai lavoratori poligrafici ed alle loro Organizzazioni Sindacali di categoria, l’Asu auspica ”per quanto riguarda i giornalisti del Corriere dell’Umbria” che, alla luce di un simile comportamento della IEL Srl ”i colleghi adottino la massima vigilanza e provvedano a costituire rapidamente il Comitato di redazione”. Ai colleghi poligrafici e a tutti gli amici e colleghi giornalisti del Corriere, la più ampia solidarietà della redazione di Terni Magazine e di www.ternimagazine.it Intanto tre mesi fa aveva lanciato la provocazione, tanto per vedere come avrebbero reagito i concorrenti all’ipotesi che il re dei media sfidasse il web sul più aperto dei campi, l’accesso gratuito alle informazioni. Ora, di fronte ai bilanci in rosso della sua News Corporation, Rupert Murdoch mostra i muscoli. “Il giornalismo di qualità non può essere a buon mercato” ha dichiarato mercoledì ai soci riuniti per discutere i 3,4 miliardi di dollari (2,3 miliardi di euro) bruciati nell’ultimo anno. Tradotto in gergo internettiano significa una massiccia cura ricostituente a spese dei navigatori: a partire da giugno 2010 bisognerà pagare una quota per consultare The Times, The Sun, News of the World e gli altri siti giornalistici del gruppo australiano. Le analisi di marketing consigliano cautela, il pubblico della rete ignora il concetto di scambio monetario. Ma il settantottenne magnate delle comunicazioni sembra deciso: “Possiamo ottenere guadagni notevoli dalla vendita di contenuti. Quando pubblichiamo uno scoop su qualche celebrità, per esempio, il numero di contatti è astronomico”. Un team di specialisti che comprende suo figlio James e l’amministratore delegato di Down Jones Les Hinton sarebbe già a lavoro per definire la strategia capace di arginare le perdite senza cedere lettori agli irriducibili del gratuito.
Stretto tra il collasso della pubblicità e l’epilogo della carta stampata quotidiani, Murdoch morde il freno. Finora solo il Wall Street Journal aveva introdotto il pagamento delle notizie online, sondando le possibilità digitali dell’impero mediatico esteso da Sydney a Londra. Il futuro è oggi. “Penso a quest’anno fiscale” ha detto il patron di News Corporation a chi domandava il calendario della rivoluzione. I suoi giornali britannici, un tempo campioni d’incasso, registrano un calo della pubblicità del 14%. Neppure il 4% extra di Fox News compensa la debacle dei quotidiani passati da 786 milioni di dollari d’incasso (547 milioni di euro) a 466.
la IEL, la società editrice del Corriere dell’Umbria, interviene con un comunicato sulla vertenza che ha portato al licenziamento di 12 dipendenti poligrafici. La IEL sostiene che ha ereditato dal precedente editore ( Alberto Donati della EDM, oggi fallito ) tecnologie obsolete e ” una consistenza inusuale di personale poligrafico dipendente rispetto all’esigenze del Corriere e, fino ad allora, probabilmente giustificato da attività non direttamente collegate alla gestione della testata ed inspiegabilmente, invece, alle dipendenze della stessa “. A Perugia, si stampavano anche le edizioni del Corriere di Firenze e del Corriere di Romagna. La IEL afferma che sin dal 2006, anno in cui è stato avviato un piano di ristrutturazione della società, le organizzazioni sindacali sono state compiutamente e costantemente informate di quanto stava cambiando. Oggi, dopo rilevanti investimenti, la IEL, si vede costretta , suo malgrado, anche ” per l’entrata a regime delle tecnologie acquisite, a dover rinunciare a parte del proprio personale poligrafico ritenuto in esubero “. Però la IEL non vuol sentir parlare di crisi del giornale ” che per numero di copie vendute , che per numero di lettori rimane, a detta della proprietà, la prima testata della Regione Umbria”. La IEL, inoltre, sottolinea, come, pur in un contesto difficile, “ha provveduto a contrattualizzare, anche a tempo indeterminato, un cospicuo numero di giovani giornalisti “.

